Concorso Dirigenti: applicazioni e effetti degli aumenti


400 euro netti mensili ai Dirigenti Scolastici: effetti e applicazioni

Tuttoscuola -18 ottobre 2017

 

Sta suscitando molto interesse tra i Dirigenti Scolastici, com’era prevedibile, la notizia riportata da IlSole24ore, secondo cui la relazione tecnica che accompagna la prossima legge di stabilità prevederebbe un consistente aumento retributivo per il prossimo triennio a favore dei dirigenti scolastici.

Si parla di un aumento a regime di circa 400 euro mensili netti, probabilmente conseguenti alla perequazione con gli altri dirigenti pubblici.

In attesa di conoscere meglio la disposizione e la conclusione del suo iter di approvazione, si possono considerare due effetti della disposizione, uno certo e un altro variabile.

Il primo effetto certo è che, comunque si concluda l’iter approvativo della disposizione in Parlamento, la notizia attirerà molti docenti come candidati al concorso di cui è imminente la pubblicazione del bando.

Il secondo effetto, sicuro ma non facilmente calcolabile per le possibili variazioni che potrebbero intervenire in Parlamento, riguarda, oltre all’aumento retributivo in busta paga, anche gli effetti sulla pensione e sulla retribuzione.

Se l’aumento triennale conseguirà la piena perequazione con la dirigenza pubblica interverrà non tanto sul tabellare (43.310,90 euro lordi annui), che attualmente è già uguale per tutta la dirigenza, bensì sulla retribuzione di posizione parte fissa.

Per gli altri dirigenti pubblici la retribuzione di posizione parte fissa è di 12.155,61 euro lordi annui, mentre per i dirigenti scolastici è soltanto di 3.556,68 euro: una differenza (sperequata) di 8.598,93.

Poiché la retribuzione di posizione parte fissa è pensionabile e concorre anche alla determinazione dell’indennità di buonuscita, gli aumenti (forse calcolati su quegli 8.598,93 euro di perequazione) determineranno anche un sensibile effetto sul trattamento pensionistico e previdenziale.

 

 
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