Disabili: ore di sostegno da settembre 2019


Sostegno: docenti, famiglia e medici decideranno se riconoscere 6 o 12 ore. Bozza decreto

Orizzontescuola – 4/12/2018 -  redazione

 

“In occasione della Giornata mondiale della disabilità, il Governo del Cambiamento realizza un passo in avanti fondamentale per far sì che la scuola sia sempre di più luogo di vera inclusione, superando un decreto previsto dalla Buona Scuola, che stava per entrare in vigore, frutto di una visione della disabilità vecchia e discriminatoria”.

 Lo dichiarano in una nota i componenti del MoVimento 5 Stelle delle commissioni Cultura di Camera e Senato.

La bozza di decreto che oggi il Miur ha condiviso con le associazioni di settore, stabilisce che il numero di ore di sostegno per gli studenti con disabilità non verrà deciso, come si prevedeva nella vecchia norma, sulla base soltanto della documentazione medica ma, al contrario, tenendo in considerazione vari fattori, come il contesto specifico della scuola e del territorio”, proseguono i portavoce.

La decisione se riconoscere 6 o 12 ore di sostegno spetterà quindi a un gruppo di lavoro composto da docenti, famiglia e personale medico, in modo da rispondere alle reali esigenze dei singoli bambini o ragazzi, dopo un’analisi a tutto tondo”.

“Con questo importante atto del ministero, per il quale si è impegnato in prima persona il nostro sottosegretario Salvatore Giuliano, si entra finalmente nella concezione della disabilità come risultato del rapporto tra condizioni fisiche della persona e contesto socio-culturale, e non come un ‘problema’ del singolo a cui lo Stato deve porre rimedio.

Questa è l’ottica nella quale è stata scritta la Convenzione Onu delle persone con disabilità, che mira a una società più giusta e inclusiva”, concludono i deputati e senatori.


Sostegno: rinviata a settembre l’attuazione del D.lgs. n. 66. Cosa succede ora

Tuttoscuola - 06 dicembre 2018 - Simone Consegnati

 

Dicembre, mese della giornata mondiale della disabilità, è anche il mese che vede arrivare importanti novità sul sostegno e sull’inclusione scolastica. La prima è arrivata proprio in occasione della suddetta giornata, caduta lo scorso 3 dicembre, e vede il rinvio a settembre dell’attuazione del tanto discusso D.lgs. n. 66/2017. La seconda poi riguarda, secondo le dichiarazioni del ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, la modifica dell’idea che in generale si ha dell’insegnante di sostegno. Ma andiamo con ordine.

Proprio lo scorso 3 dicembre, il sottosegretario all’Istruzione, Salvatore Giuliano, ha annunciato con un video di aver rinviato a settembre l’attuazione del  D.lgs. n. 66/2017 che, a detta di molti, rischiava di complicare e rendere ancora più farraginosa l’inclusione scolastica. Questa scelta, realizzata in collaborazione con le associazioni che si occupano di tutelare i diritti delle persone con disabilità, punta per ora a lasciare tutto così com’è, non prevedendo, almeno per il momento, nessuna azione migliorativa nel complesso mondo dell’inclusione scolastica.

Guarda il video per ascoltare le parole di Salvatore Giuliano

Ricordiamo che anche quest’anno Tuttoscuola ha documentato e denunciato i forti ritardi nell’assegnazione degli insegnanti di sostegno e le numerose criticità attualmente presenti.

Cosa prevedeva il D.lgs. n. 66/2017

Dal primo gennaio 2019 l’assegnazione delle ore per il sostegno sarebbe dovuta partire dal Dirigente Scolastico, che ascoltato il GLI,  avrebbe poi dovuto inviare la propria richiesta al Gruppo per l’Inclusone Territoriale (GIT), un nuovo organo composto da un “Dirigente tecnico o un Dirigente scolastico che lo presiede, tre Dirigenti scolastici dell’ambito territoriale, due docenti (uno per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione e uno per il secondo ciclo di istruzione), nominati con decreto del dirigente preposto all’Ufficio Scolastico Regionale (USR) o di un suo delegato” (Art. 9, comma 4).

