Dispersione scolastica: i dati del MIUR

 

Dispersione scolastica in calo:presentato il documento finale della Cabina di regia

Tuttoscuola - 10 gennaio 2018

 

Cala ladispersione scolastica, con un tasso del 13,8% di coloro che abbandonano precocemente glistudi (dato 2016) contro il 20,8% di dieci anni fa. L’Italia si avvicina dunqueall’obiettivo Europa 2020, al raggiungimento del livello del 10%. Ma restanoforti gli squilibri territoriali, con Sicilia, Campania, Sardegna sopra lamedia nazionale. I maschi sono più coinvolti delle femmine, così comepercentuali più alte si registrano fra studentesse e studenti di cittadinanzanon italiana che non sono nati in Italia e fra coloro che partono da condizionieconomiche e sociali meno vantaggiose. In Italia ci sono infatti oltre 1milione di persone in crescita (fra i 3 e i 18 anni) e in età scolare chevivono in condizione di povertà assoluta. Lo fa sapere il Miur attraverso uncomunicato stampa.

Sono i dati da cui è partito il lavoro della Cabina di regia sulladispersione scolastica e la povertà educativa istituita dallaMinistra Valeria Fedeli e guidata da Marco Rossi Doria,ex Sottosegretario all’Istruzione ed esperto del tema. Il gruppo, istituito amaggio del 2017, ha lavorato in questi mesi partendo dal quadro dei dati disponibili,nazionali ed europei, dalla documentazione già prodotta in sedi istituzionaliquali il Consiglio dell’Unione europea, l’Onu, il Parlamento italiano,dall’analisi delle buone pratiche già presenti nel nostro Paese, mettendo apunto un documento che offre, oltre ad una panoramica completa sul fenomeno,una serie di raccomandazioni sulle azioni da mettere in campo nel prossimoquinquennio per continuare a contrastare con forza la dispersione e le povertàeducative, passando attraverso “un piano nazionale di contrasto”.

“Grazie al lavoro attento fatto dalla Cabina di regia in questi mesi,offriamo oggi al Paese una fotografia chiara del fenomeno e un piano d’azioneper intervenire in maniera efficace e sistemica nella direzione del contrastodel fallimento formativo che, voglio dirlo chiaramente, non è semplicemente unodei problemi della scuola italiana. È il problema. Della scuola, del Paeseintero – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Combattere la povertàeducativa deve essere la priorità nazionale, perché questa è la base percombattere le altre povertà: da qui partono le disuguaglianze, così come leopportunità. L’abbandono e la dispersione hanno conseguenze negative non solosulle vite dei singoli, arrecano danno complessivo alla società, comportano unaperdita economica per l’intero Paese in termini di Pil, minano la coesioneterritoriale e sociale. Si tratta di fenomeni che vanno contrastati con forza,perché dove la dispersione è alta vuol dire che non sono garantite asufficienza pari opportunità alle ragazze e ai ragazzi. E questo va contro unodei più importanti principi costituzionali, quello che ritroviamo all’internodell’articolo 3 della nostra Costituzione, che ci ricorda che è compito dellaRepubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo dellapersona umana”.
Il documento presentato oggi offre “soluzioni di lungo termine alla questione.Soluzioni orientate al bene delle nuove generazioni e del nostro Paese.Soluzioni condivisibili, al di là di appartenenze politiche e scadenzeelettorali”, sottolinea Fedeli. “Agire sulla dispersione scolastica,sull’insuccesso formativo e sulla povertà educativa è un’azione che richiede unintervento strutturato da parte di tutti gli attori in campo: Ministero, entiterritoriali, realtà associative. La scuola ha un ruolo centrale, ma la scuolaè società e l’impegno su questi temi è quindi responsabilità di tutte e ditutti. È molto importante agire ‘in verticale’, non solo nel periodo scolasticoe non solo all’interno della scuola, investire anche sull’acquisizione dicompetenze lungo tutto l’arco della vita e aiutare le ragazze e i ragazzi,soprattutto chi è in condizione di svantaggio, ad affrontare al meglio latransizione dalla scuola agli studi successivi o nel mondo del lavoro”.

