Film/Marie Heurtin: uscire dal buio e imparare la vita


Marie Heurtin e la suora che le donò la luce

Famiglia Cristiana  -   06/10/2017 

Va in onda stasera in prima serata su Rai 2 il commovente film sulla storia vera di una ragazza sordo cieca e del suo rapporto con la religiosa che l'ha aiutata a superare il suo isolamento. La pellicola era stata inserita tra quelle consigliate per l'Anno Santo della Misericordia.

In prima visione con una scelta meritoria Rai 2 trasmette stasera alle 21.15 il film Marie Heurtin, dal buio alla luce. Ispirato a una storia vera di fine Ottocento, legata all'opera congregazionale delle Figlie della Sapienza (note pure come Monfortane) la pellicola racconta la storia di Marie Heurtin, nata nel 1885 in una casa di contadini nella campagna francese che fino all'età di 10 anni vive la libertà nella forma più primitiva, ma limitata dal buio delle sue incapacità. L'amore incondizionato dei genitori non basta a crescere una bambina con tali difficoltà, la quale viene portata nel convento delle suore di Larnay.

Il primo incontro è problematico: la bimba percepisce l'imminente distacco dal suo affezionato padre e in preda al panico si rifugia sopra un albero. Solo la coraggiosa suor Marguerite si avvicina con cautela alla creatura impaurita. Il contatto delle loro mani, del volto, fanno trapelare l'inizio di un rapporto di amore e di fiducia. Nonostante l'ostinazione di Marie, Marguerite non si arrende e piano piano le insegnerà che per ogni cosa esiste un nome attraverso il quale le persone possono comunicare, le insegnerà così a diventare parte di una collettività, dove vivrà le gioie degli affetti e i dolori delle perdite. 
Un film riflessivo che ci ricorda quanto spesso diamo per scontato l'importanza delle parole che non sono solo suoni ma sono anelli di una catena che ci lega gli uni con gli altri. 

In più da segnalare le interpretazioni di Isabelle Carré nei panni di suor Marguerite e di Ariana Rivoire, sorda anche nella vita reale ed esordiente al cinema, in quelli di Marie Heurtin. Altri componenti del cast sono davvero non udenti. In Italia il film ha ricevuto il sostegno della Lega del filo d'oro e del Cinedeaf ed è stato inserito anche nella lista di film consigliati per l'Anno santo della misericordia dalla Commissione nazionale valutazione film della Conferenza episcopale Italiana e dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in accordo con l’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali della Cei.

 

Marie Heurtin - Dal buio alla luce Cineforum

SanPoalo film  -  20 Ott 2016

Marie Heurtin - dal buio alla luce, del regista Jean-Pierre Ameris, presenta la storia vera di Marie Heurtin, una ragazza sorda, muta e cieca la cui vita è segnata dal buio della sua invalidità.

Il Film

Nata nel 1885 in una famiglia di contadini, Marie Heurtin vive nella campagna francese nella totale incapacità di comunicare con il mondo che la circonda. Giunta all'età di 14 anni i genitori non sono più in grado di accudirla, il loro amore non basta più per sostenerla e sono costretti a portarla presso l'Istituto per sordi di Larnay vicino a Poitiers, affidandola alla cura delle suore. Qui suor Marguerite, una giovane religiosa fragile e ammalata, sente di essere chiamata in prima persona al recupero di questa ragazza che vive nel più totale isolamento e si offre per aiutarla. Nonostante l'iniziale resistenza della madre superiora, suor Marguerite, che sente questo servizio come una missione personale all'interno della sua vocazione religiosa, ottiene la custodia della ragazza. Si impegna con tutte le forze per portarla fuori dalla sua emarginazione. Superando momenti di fatica e scoraggiamento, le due protagoniste si aprono a un rapporto profondo di fiducia reciproca che le porterà a scoprire una modalità comunicativa nuova, fatta prevalentemente di contatti delle mani e del volto.

