Sentenze/Chiusura delle scuole in zone a rischi sismico?

 

LA CASSAZIONE: DASEQUESTRARE TUTTE LE SCUOLE A RISCHIO SISMICO

la Gazzetta delloSport - 09-01-2018 – Pierluigi Spagnolo

 

I terremoti, nelle zone d'Italia classificate a rischio, «non sonoprevedibili". E per questo i sindaci delle aree sismiche (a vario livello)non devono opporsi al sequestro delle scuole che possono essere a rischiocrollo. Lo stabilisce la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dellaprocura di Grosseto nei confronti di Francesco Limatola, sindaco diRoccastrada, in Toscana, indagato per omissione di atti di ufficio per non averchiuso la scuola della frazione di Ribolla, «nonostante dal certificato diidoneità statica dell'immobile, redatto il 28 giugno 2013, emergesse la nonidoneità sismica». Secondo i giudici della Cassazione sono da chiudere a scopodi prevenzione, in attesa di ristrutturazione o della costruzione di nuoviedifici, tutte le scuole che non rispettano in schio sismico. «Ancora nonabbiamo la sentenza e prima di ogni tipo di commento dobbiamo leggerla», hadetto il sindaco di Roccastrada, Limatola, coinvolto nella vicenda. ALLARME Esulle condizioni delle scuole italiane nelle aree a rischio sismico, arrivano inumeri preoccupanti elaborati da Legambiente. Oltre il 41% delle scuole(15.055) è in zona sismica 1 e 2, cioè a rischio di terremoti fortissimi oforti. Ci sono 992 progetti finanziati in 4 anni, tra interventi peradeguamento sismico e nuovi edifici, di cui solo 532, pari al 3,5% del totale,in aree a rischio elevato. E poi c'è il 43,8% degli edifici dei capoluoghi chenecessita di manutenzione urgente. Legambiente rileva che, con questi dati,occorrerebbero 113 anni per mettere in sicurezza le scuole nelle aree piùfragili del Paese. A Messina, per esempio, una città in area sismica 1 con 115edifici scolastici di cui ben 96 risalenti a prima dell'entrata in vigore dellanormativa antisismica, la messa in sicurezza complessiva, continuando con gliattuali ritmi (18 interventi in quattro anni), si realizzerebbe nei prossimi150 anni. Oltre il 60% degli edifici, infatti, è stato costruito prima del1976, cioè prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica, e il 43,8%del campione necessita di urgenti interventi di manutenzione.

 

 

SISMA, SI' ALSEQUESTRO PREVENTIVO

Italia Oggi - 09-01-2018- P.Galli

 

Va posto sotto sequestro preventivo un edificio dedicato adattività scolastiche, risultato inadeguato dal punto di vista dell'idoneitàstatica, anche se il rischio sismico risulta essere lieve. Lo sottolinea la sesta sezione penale della Cassazione,sentenza n. 190 depositata ieri, accogliendo il ricorso del capo dellaprocura di Grosseto contro la decisione del Riesame di revocare il sequestrodisposto dal gip di un plesso scolastico situato a Ribolla, plesso cheaccoglieva 300 alunni. Il tribunale aveva ritenuto l'insussistenza di un«pericolo concreto ed attuale di crollo», anche se dall'accertamento deltecnico che aveva redatto il certificato di idoneità statica dell'edificio ilrischio sismico era risultato essere (in applicazione dell'indicatore delrischio di collasso previsto dalle norme tecniche per le costruzioni del 2008)pari a 0,985, registrando così una «inadeguatezza minima rispetto ai vigentiparametri costruttivi antisismici soddisfatti al raggiungimento del valore «1»,espressivo dell'assenza di criticità in caso di terremoto», in un territorio,come quello del caso in esame, «a bassa sismicità».

La procura di Grosseto, dunque, aveva presentato ricorso inCassazione, sostenendo che «in materia antisismica il pericolo legittimantel'adozione del sequestro preventivo, nella non prevedibilità dei terremoti,doveva intendersi insito nella violazione della normativa di settore,indipendentemente dall'esistenza di un pericolo in concreto»: dunque, secondoil pm, «nessun rilievo avrebbe potuto attribuirsi alla circostanza chel'edificio insistesse su un territorio classificato a bassa sismicità o chel'inadeguatezza dell'immobile rispetto ai parametri costruttivi antisismicifosse minima». La Suprema corte ha condiviso questa tesi, rilevando che «nelcarattere non prevedibile dei terremoti la regola tecnica di edificazione èispirata alla finalità di contenimento del rischio di verificazionedell'evento.

