Alternanza: in campo Regioni, prefetture e Bankitalia


Boom di accordi per l'alternanza scuola-lavoro

Libero Quotidiano - 01-12-2017 - ATTILIO BARBIERI

 

Quattrocento ore negli ultimi tre anni delle superiori restano troppo poche, ma qualcosa si sta muovendo sul fronte dell'alternanza scuola-lavoro. Praticamente non passa giorno senza che si registri una nuova convenzione fra istituti, aziende, organizzazioni non profit, istituzioni pubbliche a vari livelli. Ministero, ma anche Regioni, camere di commercio. Pure sindacati. All'appello non manca praticamente nessuno. Tranne, forse, i rappresentanti degli studenti che a metà ottobre hanno invaso le piazze d'Italia protestando contro un'alternanza frettolosamente bollata come sfruttamento.

Il tema resta molto caldo e riguarda nell'anno scolastico in corso circa un milione di ragazzi distribuiti fra licei, istituti tecnici e professionali. E i problemi ci sono, inutile negarlo, perché collocare questo esercito di giovani secondo le aspettative di ciascuno, non è semplice né scontato. Così potrebbe capitare tuttora che qualche studente finisca a fare l'alternanza in un fast food. Ma rispetto al passato il tema è sotto i riflettori.

Soltanto negli ultimi giorni sono stati firmati una decina di protocolli, con altrettante istituzioni che hanno deciso di aprire la porte agli studenti delle superiori. Ad esempio la Prefettura di Torino e Bankitalia. E poi ci sono le attività a supporto dei programmi di alternanza, come quella prevista dal protocollo siglato ieri fra Regione Lombardia e Unioncamere che si impegnano ad aiutare le piccole e medie imprese e gli istituti scolastici nella stesura dei progetti e nella gestione dell'alternanza con un finanziamento agli operatori accreditati che supporteranno le imprese. Un aspetto critico, quello delle risorse: molte aziende dicono «no» proprio perché non possono permettersi di dedicare un dipendente alla funzione di tutor che si occupi dei giovani ospitati in alternanza. Ora, le Pmi lombarde potranno contare su un finanziamento, erogato da Regione e Camere di commercio, a dir poco provvidenziale per coprire questi costi.

E poi c'è il portale del Ministero dell'Istruzione che andrà online alla metà di dicembre e sul quale scuole e imprese potranno svolgere parte dei passaggi necessari per stipulare le convenzioni.

Il nuovo sito, che si integrerà con il Registro nazionale dell'alternanza realizzato da Unioncamere, rappresenterà il punto d'incontro tra l'offerta dei percorsi di alternanza da parte di enti e aziende e la domanda delle scuole. Sempre sulla nuova piattaforma sarà possibile produrre i patti formativi senza i quali ogni singolo progetto non può decollare. E fra le tante funzioni previste ce n'è pure una che consentirà a ciascun ragazzo di segnalare le difficoltà e gli aspetti critici della propria esperienza formativa fuori dalla scuola. Ad una cosa i protocolli e i portali non possono ovviare. Alla mancanza d'iniziativa da parte di alcuni istituti che continuano a subire l'alternanza come se fosse una condanna di cui farebbero volentieri a meno. Se la destinazione scelta per i ragazzi è agli antipodi rispetto al loro orientamento di studio, la colpa è spesso delle scuole che non si impegnano a cercare alternative e si accontentano del primo fast food che si presenta.

 

 
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