Bilancio scuole: le spese diminuiscono


Sorpresa: la spesa per l’istruzione cala fino al 2040

da Il Sole 24 Ore – 12/4/2019 -  Claudio Tucci

 

L’istruzione si conferma un “capitolo di spesa” poco attrattivo anche per il governo giallo-verde: Nel 2020, è scritto a pagina 99 del «Def», appena approvato dal governo, la spesa per questo settore rispetto al Pil scende al 3,5 per cento. Nel 2025 si passa al 3,3; nel 2030 al 3,2; nel 2035 al 3,1. Una lieve risalita avviene solo dal 2045 (3,2). A pesare sono essenzialmente i mancati stanziamenti sull’istruzione.


Le riforme annunciate
Poche novità anche scorrendo il corposo «Pnr», Programma nazionale delle riforme. Qui c’è un capitoletto dedicato all’istruzione, ma le novità inserite sono scarse. Nel settore scolastico, si legge nel documento, «è necessario procedere alla redazione di un Testo Unico che sistematizzi in maniera organica le molte norme che riguardano la scuola e consenta un’opera di semplificazione legislativa complessiva».

Ai fini dell’ampliamento dell’offerta formativa, poi, il governo evidenzia come saranno intraprese «misure per assicurare il reclutamento dei docenti con titoli idonei all’insegnamento della lingua inglese, della musica e dell’educazione motoria nella scuola primaria anche utilizzando, nell’ambito delle risorse di organico disponibili, docenti abilitati all’insegnamento per la scuola primaria in possesso di competenze certificate». Saranno dunque oggetto di valutazione nuove classi di concorso e i requisiti per accedere all’insegnamento di dette discipline nella scuola primaria.


Capitolo Its
Nel «Pnr» trova spazio un paragrafetto dedicato agli Its. Anche qui però poche parole. Essenzialmente di intenti. «Sono una realtà su cui il Governo intende puntare in maniera decisa, avendo dimostrato chiaramente la loro efficacia nell’assicurare uno sbocco lavorativo ai propri diplomati. Verranno incentivati nuovi percorsi di Istruzione Tecnica Superiore in sinergia con le scuole superiori tecniche e professionali, il mondo del lavoro, le imprese, le micro realtà locali, le università, le filiere produttive. La creazione di nuovi Its sul territorio nazionale permetterà un raccordo mirato al mondo del lavoro e darà nuovo impulso alla ricerca».


Aumenti stipendiali, tra 30 a 80 euro lordi dal 2020. E’ scritto nel DEF

Orizzontescuola – 12/4/2019 - redazione


Pubblicato dal Ministero delle finanze il testo del Documento di Economia e Finanza 2019. Previsione aumenti a partire dal 2020.

Spesa prevista per le amministrazioni

Nel testo del DEF si legge, “Nel quadro a legislazione vigente la spesa per redditi da lavoro dipendente delle Amministrazioni pubbliche è stimata nel 2019 in 172.594 milioni (+0,4 per cento), nel 2020 in 174.018 milioni (+0,8%), nel 2021 in 173.751 milioni (-0,2%) e nel 2022 in 174.859 milioni (+0,6%).

Aumenti previsti

Nel testo si legge che “fra i fattori di incremento della spesa si segnala il rinnovo contrattuale per il triennio 2019-2021 che prevede, in base alle risorse stanziate dalla legge di Bilancio per il 2019, incrementi dell’1,3 per cento per il 2019, dell’1,65 per cento per il 2020 e dell’1,95 per cento complessivo a decorrere dal 2021.

Inoltre, “Considerato che la stagione contrattuale 2016-2018 non è ancora conclusa, la previsione sconta l’ipotesi che i CCNL per il triennio 2019-2021 verranno sottoscritti a decorrere dal 2020“.

Nel 2019 solo indennità di vacanza

Con riferimento al nuovo triennio contrattuale, per l’anno 2019 è stata considerata la sola spesa per l’anticipazione contrattuale decorrente dal mese di aprile (corrispondente sostanzialmente all’indennità di vacanza contrattuale prevista dal precedente ordinamento).


Testo del DEF a pagina 31


 

 
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