Questa scelta aveva destato più di un dubbio soprattutto nelle associazioni di categoria, che vedevano demandata a un organo extrascolastico una funzione molto importante come quella della richiesta delle ore necessarie per il sostegno.

In questo modo il GIT avrebbe fatto un’analisi preventiva ed espresso un parere prima che la richiesta arrivasse all’Ufficio Scolastico Regionale. Al GIT spettava dunque una funzione di intermediazione tra le varie scuole, assicurandosi che all’USR non arrivassero richieste improprie (ad esempi sostegno per gli alunni con DSA o altro).

Il GIT non avrà più le funzioni previste dal decreto legislativo 66, ma avrà un compito di supporto alle scuole, sia in termini di strumenti (ad esempio per introdurre l’ICF nel PEI) che di strategie efficaci per l’inclusione. Un ufficio molto simile ai vecchi Centri territoriali di Supporto, che sembravano essere soppiantati dalle scuole polo, ma che sembra siano pronti a tornare in auge.

Tagliani (AIPD): “Ribadito il principio della continuità didattica”

Secondo Nicola Tagliani dell’osservatorio scolastico dell’Associazione Italiana Persone Down (AIPD): “Questa bozza di modifiche al decreto sembrerebbe puntualizzare e migliorare alcuni aspetti dell’inclusione previsti del decreto 66, come il fatto di chiarire la permanenza dei GLH operativi e aver restituito loro la competenza della proposta del numero di ore di sostegno. Inoltre ha ribadito il principio della continuità didattica pure per i docenti di sostegno di ruolo, anche se la concreta attuazione della continuità rimane ancora indefinita. Delle perplessità emergono invece sulle nuove certificazioni, in quanto, oltre alla certificazione di handicap riconosciuto ai sensi della Legge 104/92, sembrerebbe essere previsto un ulteriore e poco chiaro accertamento della disabilità in età evolutiva ai fini scolastici. Ci auguriamo che il nuovo iter per l’approvazione delle modifiche al decreto 66 non ritardi ulteriormente l’emanazione delle norme applicative già previste nel vecchio testo e ancora non definite”.

Secondo alcune associazioni, tra cui la FIRST (Federazione Italiana Rete Sostegno Tutela) “Il GLHO ritorna a essere quello che è sempre stato, il vero protagonista della personalizzazione del PEI e delle indicazioni delle ore di sostegno e degli altri sostegni in generale“ (link al sito: https://firstfederazione65.it/2018/12/04/comunicato-first-rinvio-dlgs-66/#more-1153), sollevando un ulteriore problema non emerso da altri fronti.

In estrema sintesi con questa disposizione, di fatto, si lascia tutto così com’è. L’estrema mobilità degli insegnanti di sostegno, il mancato avvio di corsi di formazione universitari specifici, il trasporto (di responsabilità degli enti locali e partito in grande ritardo anche quest’anno), la regolamentazione degli educatori, figure chiave nei processi inclusivi: questi sono solo alcuni dei punti chiave dell’inclusione scolastica che, però, rimangono punti interrogativi.

Bussetti: “Insegnante di sostegno non è solo dell’alunno”

Anche il ministro Bussetti è tornato sull’argomento “sostegno”. Proprio lo scorso 4 dicembre, a margine della settimana Italia-Cina dell’Innovazione, ha dichiarato: “La modifica dell’idea dell’insegnante di sostegno che non è solo dell’alunno, ma dell’intera classe che lavora con l’alunno. Se vogliamo fare inclusione non dobbiamo fare discriminazione. I nostri ragazzi sono tutti i ragazzi delle scuole, poi c’è chi ha più bisogno e a loro daremo opportunità in più”.

 

 


 

 
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