“La Cabina di regia per il contrasto della dispersione scolastica in questimesi ha fatto tesoro dei dati dettagliati del Miur e ha raccolto le esperienzedelle scuole, esaminato decine di buone prassi di ogni parte d’Italia e inparticolare il lavoro in rete tra le scuole e le altre realtà educative: centrisportivi, terzo settore, parrocchie, volontariato – sottolinea MarcoRossi Doria -. Ha recepito indicazioni da regioni, enti locali e partisociali. Ha tenuto conto delle tante buone pratiche che sono già in atto, deidocumenti prodotti in diverse sedi istituzionali. Oggi offriamo uno strumentodi lavoro che propone articolate linee di indirizzo e raccomandazioni sulleazioni da mettere in campo. La riduzione delle diseguaglianze è un diritto dagarantire alle nostre ragazze e ai nostri ragazzi. Su questo fronte servonointerventi sistemici e di lungo termine, una metodologia d’azione condivisa epartecipata con un forte coinvolgimento dal basso che metta al centro lestudentesse e gli studenti, le docenti e i docenti, le famiglie. Abbiamo ildovere di contrastare la dispersione e creare opportunità per chi abbandona ipercorsi di istruzione”.

Fra gli obiettivi prefissati dal documento, l’abbattimento dei tassi diabbandono al di sotto del 10% (che è il limite europeo) in tutte le aree delPaese e l’aumento degli investimenti per elevare il livello delle conoscenze ecompetenze di base e di cittadinanza.

Obiettivi da raggiungere mettendo in campo:

·        Una governance unitaria affidata al governo, con l’accordo diRegioni e Comuni, sotto il controllo del Parlamento per coordinare azioni einterventi, fare una ricognizione degli strumenti già in campo, concretizzarenuove proposte;

·        Un piano di azioni nazionale delle misure anti-dispersione;

·        L’individuazione di aree di educazione prioritaria su cui concentrare gliinterventi (a partire dal rafforzamento del passaggio fra scuola primaria esecondaria);

·        L’allocazione di risorse sulla base dei risultati di apprendimento e deitassi di dispersione;

·        L’estensione dei servizi per la prima infanzia;

·        Il rafforzamento delle reti territoriali per la valorizzazione delle buonepratiche;

·        L’attivazione di interventi per fare in modo che città e quartieri entrinosempre più in relazione con le comunità educanti;

·        Il rafforzamento della base di dati.

A livello scolastico, suggerisce il documento, vanno studiate modalitàspecifiche di composizione delle classi, va rafforzata e favorita la didatticalaboratoriale con una gestione più flessibile e aperta delle classi stesse, varicostruito il patto fra scuola e famiglie. Il contrasto alla dispersione ealla povertà educativa, prosegue il documento, va promosso, in concreto, ancheattraverso un’edilizia scolastica di qualità, l’estensione del tempo pieno, lapromozione di attività che vadano oltre l’orario scolastico, il sostegnoall’innovazione digitale e ai laboratori, la formazione dei docenti.

“Abbiamo già cominciato ad investire su questi temi – ricorda Fedeli – apartire dagli 840 milioni di euro di fondi PON che abbiamo messo a disposizioneper una scuola più aperta, inclusiva, innovativa. Un grande investimento cheriguarda le competenze delle studentesse e degli studenti, pensato nel quadrodegli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030 delle NazioniUnite. Stiamo investendo sull’edilizia scolastica, parliamo di oltre 9 miliardidi euro, perché siamo convinti che migliorare le infrastrutture non è solo unaquestione, fondamentale, di sicurezza ma un importante fattore abilitante diun’esperienza didattica moderna e al passo con i tempi. Abbiamo messo oltre 1miliardo, con la riforma della scuola, sul Piano Nazionale Scuola Digitale percostruire una didattica nuova nelle diverse discipline, più attrattiva. Abbiamoinvestito sull’Alternanza Scuola-Lavoro, una scelta coraggiosa che apre allestudentesse e agli studenti l’opportunità di fare una esperienza nel mondo dellavoro, di capirne l’organizzazione, di vivere in un ambiente diverso da quelloscolastico e sviluppare competenze differenti da quelle tradizionalmente scolastiche.E stiamo rafforzando i servizi per l’infanzia grazie alla creazione, per laprima volta, di un sistema nazionale integrato da 0 a 6 anni. Infine,approvando il reddito di inclusione abbiamo stabilito che l’erogazione deisussidi alle famiglie venga vincolata alla effettiva frequenza scolastica diragazze e ragazzi. La strada è tracciata. Questo documento è un ulterioretassello per portare avanti un’azione di sistema che metta al centro ilmiglioramento della qualità dell’istruzione davvero per tutte e per tutti”.

 


Dascaricare: Rapportosul contrasto del fallimento formativo



 

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