Vaccini: autocertificazione la esclude una legge del 2000


Autocertificarsi per i vaccini? C`è già il divieto

Tempo – 8/8/2018 -  Valentina Conti

 

Non si ferma la guerra dei vaccini. L'autocertificazione delle famiglie per i vaccini sarebbe infatti proibita da un DPR del 2000 che esclude la possibilità di autocertificare «i certificati medici, sanitari, veterinari».

Stop alla circolare La legge del 2000 la escluderebbe per i certificati sanità II giurista: «Vale la prima norma: il nuovo provvedimento non può contrastarla.

Non si ferma la guerra dei vaccini. Nel mirino finisce l'autocertificazione delle famiglie consentita dalla circolare del 5 luglio 2018 definita dal ministero della Salute d'intesa con quello dell'Istruzione. C'è uno scoglio da superare per la circolare che resterà in vigore senza il varo definitivo del decreto Milleproroghe. Secondo l'analisi della normativa vigente, cozzerebbe con il Dpr 445/2000 «Disposizioni legislative in materia di documentazione amministrativa» che, di fatto, disciplina la materia di autocertificazione. Precisamente, all'articolo 49 «Limiti di utilizzo delle misure di semplificazione» del suddetto Dpr, si esclude la possibilità di autocertificare «i certificati medici, sanitari, veterinari, di origine, di conformità CE, di marchi o brevetti», i quali - si spiega testualmente - «non possono essere sostituiti da altro documento, salvo diverse disposizioni della normativa di settore». Detta in soldoni, la legge del 2000 escluderebbe espressamente l'autocertificazione per i certificati sanitari. Stop, dunque, secondo l'interpretazione corrente, ad autocertificazioni dei genitori che attestino di proprio pugno che il figlio o la figlia sia stato/a vaccinato/a. E secondo quanto appreso in via informale, il ministero della Salute, conscio del nefasto aggiramento dell'obbligo di legge o svista che dir si voglia, sarebbe già al lavoro per enucleare escamotage possibili per rientrare «nei ranghi». Una delle ipotesi al vaglio per uscire dall'empasse potrebbe essere un'autocertificazione più «soft», dove le famiglie possano, ad esempio, dichiarare la presa in carico dell'appuntamento col medico il tale giorno alla tale ora per l'effettuazione del vaccino, o giù di lì. La cui veridicità, in due casi su tre, chiamerebbe in causa la responsabilità già allarmata dei dirigenti scolastici. Tra le altre cose, va evidenziato che la circolare cita il Dpr 445/2000 sulle verifiche in merito alla veridicità della autodichiarazioni, senza comunque spendere una parola sull'eventuale superamento dell'art. 49 del medesimo Dpr relativo alle materie escluse dall'autocertificazione. Tanti gli interrogativi che si aprono. Uno fra tutti: nella frase «salvo diverse disposizioni della normativa di settore» potrebbe in qualche modo rientrare la direttiva ministeriale «incriminata»? Secondo diversi esperti sarebbe una forzatura notevole. «La circolare non ha rango normativo. Disciplina e da chiarimenti, ma non può es- sere considerata sotto questo profilo. Se contrasta con una norma dell'ordinamento deve essere disapplicata», spiega l'avvocato Cesare Placanica. «Può essere esplicativa della norma di legge, ma non può ne supplire ne contrastare una norma dell'ordinamento. Possibilità per farla rientrare? Solo adeguarla alle leggi. Quindi se contrasta con un Dpr, di certo non può trovare applicazione», chiarisce Placanica. Mentre i presidi continuano a stare sul piede di guerra, anche contro le classi «protette»: «Come si possono mantenere le distanze tra ragazzi immunodepressi e non vaccinati in palestra, in gita o in corridoio?», si chiede il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli. «Capire se le autocertificazioni siano vere o meno? Con i carichi di lavoro che gravano sulle nostre segreterie non si può pensare che sia l'impiegato scolastico a farsene carico. Significherebbe far stramazzare la scuola», chiosa il presidente dell'Anp-Lazio, Mario Rusconi. L'Anp, tramite una lettera del suo presidente, ha fatto sapere di aver chiesto un incontro urgente al ministro della Salute sulla situazione dei vaccini e sulle ripercussioni che le scuole potrebbero avere.

 

 

 
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