Concorso Dirigenti: ancora in attesa


 

Presidi, il concorso slitta all’estate A rischio gli incarichi del 2018

 da Corriere della sera – 26/4/2017 - Valentina Santarpia

 

Ancora un rinvio per il concorso per dirigenti scolastici. Atteso per la fine dello scorso anno, annunciato per la primavera del 2017, adesso – annuncia la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli- sarà bandito entro l’estate. Il regolamento, che già era stato rinviato dal ministero delle Finanze a quello della Funzione pubblica per alcune modifiche, deve essere nuovamente ritoccato: per cui i tempi si allungano, nell’attesa che il testo rivisto venga inviato nuovamente al Consiglio superiore per l’Istruzione per il parere di rito (previsto nei primi giorni di maggio), poi al Consiglio di Stato per l’approvazione e infine alla Corte dei conti per la registrazione. Solo allora – probabilmente alla fine del mese di maggio – potrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Restano per ora confermati i numeri anticipati dal Miur: i posti a bando dovrebbero essere circa 2 mila, per coprire tutti i buchi.

Duemila scuole in reggenza

Considerati i tempi lunghi per espletare il concorso, che prevede diverse fasi, i nuovi dirigenti scolastici non potranno sicuramente essere in cattedra prima dell’anno scolastico 2018-2019. Con la conseguenza immediata che una situazione già tesa, con almeno un migliaio di scuole in reggenza, si incancrenisca: secondo le stime dell’Anief, arriveranno a sfiorare quota 2 mila le scuole in reggenza, con un dirigente provvisorio. E i super-presidi, costretti a gestire almeno due istituti, con 6-7 plessi spesso lontani tra loro, riguarderanno quasi la metà degli 8200 complessivi sparsi per il territorio nazionale.

Le prove: chi può partecipare

La nuova selezione prevederà una prova preselettiva, una prova scritta ed una orale per accertare le competenze anche linguistiche e infine un corso di formazione dirigenziale di 4 mesi più un tirocinio di altri 4 mesi. Continuerà a essere preclusa ai docenti precari, anche se, come rileva sempre Marcello Pacifico dell’Anief, «con la sentenza 5011/2014 del Tar del Lazio, i giudici amministrativi hanno confermato che per partecipare al concorso per dirigenti non serve aver sottoscritto un contratto a tempo indeterminato». Ma almeno gli anni di precariato potranno essere considerati per raggiungere la soglia dei cinque anni di servizio che, insieme alla laurea, rappresentano un requisito per partecipare al concorso.

 

 

SLITTA IL CONCORSO PER I PRESIDI A RISCHIO UNA SCUOLA SU TRE
Messaggero Veneto  - 27-04-2017  - Michela Zanutto

 

Slitta il concorso per arruolare nuovi presidi. In regione quest'anno sono 50 su 171 le scuole che non hanno un dirigente scolastico e a settembre altre dieci resteranno scoperte per il pensionamento del titolare.

Il bando sarebbe dovuto arrivare entro la fine del mese, ma l'iter burocratico si è complicato a tal punto che la nuova scadenza è fissata alla fine dell'estate. Sempre che vada tutto per il verso giusto.

Intanto i dirigenti dell'Anp (l'associazione nazionale dei presidi) sono in stato di agitazione ed è previsto un incontro regionale, martedì, al Marinoni di Udine. La scorsa settimana si sono tenuti due incontri in viale Trastevere, «durante i quali l'Anp ha chiesto di accelerare l'iter di realizzazione del concorso per l'assunzione di nuovi dirigenti e risolvere così il problema delle reggenze», ha sottolineato Luca Gervasutti, presidente provinciale. Ma il Miur ha risposto comunicando che il regolamento del bando è stato modificato in maniera significativa e tale da rendere necessaria la richiesta di ulteriori pareri. «La previsione più ottimistica è che si possa procedere all'emanazione del nuovo regolamento e del bando di concorso entro l'estate ha detto Gervasutti -, così da avere i nuovi dirigenti in servizio almeno a partire dal settembre 2018».

Questo significa che almeno un centinaio di persone interessate dal concorso dovrà attendere la pubblicazione del bando. Intanto però il sistema scolastico dovrà fare i conti con il blocco delle reggenze deciso dall'Anp contro «l'opera di depotenziamento della legge sulla Buona scuola che il ministro Fedeli sta attuando», hanno spiegato i dirigenti.

Martedì a Udine tutti i presidi del Fvg si incontreranno per concordare l'attuazione dello stato di agitazione della categoria anche in regione. E saranno chiamati a decidere come partecipare alla manifestazione nazionale di giovedì 25 maggio a Roma. «Rivendichiamo la perequazione retributiva con la restante dirigenza pubblica e poteri corrispondenti alle responsabilità ha precisato Gervasutti Siamo un sindacato moderato che però prende una posizione molto forte contro la politica ministeriale in atto che sta depotenziando la 107». L'Anp per protesta ha deciso di rifiutare le reggenze, decisione questa che metterebbe in seria crisi la scuola regionale (e italiana) che il prossimo anno si troverà con un contingente di presidi ancora più esiguo dell'attuale e gli istituti che resteranno senza il titolare saranno 60 su 171. C'è anche il blocco di tutta la documentazione richiesta dal ministero per la valutazione dei dirigenti scolastici, uno dei perni della Buona scuola e lo stop alla chiamata diretta degli insegnanti in caso di tempi troppo ristretti o durante il periodo estivo.

 

 
Salva Segnala Stampa Esci Home