Pensioni: domanda entro il 28 febbraio

 

CessazioniDirigenti scolastici, domande entro il 28 febbraio 2018

da La Tecnica della Scuola – 6/2/2018- Lara La Gatta

 

Con D.M. n. 919 del 23/11/2017 relativo altrattamento di quiescenza del personale scolastico – cessazioni dal servizio al01/09/2018 – e la successiva Circolare prot. n. 50436 del 23/11/2017, ilMiur ha fornito indicazioni operative relativamente alla presentazione delledomande di cessazione.

Ricordiamo che mentre tutto ilrestante personale scolastico ha presentato domanda di cessazione tramiteIstanze on-line entro il 20 dicembre scorso, il personale dirigente scolasticointeressato a produrre la domanda di cessazione dal servizio dal 1° settembre2018 dovrà farlo, sempre tramite la procedura web POLIS, entro il 28febbraio 2018, così come previsto dall’art.12 del CCNL 15 Luglio 2010dell’area V della Dirigenza.

Requisiti anagrafici e contributivi

Per la pensione divecchiaia il requisito anagrafico è quindi di 66 anni e 7 mesicompiuti entro il 31 agosto 2018 (collocamento d’ufficio) o, a domanda, entroil 31 dicembre 2018 sia per gli uomini che per le donne, con almeno 20 anni dianzianità contributiva.

La pensione anticipata,rispetto a quella di vecchiaia, potrà conseguirsi, a domanda, solo alcompimento di 41 anni e 10 mesi di anzianità contributiva, per le donne, e 42anni e 10 mesi per gli uomini da possedersi entro il 31 dicembre 2018, senzaoperare alcun arrotondamento.

Il diritto al trattamentopensionistico di anzianità si consegue anche, indipendentemente dall’età, inpresenza di un requisito di anzianità contributiva non inferiore a 40 annimaturato entro il 31 dicembre 2011.

Opzione donna

Possono esercitare la facoltà inargomento le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2015 abbiano maturatoun’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni (per le gestioni esclusivedell’AGO 34 anni, 11 mesi e 16 giorni) e un’età anagrafica pari a 57 anni perle dipendenti.

Ai fini dell’accesso al trattamentopensionistico, restano fermi la disciplina relativa agli incrementi dellasperanza di vita (dal 2017 pari a 7 mesi), nonché il regime delle decorrenze(c.d. finestre mobili) e il sistema di calcolo contributivo per la misura deltrattamento medesimo.

 

 

PENSIONE, ANCHE I PRESIDIIN FUGA

Italia Oggi - 06-02-2018 - NICOLA MONDELLI

 

La documentata fuga dalla scuola dei 25.245docenti e dei 7.936 Ata che entro il 20 dicembre 2017 hanno presentato domandadi cessare dal servizio e di accedere al trattamento pensionistico anticipatocon effetto 1° settembre 2018, fuga dovuta presumibilmente all'aumento dell'etàanagrafica e della anzianità contributiva (cinque mesi per entrambe) chescatterà dal 1° gennaio 2019 per effetto di quanto dispone la legge 27/12/2017,n. 205, potrebbe non rimanere isolata. Se ne starebbe infatti preparando unaanche da parte di un 15/20 per cento dei 6.792 dirigenti scolastici di ruolo inservizio nel corrente anno scolastico. Nella circostanza l'uso del condizionaleè d'obbligo a causa della sussistenza, in tema di cessazioni dal servizio deidirigenti scolastici, di un doppioregime al quale in alternativa i dirigenti hanno la facoltà di accedere:quello delle dimissioni volontarie come disciplinato dal decreto ministerialen. 919 e dalla circolare ministeriale prot. 50436, entrambi datati del 23novembre 2017 e quello del recesso con o senza preavviso disciplinato invecedal contratto collettivo nazionale dell'Area V della dirigenza sottoscritto il15 luglio 2010 e dagli articoli 27 e 32 del contratto collettivo nazionale 11aprile 2006, non abrogati dal successivo contratto del 2010. Pertanto, peravere dati certi occorrerà attendere i numeri sia di quanti sceglieranno lastrada delle dimissioni volontarie che di quelli che avranno optato per ilrecesso. I due regimi, infatti, puressendo entrambi finalizzati alla cessazione del rapporto di lavoro conl'amministrazione scolastica, richiedonomodalità diverse di attuazione e, conseguentemente, producono differentieffetti giuridici ed economici che sicuramente possono condizionarne la scelta.Il regime delle dimissioni ex dm 919: aderendo alle disposizioni contenute nelcitato decreto n. 919 e nella circolare applicativa, anch'essa citata inpremessa, i dirigenti scolastici che vogliono cessare dal servizio condecorrenza 1° settembre 2018 e beneficiare della norma di cui all'art. 59,comma 9, della legge n. 449/1997, norma che consente di maturare il diritto apensione il 1° settembre 2018 anche se i requisiti si maturino figurativamenteentro il 31 dicembre 2018, devono presentare la relativa domanda entro ilprossimo 28 febbraio utilizzando esclusivamente la procedura web Polis «istanzeonline» disponibile sul sito internet del ministero dell'istruzione. Inalternativa alle dimissioni volontarie di cui sopra, i dirigenti scolasticipossono utilizzare l'istituto del recesso disciplinato sia dai citati articoli27 e 32 del contratto del 2006 e dall'articolo 12 del contratto del 2010,quest'ultimo espressamente richiamato dalla circolareministeriale prot. 50436.

