Decreto dignità: le ricadute sulla scuola


Decreto dignità è legge: sì supplenze oltre 36 mesi, continuità didattica e concorso diplomati magistrale

Orizzontescuola – 11/8/2018 - redazione


Il decreto dignità, al vaglio del Senato, è divenuto legge con con 155 sì, 125 no e 1 astenuto.

Due i provvedimenti del decreto che riguardano la scuola:

  • questione diplomati magistrale;
  • supplenze su posti vacanti dopo 36 mesi di servizio.

Supplenze su posti vacanti dopo 36 mesi di servizio

La legge 107/2015, aveva introdotto (comma 131) il divieto di attribuire supplenze su posti vacanti e disponibili (quelle al 31/08)  al personale sia docente che ATA che avesse già svolto 36 mesi di servizio. Con la nuova disposizione il divieto è stato abolito.

Diplomati magistrale

La legge interviene al fine di risolvere la questione dei diplomati magistrale, nata in seguito alla sentenza dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato che ha chiuso le porte delle GaE, dalle quali si attinge per il ruolo, ai diplomati magistrale ante 2002.

La legge prevede, innanzitutto, che l’esecuzione delle sentenze possa avvenire entro 120 giorni dalla notifica.

Interviene inoltre su due fronti:

  1. continuità didattica a.s. 2018/19;
  2. reclutamento docenti infanzia e primaria.

Continuità didattica a.s. 2018/19

Considerato che le sentenze di merito, dopo la succitata Adunanza plenaria, arriveranno nel corso dell’anno scolastico 2018/19, la legge prevede quanto segue:

  • diplomati magistrale assunti in ruolo con riserva: dopo l’esecuzione delle sentenze, il loro contratto sarà trasformato in una supplenza al 30/06/2019;
  • diplomati magistrale con supplenza annuale (al 31/08): dopo l’esecuzione delle sentenze, il loro contratto sarà trasformato in una supplenza al 30/06/2019.

Reclutamento docenti infanzia e primaria

La legge prevede un concorso ordinario e uno straordinario.

Il concorso straordinario è riservato ai diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/2002 e ai laureati in scienze della formazione primaria che abbiano svolto due anni di servizio presso le scuole statali.

Il concorso ordinario è bandito, ai sensi dell’articolo 400 del D.lgs. 297/94 e successive modificazioni e dell’articolo 1, comma 109 lettera b) e 110, della legge n. 107/2015, con cadenza biennale (al riguardo il Servizio Studi del Parlamento ha evidenziato che è necessario modificare l’articolo 400 del D.lgs. 297/94, secondo cui i concorso hanno cadenza triennale).

Possono partecipare al concorso i docenti in possesso dell’abilitazione, quindi i diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/2002 e i laureati in Scienze Formazione Primaria.

Entrata in vigore della legge

Affinché la legge entri in vigore bisogna attendere la firma del Presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

 

 

Scuole infanzia paritarie, FISM: decreto dignità mina continuità educativa. Ecco perché

Orizzontescuola – 3/8/2018 -  redazione


In data odierna, FISM e OO.SS. di categoria, come comunicatoci in redazione, si sono incontrate per esaminare gli effetti del Decreto Dignità sul settore delle scuole dell’infanzia paritarie e dei servizi educativi 0/6 anni.

Ricordiamo che il testo di conversione in legge del decreto dignità è stato approvato alla  Camera e adesso passa al Senato.

Sindacati e FISM hanno espresso le loro preoccupazioni per le negative ricadute  delle nuove misure sui livelli occupazionali del settore e sulla garanzia della continuità educativa, a causa della mancanza di causali specifiche di rinnovo e/o di proroga dopo i primi 12 mesi.

Il decreto, infatti, prevede che l’eventuale rinnovo del contratto, dopo i primi dodici mesi, sarà possibile solo a fronte di esigenze temporanee e limitate. In presenza di una di queste condizioni, già a partire dal primo contratto, sarà possibile apporre un termine comunque non superiore a 24 mesi.

L’articolo 1 del decreto indica le condizioni che possono permettere il rinnovo sino a 24 mesi, condizioni tra cui non ve ne sono di adeguate alle scuole paritarie.

Le parti chiederanno ai Ministri interessati un apposito incontro.

 

 

Decreto ‘dignità’, sì del Senato: i provvedimenti che toccano la scuola

Tuttoscuola - 08 agosto 2018

 

Il decreto “dignità” è legge. 155 i sì del Senato, 125 i no e un solo astenuto. All’interno del decreto sono due i provvedimenti che riguardano la scuola, quello relativo alla questione diplomati magistrali e quello invece che riguarda le supplenze su posti vacanti dopo 36 mesi di servizio. La legge entrerà in vigore con la firma del Presidente della Repubblica e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Decreto “dignità”: la questione diplomati magistrali

La legge ha l’obiettivo di risolvere la questione dei diplomati magistrale, nata in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che ha escluso dalle GaE i diplomati magistrali ante 2002.

La legge prevede che l’esecuzione delle sentenze possa avvenire entro 120 giorni dalla notifica e interviene su due fronti, quello della continuità didattica a.s. 2018/19 e del reclutamento docenti infanzia e primaria. Per quanto riguarda la continuità didattica, per i diplomati magistrale assunti in ruolo con riserva, dopo l’esecuzione delle sentenze, il contratto sarà trasformato in una supplenza al 30/06/2019. Per i diplomati magistrale con supplenza annuale (al 31/08), dopo l’esecuzione delle sentenze, il contratto sarà trasformato in una supplenza al 30/06/2019.

Per quanto poi riguarda il reclutamento docenti infanzia e primaria, invece,  ricordiamo che la legge prevede un concorso ordinario e uno straordinario.

Il concorso straordinario è riservato ai diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/2002 e ai laureati in scienze della formazione primaria che abbiano svolto due anni di servizio presso le scuole statali.

Il concorso ordinario è invece bandito, ai sensi dell’articolo 400 del D.lgs. 297/94 e successive modificazioni e dell’articolo 1, comma 109 lettera b) e 110, della legge n. 107/2015, con cadenza biennale (al riguardo il Servizio Studi del Parlamento ha evidenziato che è necessario modificare l’articolo 400 del D.lgs. 297/94, secondo cui i concorso hanno cadenza triennale).

Possono partecipare al concorso i docenti in possesso dell’abilitazione, ossia i diplomati magistrale entro l’a.s. 2001/2002 e i laureati in Scienze Formazione Primaria.

Decreto “dignità”: le supplenze su posti vacanti dopo 36 mesi di servizio

La nuova disposizione abolisce il divieto introdotto dalla Legge 107/15 di attribuire supplenze su posti vacanti e disponibili (quelle al 31/08)  al personale sia docente che ATA che avesse già svolto 36 mesi di servizio.

Decreto “dignità”, Fedeli: boom di conteziosi

L’ex ministra dell’Istruzione e ora senatrice Valeria Fedeli ha subito commentato il decreto dichiarando che “rende più difficile per le aziende assumere, soprattutto i giovani e soprattutto nel Mezzogiorno. I posti di lavoro a tempo indeterminato non si creano ingessando i contratti, ma con incentivi e politiche del lavoro, industriali ed economiche, delle quali non c’è l’ombra. Nella scuola il decreto darà luogo ad una serie infinita di contenziosi con un danno per lo Stato di centinaia di milioni di euro”.

Per l’ex ministra, “continua la propaganda del governo. Ma di dignitoso per le lavoratrici questo decreto ha solo il titolo, inventato ad arte, cui non corrispondono contenuti”.

 

 
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