Per riflettere dopo aver visto il film

Jean Pierre Ameris decide di realizzare questo film dopo aver visitato l'Istituto Larnay a Poitiers, dove Marie Heurtin visse per oltre 20 anni: «È difficile descrivere come mi sono sentito quando ho incontrato questi bambini che potevano comunicare solo con il tatto e che, appena sono arrivato, hanno manifestato il desiderio di toccare le mie mani e la mia faccia per conoscermi». Non è facile immaginare come può vivere una persona in un realtà senza suoni, senza parole, senza immagini. Nel raccontare questa storia, il regista ha il merito di rispettare la realtà storica dando vivacità e ritmo ad una narrazione mai formale o semplicistica. Tutto scorre in modo progressivo e naturale delineando la personalità delle due donne, la loro ferrea volontà di affrontare la vita e la morte, l'handicap e l'autonomia, il buio e la luce, il donare e il ricevere. Le due protagoniste sono presentate come le facce della stessa medaglia e lo spettatore si trova coinvolto nel dolore e nell'isolamento di Marie, ma anche nelle mutate situazioni che descrivono la vita nuova della ragazza e quella che si spegne nel corpo di suor Marguerite.

Una possibile lettura

Marie Heurtin - dal buio alla luce propone due percorsi singolari di crescita: quello di Marie Heurtin, nata cieca e sorda, la cui vita è avvolta dal silenzio e dall'oscurità perché incapace di esprimere una comunicazione; e quello di suor Marguerite, dalla salute precaria, decisa a stabilire con lei un canale di comunicazione per trarla dal suo isolamento. Marie risponde con il rifiuto, scappa sugli alberi, si ribella, assume un atteggiamento di totale ammutinamento, ma suor Marguerite non si arrende e lottando con fermezza riesce a stabilire con lei una rapporto di attenzione e affidamento. Nasce così un percorso di aiuto e di guida alla conoscenza che richiama quello di una madre nei confronti del proprio bambino. Un legame tangibile che si sviluppa attraverso il contatto delle dita, dell'odorato e del calore delle mani, unici mezzi per entrare in comunicazione con l'altra. Gesti ancestrali che fanno presagire le scoperte che illumineranno quell'oscurità dalla quale Marie non ha mai potuto liberarsi. «Volevo che il film fosse luminoso - afferma Améris -, raccontare le mani di Marie che toccano gli animali, gli alberi, le facce, significa raccontare la storia di una liberazione, di una rinascita».

Titolo Originale: Marie Heurtin
Genere: Drammatico
Regia: Jean Pierre Ameris
Interpreti: Isabelle Carrè (suor Margherita), Ariana Rivoire (Marie Heurtin), Brigitte Catillon (madre superiora)
Nazionalità: Francia
Distribuzione: Mediterranea Productions
Anno di uscita: 2016
Origine: Francia (2015)
Soggetto e Sceneggiatura: Jean Pierre Ameris e Philippe Blasband
Fotografia (Panoramica/a colori): Virginie Saint Martin
Musica: Wieder Atherthon
Montaggio: Souriau, Lafran, Walczak, Gibourg, Croset
Durata: 105'
Produzione: Sophie Revil, Denis Carot per Escazal Film
Valutazione del Centro Nazionale Valutazione film della Conferenza Episcopale Italiana: Consigliabile/problematico/dibattiti
Tematiche: Handicap; Tematiche religiose
Note:
- Realizzato con la partecipazione di: Région Rhône-Alpes, Centre National du Cinéma et de l'image animée, France Télévisions, Ciné +, in associazione con Cinémage 8/la Banque Postale Image 7.
- Presentato al 67° Festival di Locarno (2014), ha ottenuto il Variety 'Piazza Grande' Award.

 

Per alcuni brani http://www.paoline.it/blog/musica-arte-e-cultura/1355-marie-heurtin-dal-buio-alla-luce.html

 

 
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