Milano/La lezione frontale non serve più


Convegno Nazionale CPP 2018. La lezione frontale non serve. La scuola come comunità di apprendimento.

www.cpp.it -   14 aprile 2018 a Milano presso il Teatro Carcano.

Per educatori, insegnanti, genitori, donne e uomini che costruiscono ogni giorno una scuola che educa, al presente.

Una giornata in cui il CPP si confronterà con dieci relatori provenienti dal mondo della ricerca, della pedagogia e della scuola, per discutere insieme dello strumento maieutico e di come possa essere trasformativo nella pratica e nella visione educativa.

È possibile seguire il convegno in streaming e rivedere nei giorni successivi i singoli interventi dei relatori! 

Nel corso della mattinata, Daniele Novara e Paolo Ragusa porteranno il punto di vista del CPP sul metodo maieutico all'interno della scuola, seguiti da Francesco Dell'Oro e Milena Santerini che, con il supporto di Silvia Calvi, si confronteranno su come la scuola possa sintonizzarsi sui reali bisogni dei ragazzi. Chiuderà la mattinata Silvia Vegetti Finzi con una riflessione sulla consapevolezza e la ricerca personale di chi educa.

Nel pomeriggio, dopo un intervento di Bruno Tognolini, Anna Oliverio Ferraris e Alberto Oliverio risponderanno alle sollecitazioni di Alex Corlazzoli su come la scuola possa favorire l'apprendimento età per età.

Durante la giornata verranno condivisi video e materiali sulle esperienze maieutiche proposte dal CPP all'interno di diverse realtà scolastiche.

La giornata si concluderà con un rituale di saluto insieme a Daniele Novara, Paolo Ragusa e lo Staff CPP.

Il convegno è patrocinato dal Comune di Milano, da ANCoRe (Associazione Nazionale Counselor Relazionali) e Opera Nazionale Montessori, con il sostegno di DOREMI baby (Asili Nido e Scuola dell'infanzia) e Associazione Montessori Brescia.

Mediapartner dell'evento:
Vita.it - magazine dedicato al racconto sociale, al volontariato, alla sostenibilità economica e ambientale e al mondo non profit.
La Vita Scolastica - magazine online completamente dedicato a chi insegna nella scuola primaria
Nostrofiglio.it - rivista per mamme e papà su gravidanza, neonati e bambini.

Sono riconosciti 6 crediti da Associazione Nazionale Counselor Relazionali ANCoRe
È stato richiesto il riconoscimento anche per gli assistenti sociali.

Lamentarsi di alunni distratti e che non ascoltano è inutile…  … È  inutile se si resta arroccati alla tradizionale lezione frontale, a una organizzazione della classe che isola gli alunni fra di loro, a una valutazione nozionistica. Sono i metodi di insegnamento/apprendimento a dover cambiare! Finalmente un Convegno per respirare aria nuova scoprendo il coraggio del mestiere educativo, che porta in primo piano i dispositivi pedagogici rispetto a quelli digitali. Ogni insegnante è una risorsa preziosa per i suoi alunni!

Daniele Novara

Il programma in http://cppp.it/convegno/programma

 

Scuola, la lezione frontale ha fatto la storia ma ora è tempo di dirle addio

-   da Il Fatto Quotidiano   -  di Alex Corlazzoli

Cara lezione frontale, addio. Sabato al teatro Carcano di Milano si celebrerà il funerale di un modo di insegnare che ha fatto la storia ma che è da archiviare. A dare l’ultimo saluto alla cattedra e al suo predellino, all’insegnante che ama stare davanti ai suoi studenti come se dovesse essere l’unico depositario della verità, saranno centinaia di docenti chiamati al commiato della lezione dal pedagogista Daniele Novara del Centro psicopedagogico per l’educazione e la prevenzione dei conflitti (CCP) di Piacenza.

L’allievo di Danilo Dolci, degno ereditario della maieutica, finalmente metterà una pietra su un modello di insegnamento che dovrebbe essere destinato solo a far parte dei ricordi. “La scuola italiana – spiega Novara – ha un problema che si perde nella notte dei tempi. Questo problema non riguarda l’architettura tradizionale del sistema scolastico, i cosiddetti cicli d’istruzione, né la distribuzione delle materie nel curriculo. Non è l’abbandono scolastico o i voti numerici e neppure la formazione degli insegnanti e il sistema di valutazione. È in realtà un vizio di forma, legato alla storia della scuola in Italia, e a tutto quell’insieme di idee, convinzioni e credenze, quelli che si definiscono gli “elementi impliciti”, su come si trasmettono i contenuti dell’insegnamento. Il problema della scuola italiana nasce da un equivoco, profondamente radicato e pervasivo, che ha un nome preciso: lezione frontale”.

Sia chiaro: il problema non è dei più semplici. Abbiamo tutti presenti le classi dei nostri figli o nipoti: nella maggior parte c’è ancora la cattedra, la lavagna, i banchi separati uno a uno. Sembra che l’esperienza di Mario Lodi (che aveva messo da parte la cattedra) e di Maria Montessori (che stava in mezzo ai bambini come faceva anche Alberto Manzi), sia caduta nel vuoto.

Eppure il primo atto rivoluzionario di un insegnate oggi è proprio quello di cambiare il suo modo di fare lezione. “Oggi – spiega Novara – siamo passati dal manoscritto al tablet, ma il sistema resta sostanzialmente lo stesso: l’assunto che muove comunque ancora gran parte della didattica della scuola italiana è che per far imparare qualcosa a qualcuno, e quindi per insegnare, il metodo più scontato, lineare e apparentemente efficace sia quello di utilizzare il sistema della lettura di un testo associata a una spiegazione”.

Non è il parere di un singolo pedagogista estremista. Le parole di Novara fanno rima con quelle del presidente dell’Indire, l’istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa che nel libro Dall’aula all’ambiente di apprendimento scrive: “L’ambiente non cambia certo per l’ingresso di qualche strumento nuovo, anzi rafforza i suoi caratteri e la lavagna interattiva multimediale (Lim) potenzia la lezione frontale”.

La vera innovazione sta nel ripensare il nostro modo di fare lezione dando una degna sepoltura a quella frontale. Gli esempi non mancano: dalla scuola senza zaino, alla flipnet alla quale Maurizio Maglioni ha dedicato per la Erickson il suo recente Capovolgiamo la scuola ma il problema resta chiarire che idea abbiamo di apprendimento. Si può apprendere da soli? Quanto conta la motricità nell’apprendimento? Chi insegna all’insegnante come far apprendere? Che ruolo ha il docente oggi in aula? Finalmente sabato diremo un bel “vaffa” alla lezione frontale. E forse sarà l’inizio di una nuova era. Forse.

 

 
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