Principale caratteristica dell'istituto delrecesso è quella che la domanda di cessazione dal servizio non è sottoposta allimite del 28 febbraio. Il dirigente può infatti chiedere di cessare dalservizio in qualsiasi momento dell'anno scolastico in corso e accedere altrattamento pensionistico fin dal primo giorno del mese successivo a quello dicessazione ma a condizione di potere fare valere, alla data di cessazione, irequisiti richiesti dalla normativa vigente (66 anni e sette mesi di età ealmeno venti anni di contribuzione oppure 41 anni e dieci mesi dicontribuzione, se donna e 42 anni e dieci mesi, se uomo).

Nei suoi confronti infatti non opera ladisposizione di cui all'articolo 59, comma 9, della legge 447/1997. Nessunapenalizzazione potrà essere posta a suo carico se avrà osservato i termini dipreavviso indicati nel più volte citato articolo 32 (due mesi prima della datarichiesta per recedere dal rapporto di lavoro, se potrà fare valere unaanzianità di due anni di servizio come dirigente, di ulteriori quindici giorniper ogni anno successivo di anzianità ma fino ad un massimo di quattro mesi).Il regime più gettonato nel 2018 per cessare dal servizio ed accedere allapensione di vecchiaia o anticipata, con decorrenza 1° settembre 2018, sembraessere quello delle dimissioni volontarie da presentare entro il prossimo 28febbraio. A indirizzarli verso l'istituto delle dimissioni volontarie anzichéquello del recesso con o senza preavviso potrebbe essere principalmente, se nonesclusivamente, la considerazione che per andare in pensione il 1° settembre2018 è sufficiente (per effetto dell'applicazione anche ai dirigenti scolasticidella disposizione di cui all'art. 59, comma 9, della legge n. 449/1997) poterefare valere al 31 agosto 2018, 66 anni e tre mesi di età per il diritto allapensione di vecchiaia, mentre per quella anticipata 41 anni e sei mesi dianzianità contributiva, se donna e 42 anni e sei mesi se uomo, entrambe leanzianità senza arrotondamenti.

Per cessare dal servizio il 1° settembre 2019dovrebbero invece potere fare valere, al 31 agosto 2019, in applicazioneappunto dei nuovi requisiti introdotti in materia previdenziale dalla legge 27dicembre 2017, n. 205, per la pensione di vecchiaia 66 anni e otto mesi di età;per quella anticipata, se donna, 41 anni e 11 mesi di anzianità contributiva,se uomo, 42 anni e 11 mesi. Infine, gli effetti sulla direzione delle scuoleautonome.

Se la fuga dovesse avere le ipotizzatedimensioni, nell'anno scolastico 2018/2019 quasi il 40 per cento degli istitutiin regime di autonomia verrebbe gestito da reggenti nominati dagli ufficiscolastici regionali, a meno che non si riesca, cosa improbabile, a completareentro il 31 agosto 2018 il concorso a posti di dirigente scolastico bandito conil decreto 3 agosto 2017, n. 138.

 



 

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