Convegno: La scuola da 0 ai 6 anni. Criticità e opportunità


 

COMUNICATO STAMPA

Sabato 16 marzo 2019 ore 9-13

Sala Biagi Palazzo della Lombardia – Piazza Città di Milano

 

Convegno

Il  D. Lgs n. 65/2017 … questo sconosciuto.

La scuola da 0 ai 6 anni. Criticità e opportunità

 

Il Convegno è organizzato dalla nostra associazione in collaborazione con Regione Lombardia e con altre associazioni della scuola: AGe di Milano, AGeSC Lombardia, AMISM - Associazione Milanese Scuole Materne, Associazione Nonni 2.0, Diesse Lombardia, DiSal, Fidae Lombardia, Fism Lombardia, Forum Famiglie Milano, Generazione Famiglia LMPT Lombardia, Sidef .

Interverranno: Anna Maria Poggi, professore ordinario di diritto costituzionale e regionale, Università degli Studi – Torino; Flavio Merlo, sociologo, Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia, Università Cattolica del S. Cuore – Milano; Andrea Bobbio, professore associato di pedagogia generale, Università della Valle d'Aosta-Université de la Vallée d'Aoste; Brunella Reverberi, dirigente Assessorato Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia; Ermanno Puricelli. dirigente scolastico e coordinatore del "Gruppo per il primo ciclo e lo zero/sei anni"; Giuseppe Angelillo presidente dell'AGE Milano. Coordina Paolo Ferrario, giornalista, Avvenire. Sono stati invitati Marco Bussetti, Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca  e Attilio Fontana, Presidente di Regione Lombardia.

Il convegno riguarda un Decreto legislativo (n. 65/2017), approvato nel 2017 in attuazione delle norme sulla “buona scuola”, che istituisce un sistema integrato di istruzione e educazione per i bambini “dalla nascita ai 6 anni”.

Tale Decreto ha certamente il merito di affrontare i nuovi bisogni di cura dei bambini espressi dalle famiglie, ma adotta una prospettiva inadeguata per più ragioni, tutte riconducibili ad una concezione di Stato “monopolista della gestione dei servizi”, che interpreta in modo rigido e estensivo i suoi compiti di garanzia e di indirizzo nei confronti delle Regioni e degli enti locali, oltre che nei confronti dei genitori e della società civile.

Non a caso il Decreto individua solo nominalmente e in maniera molto approssimativa i soggetti pubblici e privati che, in modo pluralista e differenziato, entreranno a determinare la costruzione e la vita del segmento formativo riguardante la fascia di età 0-6 anni.

La centralità della questione educativa richiede invece un deciso cambio di “paradigma culturale” e un ritorno alla Costituzione là dove all’art. 30 sancisce che “è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli anche se nati fuori dal matrimonio” e impone dunque di individuare le modalità più adatte a facilitare l’esercizio di questo diritto/dovere. In modo analogo va ridisegnato l’intervento delle istituzioni pubbliche affinché “favoriscano l’autonoma iniziativa dei cittadini singoli e associati per lo svolgimento di attività di interesse generale sulla base del principio di sussidiarietà”, come stabilisce il comma 4 dell’art.118 della stessa Costituzione.

Le osservazioni “riformatrici” rivolte in questo Convegno al Decreto Legislativo n. 65/2017 potrebbero ricevere ampio accoglimento ove si realizzasse la ”autonomia differenziata” richiesta dalle Regioni Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna ai sensi dell’art. 116 della Costituzione.

 

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