MondoVero/Sanremo e la scuola: il segreto di una canzone


SANREMO 2019, il vero vincitore è Cristicchi, a dirlo sono studenti e prof. Il vero vincitore di Sanremo? Non è Mahmood ma Cristicchi, che sta già vincendo la classifica della realtà. Ecco il segreto della sua canzone
IlSusidiario  -  11.02.2019 - Mauro Leonardi
 
Abbi cura di me testo
Adesso chiudi dolcemente gli occhi / E stammi ad ascoltare
Sono solo quattro accordi ed un pugno di parole / Più che perle di saggezza sono sassi di miniera
Che ho scavato a fondo a mani nude in una vita intera
Non cercare un senso a tutto / Perché tutto ha senso
Anche in un chicco di grano si nasconde l'universo / Perché la natura è un libro di parole misteriose
Dove niente è più grande delle piccole cose  / È il fiore tra l'asfalto
Lo spettacolo del firmamento  /  È l'orchestra delle foglie che vibrano al vento
È la legna che brucia che scalda e torna cenere
La vita è l'unico miracolo a cui non puoi non credere
Perché tutto è un miracolo tutto quello che vedi
E non esiste un altro giorno che sia uguale a ieri  /  Tu allora vivilo adesso
Come se fosse l'ultimo   /  E dai valore ad ogni singolo attimo
Ti immagini se cominciassimo a volare  /  Tra le montagne e il mare
Dimmi dove vorresti andare  /  Abbracciami se avrò paura di cadere
Che siamo in equilibrio   /  Sulla parola insieme
Abbi cura di me  /  Abbi cura di me
Il tempo ti cambia fuori, l'amore ti cambia dentro  /  Basta mettersi al fianco invece di stare al centro
L'amore è l'unica strada, è l'unico motore  /  È la scintilla divina che custodisci nel cuore
Tu non cercare la felicità semmai proteggila  /  È solo luce che brilla sull'altra faccia di una lacrima
È una manciata di semi che lasci alle spalle  /  Come crisalidi che diventeranno farfalle
Ognuno combatte la propria battaglia  /  Tu arrenditi a tutto, non giudicare chi sbaglia
Perdona chi ti ha ferito, abbraccialo adesso  /  Perché l'impresa più grande è perdonare se stesso
Attraversa il tuo dolore arrivaci fino in fondo  /  Anche se sarà pesante
Come sollevare il mondo  /  E ti accorgerai che il tunnel è soltanto un ponte
E ti basta solo un passo per andare oltre.  
Ti immagini se cominciassimo a volare  /  Tra le montagne e il mare
Dimmi dove vorresti andare  /  Abbracciami se avrai paura di cadere
Che nonostante tutto  /  Noi siamo ancora insieme
Abbi cura di me   /  Qualunque strada sceglierai, amore /  Abbi cura di me
Abbi cura di me. 
Che tutto è così fragile
Adesso apri lentamente gli occhi e stammi vicino
Perché mi trema la voce come se fossi un bambino
Ma fino all'ultimo giorno in cui potrò respirare
Tu stringimi forte
E non lasciarmi andare
Abbi cura di me
 
Come è bene che sia per le vendite, le polemiche infuriano su Sanremo. Vince Mahmood ma c’è chi dice che sia una vittoria “politica” perché il pubblico ha premiato Ultimo. Baglioni afferma che televoto ed esperti non possono stare insieme, mentre Repubblica spiega che la vera vincitrice morale è Loredana Berté, arrivata quarta, perché aveva con sé tutto il pubblico presente in sala.
Ricordiamoci però che “vincere il Festival di Sanremo” è solo uno dei modi per vincere davvero il Festival di Sanremo, perché solo tra un po’ di tempo sapremo chi ha veramente vinto il Festival di Sanremo. Il vincitore sarà quello la cui canzone è la più venduta, la più ascoltata, la più amata. In quest’ultima specialissima classifica – quella della realtà – io sono convinto che abbia buone possibilità di vittoria Simone Cristicchi, quinto assoluto nella classifica finale, e che ha vinto il premio per la miglior interpretazione e quello per la miglior composizione musicale.
Sono convinto che Cristicchi vincerà all’ora del dunque non perché, secondo quanto afferma lo stesso cantante, il sacerdote di Sanremo lo ha fermato per chiedergli l’autorizzazione ad utilizzare alcuni versi nelle sue omelie, ma perché “Abbi cura di me” è amata in modo trasversale, da tutti. Oltre che dai preti, come ho detto, anche dai critici musicali. Ma soprattutto è amata dalle persone semplici, quelle che amano le canzoni basate su quelle emozioni che Cristicchi ha saputo comunicare parlando di sé.
Tutti noi, nessuno escluso, è portatore di un pezzetto di verità. Tutti abbiamo avuto l’occasione di trovare un pezzetto di verità anche dove pensavamo non ce ne fosse. Un cantautore, come ogni artista, sente più di altri i pezzetti di verità presenti nella propria vita e si sforza, con la sua arte, di portarli in dono alla vita degli altri. Credo che Cristicchi abbia saputo portare a termine fino in fondo il proprio compito.
Ci si è chiesti se Cristicchi fosse “anche” un poeta. Non so rispondere, ma in fondo credo che questa domanda sia sbagliata. Cristicchi è prima di tutto un uomo. Limitato come tutti, ha scritto una canzone che ha saputo fare del bello il tramite per il vero e per il bene.
Mi ha colpito come fin da subito il mondo della scuola abbia amato questa canzone. Fin dalla prima esecuzione di “Abbi cura di me” hanno iniziato a diffondersi, nei gruppi “scolastici” di Facebook, le lodi dei professori che manifestavano l’intenzione di usare le parole della canzone per i loro esercizi di analisi testuale. Disprezziamo troppo spesso il mondo della scuola, per questo paghiamo così poco gli insegnanti. Eppure la scuola è in assoluto lo sforzo più quotidiano per forgiare cultura. Più di tanti luoghi “nobili” è lo spazio dove si cerca di raccontare come le convinzioni, i valori, tutto ciò che è umano, debba essere declinato in modo molto diverso a seconda delle persone. E i professori sono i prestigiatori chiamati a fare di questo sforzo un miracolo.
La scuola è il crogiolo che cerca, nonostante tutto, il terreno comune del nostro paese. Quel terreno dove dobbiamo giocoforza incontraci per vivere e crescere. Cristicchi che piace ai professori di liceo e di scuola media, mi colpisce. Ha dichiarato di aver voluto “far vivere la canzone, di stare nella misura” e coerentemente ha evitato scelte teatrali eccessive, ha preferito rimanere con i mezzi che madre natura gli ha donato ed ha affrontato “nudo”, solo con la sua voce e la sua semplice persona, il palcoscenico di Sanremo. Solo con la voce e la persona: come devono fare spesso quei professori che, non per nulla, hanno già scelto le sue parole per le proprie lezioni in classe.

 

Una quarta elementare di Roma canta in classe questa canzone

 
 
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