A scuola da soli: approvato il decreto


Il decreto fiscale è legge, under 14 potranno tornare a casa da soli dopo la scuola

Tuttoscuola - 30 novembre 2017

 

I minori di 14 anni potranno tornare a casa da soli, a patto che abbiano l’autorizzazione scritta e firmata dai genitori. Il decreto fiscale contenente questa e altre misure (rottamazione delle cartelle fiscali; estensione dello split payment; ritorno delle bollette telefoniche a 30 giorni; ampliamento della golden power; proroga dei termini per le procedure su Alitalia; sterilizzazione di una quota degli aumenti Iva previsti per il prossimo anno) ottiene il via libera definitivo del Parlamento, e diventa legge con 237 voti a favore, 156 contrari e tre astensioni.

Dopo qualche polemica che, tra i tanti consensi, ha accompagnato la proposta dei parlamentari del PD, la disposizione dovrebbe mettere fine alla delicata questione della responsabilità del personale scolastico per gli obblighi di vigilanza sui minori all’esterno della scuola.

I genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori e i soggetti affidatari ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, dei minori di 14 anni, in considerazione dell’età di questi ultimi, del loro grado di autonomia e dello specifico contesto, nell’ambito di un processo volto alla loro auto responsabilizzazione, possono autorizzare le istituzioni del sistema nazionale di istruzione a consentire l’uscita autonoma dei minori di 14 anni dai locali scolastici al termine delle lezioni. L’autorizzazione esonera il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza”.

Tutto risolto? Forse. L’unica cosa certa sembra essere la deresponsabilizzazione a carico del personale scolastico (docenti e capo d’istituto).

Per i genitori potrebbe non essere così. Vediamo perché.

La legge parla di minori di 14 anni e, quindi, comprende non soltanto gli alunni della secondaria di I grado, ma anche quelli della primaria, ben più giovani per età.

Spetta al genitore valutare il grado di autonomia del figlio e il contesto ambientale del territorio relativo al tragitto da scuola a casa. Una valutazione da non prendere alla leggera, perché l’esonero di responsabilità nei confronti della scuola fa salva soltanto quest’ultima.

L’autorizzazione al ritorno autonomo che dovrà essere rilasciata alla scuola diventa un atto formale che scarica ogni responsabilità sulla famiglia in modo più pregnante e coinvolgente di quanto succedeva prima.

In caso di grave incidente nel quale dovesse incorrere un bambino della scuola primaria, la famiglia potrebbe forse essere ritenuta responsabile per abbandono di minore proprio in forza di quell’art. 591 (Abbandono di minori) che la legge ha ora modificato ma non cancellato.

 

Dall’autorizzazione per l’uscita da scuola degli under 14 alle semplificazioni sui vaccini: il decreto fiscale è legge

da Il Sole 24 Ore – 1/12/2017 -  Eu. B.

 

Nel giorno in cui il  Senato ha votato la fiducia sulla legge di bilancio 2018 inviandolo a Montecitorio per il secondo via libera parlamentare, la Camera ha convertito in legge il decreto fiscale. Che costituisce l’altra gamba della manovra di finanza pubblica per l’anno prossimo e – a dispetto del nome – contiene più di una norma riguardante da vicino il mondo dell’istruzione. Vediamole nel dettaglio.

L’autorizzazione per l’uscita da scuola dei minori
Il provvedimento dispone che i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori, nonché i soggetti affidatari dei minori di anni 14 possono autorizzare le istituzioni del sistema nazionale di istruzione (dunque anche nelle scuole paritarie), in considerazione dell’età, del grado di autonomia e dello specifico contesto a consentire l’uscita autonoma degli alunni dai locali scolastici al termine dell’orario delle lezioni. Autorizzazione che esonera il personale scolastico dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza. E che va inviata anche all’ente locale gestore del servizio se il ragazzo usufruisce del servizio di scuolabus.Così facendo il personale scolastico, quello addetto al trasporto e l’ente locale gestore del servizio sarebbero esonerati dalla responsabilità connessa all’adempimento dell’obbligo di vigilanza nella salita e discesa dallo scuolabus e nel tempo di sosta alla fermata, anche nel caso di rientro a casa al termine delle attività scolastiche.

Semplificazioni per la vaccinazione
Cambiano anche le procedure connesse agli obblighi di vaccinazione, relative alle aziende sanitarie locali, nonché ai servizi educativi per l’infanzia, alle scuole ed ai centri di formazione professionale regionale. Viene infatti anticipato già al prossimo anno scolastico la semplificazione che il decreto 73 del 2017 prevedeva a partire dal 2019/2020. Le scuole ubicate in una regione o provincia autonoma che ha istituito un’anagrafe vaccinale non dovranno più acquisire la documentazione di tutti gli iscritti con un’età inferiore ai 16 anni, ma dovranno solo inviare l’elenco degli iscritti: un’informazione di cui sono più in possesso. Saranno poi le aziende sanitarie locali a verificare l’assolvimento dell’obbligo o eventuali casi di esonero e restituire agli istituti l’elenco dei soli allievi non in regola. L’anticipo potrebbe valere già da quest’ann0 qualora il controllo sul rispetto degli obblighi si concludesse entro il 10 marzo 2018.

Affitti studenti fuori sede
Sempre al Senato era stata decisa l’estensione della detrazione d’imposta per canoni di locazione per un importo non superiore a 2.633 euro, prevista per gli studenti universitari fuori sede, anche all’ipotesi in cui l’università fosse ubicata in un comune distante da quello di residenza almeno 50 km e gli studenti fuori sede fossero residenti in zone montane o disagiate, sopprimendo, in ogni caso, la previsione che il comune di ubicazione dell’università fosse situato in una provincia diversa da quella di residenza dello studente. Estensione che verrà però limitata ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2017 e al 31 dicembre 2018.

 

 
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