Sentenze/Non è sempre colpa della scuola

 

Non ditutti gli incidenti scolastici rispondono la scuola e il Miur

Italia Oggi pag.40· 10-10-2017 - G.Mantica

 

Non tutti gli incidenti scolastici implicano responsabilità incapo all'istituto ed al ministero dell'istruzione. La Corte di cassazione harespinto le pretese risarcitorie dei genitori di una bambina che si era fattamale cadendo durante la ricreazione. In precedenza anche il Tribunale di Milanoe la Corte di appello avevano dato ragione alla Pubblica amministrazione cheaveva dato prova di trattarsi di situazione di causa non imputabile a strutturee personale della scuola.

Questa linea è stata condivisa e confermata dai Giudici dilegittimità con la sentenza n. 22800/17, della terza sezione civile, depositatail 29 settembre scorso che, rigettando il ricorso, ha anche condannato igenitori a rifondere le spese di causa alla compagnia di assicurazione dellascuola e all'aggravio degli oneri di giustizia (aumento del contributounificato da versare allo Stato). In sede di secondo grado restava accertatoche l'alunna era nel cortile per trascorrere la ricreazione, alla presenza delpersonale scolastico predisposto, e si feriva urtando contro il cordolo incemento della rampa per disabili; altrettanto era acquisito il carattereaccidentale della caduta e le improvvise e repentine condizioni nelle quali eraavvenuta.

La Cassazione, chiamata a indagare sulla legittimità dellapronuncia di appello, poneva a fondamento del ragionamento decisorio i dueprincipi della responsabilità di natura contrattuale della scuola e quellocosiddetto da «contatto sociale» dell'insegnante. Da un lato, infatti,l'istituto scolastico è tenuto ad assicurare l'assenza di pericoli nei luoghiin cui si svolge l'attività in tutte le sue espressioni (quindi anche ilcortile); dall'altro, l'adempimento degli obblighi di vigilanza, ancor piùintenso quanto minore è l'età dell'allievo. Consegue che il danneggiatonell'avviare un giudizio deve provare l'esistenza e il titolo del rapportogiuridico (è sufficiente l'atto di iscrizione), mentre la scuola devedimostrare che, sebbene esistente, il fatto dannoso sia dovuto a causa nonimputabile.

La Cassazione ha, quindi, dedotto per il caso che, pur sussistendole ipotesi delle predette responsabilità, acquistavano decisivo rilievo perescludere addebiti alla scuola sia la regolarità e la non pericolosità dellestrutture (peraltro obbligatorie per la tutela dei disabili), sia larepentinità della caduta della bambina che si era verificata imprevedibilmentee senza che fosse possibile, per il personale presente, alcun intervento perevitarla.

 



 

Copyright © 2017 Di.S.A.L.