Chiamata diretta: per il momento sospesa


Chiamata diretta in stand-by

ItaliaOggi – 13/6/2018 -  Marco Nobilio

 

Chiamata diretta in stand-by. Gli esiti della mobilità a domanda della scuola primaria sono stati resi noti il 1° giugno e quelli della scuola dell’infanzia sono stati pubblicati oggi. Ma il ministero dell’istruzione non ha ancora convocato il tavolo negoziale per il rinnovo del contratto integrativo concernente il passaggio da ambito territoriale a scuola per l’anno scolastico 2018/2019. Oltre tutto nel contratto di governo sottoscritto dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega c’è scritto che il governo cancellerà questo istituto dall’ordinamento (si veda ItaliaOggi di martedì scorso). Ma allo stato attuale non vi è ancora traccia di alcuna proposta di legge in al senso.

L’istituto è regolato dall’articolo 1, commi 79 e seguenti, della legge 107/2015 ed è stato in parte contrattualizzato (si veda la nota 16977 del 19 aprile 2017 e l’ipotesi di contratto integrativo allegato). La procedura consiste nell’inserimento del curriculum nello spazio web individuale di istanze on line, al quale si accede con le credenziali utilizzate per la domanda di trasferimento. E si conclude con lo scambio tra l’eventuale proposta di un dirigente scolastico e la relativa accettazione da parte del docente interessato. In caso di più proposte, il docente ha facoltà di scegliere quella di proprio gradimento.

L’interessato, se lo ritiene opportuno e fermo restando l’obbligo di inserire il curriculum a sistema (in istanze on line) può anche inviare il proprio curriculum ai dirigenti delle scuole che ritiene di proprio interesse. Qualora l’insegnante abbia ritenuto di non accettare alcuna proposta oppure non ne abbia ricevute, l’amministrazione scolastica provvede d’ufficio ad assegnare una sede tra quelle rimaste vacanti o disponibili. All’atto della presa di servizio il docente riceverà un incarico triennale rinnovabile dal dirigente della scuola di assegnazione.

Resta il fatto, però, che allo stato attuale, l’amministrazione non ha ancora convocato il tavolo negoziale per il rinnovo del contratto integrativo sulla chiamata diretta e, quindi, per conoscere termini e procedure bisognerà attendere l’esito delle trattative. E siccome il tempo stringe, probabilmente, nelle more di eventuali modifiche legislative, l’amministrazione dovrà comunque reiterare le procedure di chiamata diretta per assegnare i docenti alle scuole.

Le ipotesi plausibili sono essenzialmente due. La prima è che l’amministrazione convochi a breve i sindacati per rinnovare il contratto integrativo e poi proceda ad attivare relative procedure. La seconda è che rimanga inerte optando per l’emanazione di un’ordinanza.

Sempre in caso di inerzia, l’amministrazione potrebbe anche procedere all’assegnazione delle sedi d’ufficio, bypassando le procedure di chiamata diretta. Ipotesi questa che, sebbene in via residuale, è espressamente prevista anche dalla legge 107/2015. Tanto più che, negli anni scorsi, alcuni dirigenti scolastici hanno omesso di attivare le relative procedure senza incorrere nella responsabilità disciplinare.

L’istituto della chiamata diretta, peraltro, è uno degli aspetti più contestati della legge 107/2015. Perché cancella il diritto alla titolarità della sede per i docenti esponendoli all’alea del gradimento dei dirigenti scolastici. Le assegnazioni, infatti, avvengono con contratti di durata triennale il cui rinnovo rientra nella disponibilità dei dirigenti scolastici stessi. Fatto questo che espone i presidi al rischio di incorrere in responsabilità anche in sede penale.

 

 

Chiamata diretta a.s. 2018/19, docenti coinvolti. Quali regole seguire?

Orizzontescuola – 13/6/2018 – redazione

 

Pubblicati i trasferimenti della scuola dell’infanzia e primaria, si attendono ancora istruzioni in merito alla chiamata diretta. I docenti che hanno ottenuto e otterranno (per la scuola secondaria) il trasferimento su ambito saranno oggetto della chiamata diretta, così come i neoassunti.

Chiamata diretta a.s. 2017/18

Lo scorso anno scolastico, Miur e Sindacati hanno siglato un apposito contratto, stipulato contestualmente al CCNI relativo ai trasferimenti, che ha attenuato la portata della legge 107/2015 e delineato il percorso da seguire per giungere alla proposta di incarico:

1) formulazione proposta di passaggio da ambito a scuola da parte del dirigente scolastico in coerenza con il PTOF;

2) pubblicazione avviso per la presentazione della candidatura;

3) esame comparativo delle candidature e individuazione del docente cui effettuare la proposta;

4) formalizzazione della proposta.

1) Formulazione proposta di passaggio da ambito a scuola

Il dirigente scolastico individua sino ad un massimo di 6 titoli ed esperienze professionali, tra quelli indicati dal Miur nell’Allegato A (all’accordo), per ciascun posto vacante e disponibile o per gruppi di posti, in coerenza con il PTOF e il Piano di Miglioramento della Scuola, e li sottopone al vaglio del Collegio dei docenti. Qualora il Collegio non si esprima entro sette giorni dalla data prevista, il dirigente scolastico procede comunque all’individuazione delle predette competenze e alla pubblicazione dell’avviso, nel rispetto dei termini previsti a livello nazionale.

2) Pubblicazione Avviso

Individuate le competenze professionali e ottenuta la delibera del Collegio dei docenti, il dirigente scolastico pubblica l’avviso per la presentazione delle candidature da parte dei docenti, secondo la tempistica stabilita a livello nazionale.

3) Esame candidature e individuazione docente cui effettuare la proposta

Il dirigente scolastico, sulla base dei criteri oggettivi indicati nell’avviso, procede ad un esame comparativo delle candidature e individua il docente cui effettuare la proposta. Se il docente sceglie un’altra scuola, il dirigente effettua la proposta ad altro docente, sulla base di uno stesso esame comparativo.

4) Formalizzazione della proposta di incarico

Individuato il docente, il dirigente formalizza la medesima mediante il sistema informatico di gestione del personale.

Quanto detto sin qui, è stato stabilito tramite il succitato accordo, volto a disciplinare la chiamata diretta per l’a.s. 2017/18 e che ha introdotto delle novità, rispetto a quanto previsto nella legge 107/15, quale il ruolo del Collegio dei docenti.

Chiamata diretta a.s. 2018/19

Per il corrente anno scolastico, il Miur non ha ancora fornito alcuna indicazioni e l’accordo, che ha prorogato il CCNI sulla mobilità dello scorso anno scolastico,  non fa riferimento alcuno alla chiamata diretta.

Si applicherà alla lettera quanto previsto dalla 107/15 o si seguiranno le regole del succitato contratto specifico?  A tal fine, si dovrebbe avviare un’apposita sessione negoziale che, almeno sino ad oggi, non è stata presa nemmeno in considerazione.

Non resta che attendere indicazioni dal nuovo Ministro.

Tempistica

Quanto alla tempistica, possiamo affermare che si è in ritardo. Lo scorso anno scolastico, infatti, il Miur ha pubblicato la tempistica relativa alle diverse fasi della chiamata diretta già nel mese di aprile.

 

 
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