Eurostat: dispersione studentesca in miglioramento

 

La scuola italiana migliora ma la media europea è unmiraggio

da La Tecnica della Scuola  -12/11/2017 - Luca Protettì

 

Migliora l’istruzione italiana ma non èancora al pari della media europea. Il trend evidenza una crescita costanteanno dopo anno.

E’ il quadro che emerge dal rapportoannuale sul settore diffuso dalla Commissione europea.Il dato confortante è chesono sempre meno i giovani che abbandonano gli studi:l’anno scorso sono stati il 13,8% i ragazzi tra i 18-24 anni che hanno lasciatoprima del tempo la formazione, a fronte del 16,8% riscontrato nel 2013.Nell’Unione Europea gli abbandoni si assestano intorno al 10,7% ma la sorpresaarriva dall’Est dove gli abbandoni scolastici sono bassissimi in Paesi come laCroazia (appena il 2,8% di abbandoni), la Lituania e la Slovenia.

MAGLIA NERA PER UNIVERSITA’ E LAVORO

Maglia nera, o quasi per l’Italia nelnumero dei laureati.Ancora troppo pochi, solo il il 26,2% i giovani tra i 30 e i 34 anni inpossesso di un diploma universitario, mentre la media Ue è del 39,1%. Numeriche ci relegano al penultimo posto della classifica, peggio di noi solo laRomania mentre la Lituania occupa il gradino più alto del podio (58,7%),seguita dal Lussemburgo e da Cipro.
A questi numeri si lega, secondo il rapporto, la difficoltà nel passaggiodall’istruzione al mondo del lavoro, anche per le persone altamentequalificate. Una situazione che per la Commissione europea è all’origine dellafuga di cervelli che affligge il Paese.
Il tasso di occupazione dei neodiplomati tra i 20 e i 34 anni è infatti solodel 52,9%, uno su due. Meglio rispetto al 2013, quando erano il 48,5%, ma benal di sotto del 78,2% europeo.
Numeri che risentono sicuramente delle assunzioni avvenute con il Jobs Act,frutto degli sgravi fiscali concessi alle aziende che però stannoprogressivamente diminuendo. Impietoso il paragone con Paesi come Malta (96,6%di impiegati a tre anni dal diploma), Germania (90,2%) e Olanda (90,1%).

BUONA SCUOLA E CORPO DOCENTE

Il rapporto della Commissione Europeaprende in considerazione anche la rifoma del sistema scolastico (Buona Scuola)che potrebbe portare al “miglioramento dei risultati sull’apprendimento eaumentare l’equità”. Infatti per quanto riguarda i risultati dei ragazzi dellascuola dell’obbligo, la percentuale di insufficienze tra i quindicenni inlettura, matematica e scienze è rispettivamente del 21%, 23,3% e 23,2%, tuttidati superiori alla media Ue.
Tra i problemi evidenziati nel dossier c’è infine l’invecchiamentodel corpo docente. Tutte le statistiche lo confermano, i docentiitaliani sono i più vecchi d’Europa: nella primaria il 55% dei docenti ha piùdi 50 anni, così come alla secondaria di secondo grado. Alle scuole superiorisi sale invece al 61%. E il trend, considerato il continuo spostamento dell’etàpensionabile non sembra poter migliorare. Si registra invece un’inversionenella “tendenza negativa nel finanziamento dell’istruzione superiore”, grazieall’assegnazione di risorse supplementari.

 

LINK

 

EUROSTAT - Statistichedell'istruzione e della formazione a livello regionale



CommissioneEuropea - Abbandonoscolastico


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