Il rischio, apprezzato in chiave generale su tutto il territorionazionale, classificato per zone con indicazione, per ciascuna, dellapercentuale di esposizione all'evento sismico, si traduce, scrivono i giudici,«nella mappatura dell'intero patrimonio immobiliare con attribuzione allesingole costruzioni di un indicatore del rischio del collasso». L'inosservanzadella regola tecnica di edificazione, conclude il Palazzaccio, «integra pursempre la violazione di una norma di aggravamento del pericolo e come tale vaindagata e rileva ai fini dell'applicabilità del sequestro preventivo».

 

 

"SISMA,SERVONO 113 ANNI PER METTERE IN SICUREZZA LE SCUOLE"

Il FattoQuotidiano pag.7 · 09-01-2018

 

OLTRE IL 41% delle scuole (15.055) in zona sismica 1 e 2, cioè arischio di terremoti fortissimi o forti; 992 progetti finanziati in quattroanni tra interventi per adeguamento sismico e nuovi edifici, di cui solo 532,pari al 3,5% del totale, in aree a rischio elevato; il 43,8% degli edifici deiComuni capoluogo che necessitano di manutenzione urgente Sono alcuni dei datiemersi nella fotografia scattata da "Ecosistema Scuola" diLegambiente, che tornano d'attualità dopo la sentenza della Cassazione cheindica la necessità di procedere al sequestro delle scuole a rischio sismicoLegambiente rilevava che con questi dati, occorrerebbero 113 anni per metterein sicurezza le scuole nelle aree più fragili del Paese. In base al reportquello italiano è un patrimonio edilizio scolastico storico. Oltre il 60%degl iedifici, infatti, è stato costruito prima del 1976, cioè a prima dellanormativa antisismica, e necessita di interventi di manutenzione urgenti (43,8%del campione). E risulta ancora carente rispetto alle norme di sicurezza,mancando l'adeguamento alla normativa sismica. Inoltre solo il 12,3% dellescuole presenti in queste aree risulta progettato o adeguato successivamentealle tecniche di costruzione antisismica,


Importante sentenza sulla responsabilità degli enti locali in materia disicurezza

ANP - 10/01/2018

 

La Corte diCassazione (Sez. VI penale), nella recentissima sentenza 8 gennaio 2018, n.190, ha finalmente enunciato con assoluta chiarezza che compete agli entiLocali verificare le condizioni di sicurezza degli edifici scolastici edisporne la chiusura, quando risultino privi del certificato antisismico. Inparticolare, è stato condannato per omissione di atti d’ufficio il Sindaco chesi era opposto alla chiusura di una scuola priva delle opportunecertificazioni. Secondo la Suprema Corte, la presenza di un “basso livello dirischio”, rilevata in considerazione della ridotta sismicità del territorio,non costituisce una motivazione valida per ritenere idoneo all’uso un edificiopubblico: “La inosservanza della regola tecnica di edificazioneproporzionata al rischio sismico di zona, anche ove quest'ultimo si attesti supercentuali basse di verificabilità, integra pur sempre la violazione di unanorma di aggravamento del pericolo e come tale va indagata e rileva ai finidell'applicabilità del sequestro preventivo”.

Pertanto, lasentenza ribadisce che in capo agli enti locali sussiste la responsabilità diverificare le condizioni di rischio degli immobili e di fissare le misurepreventive da adottare, anche in caso di eventi caratterizzati daimprevedibilità (come nel caso degli eventi simici).

L’ANPritiene da sempre inaccettabili le responsabilità poste in carico ai DirigentiScolastici per quanto attiene alla delicatissima e prioritaria questione dellasicurezza, in un contesto di ricorrente carenza di risorse, di misurepreventive, di concreta trasparenza e di collaborazione con gli entiproprietari. Ricordiamo che, in base al recente rapporto pubblicato da Legambiente, il 65,1%degli edifici scolastici risulta precedente all’emanazione della normativaantisismica (1974) e che le scuole edificate secondo criteri di idoneità alrischio terremoto non arrivano neppure al 13%.

In sintesi:se una scuola non è sicura, va chiusa!

In coerenzacon questo principio, l’ANP ha sostenuto il disegnodi legge 2449/2016 che era finalizzato a riconoscere esplicitamente, neldiritto positivo, la possibilità che i dirigenti delle scuole disponesserol’evacuazione e/o l’interdizione di un plesso, o di parte di esso, qualora –applicando la diligenza del “buon padre di famiglia” – avessero ravvisato unpericolo grave ed immediato per l’incolumità delle persone.

L’ANPsuggerisce a tutti i colleghi di vigilare sull’operato degli enti locali, rilevandonesenza indugio le eventuali omissioni e richiedendo con la dovuta fermezzal’effettuazione dei necessari interventi di natura strutturale e/oimpiantistica.

 



 

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