Istruzione tecnica superiore:garanzia di lavoro

 

ITS: Monitoraggio nazionale 2018

 

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Martedì 17aprile, alle ore 15, presso la Sala della Comunicazione del Ministerodell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in viale Trastevere 76/a, ilSottosegretario Gabriele Toccafondi presenta i risultati del monitoraggionazionale 2018 relativo al Sistema ITS, gli Istituti Tecnici Superiori.

Partecipanoalla conferenza, oltre al Sottosegretario Toccafondi, Maria Assunta Palermo,Direttore Generale per gli Ordinamenti scolastici e la valutazione del sistemanazionale di istruzione, Giovanni Biondi, Presidente diIndire  (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione e RicercaEducativa) che ha effettuato il monitoraggio, e Cristina Grieco, Assessoreall’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Toscana e Coordinatrice dellaIX Commissione della Conferenza Stato-Regioni .

Laconferenza è l’occasione per illustrare i risultati raggiunti dal sistema dellaformazione terziaria professionalizzante in Italia e i prossimi obiettivi daraggiungere.

 


ITS, l’82,5% delle ragazze e dei ragazzi lavora a unanno dal diploma Presentato al Miur il Monitoraggio nazionale 2018 sul SistemaITS
Toccafondi: “Tassi d’occupazione sono vittoria per il Paese, segno che siamosulla strada giusta”

L’82,5% deidiplomati negli ITS (Istituti Tecnici Superiori) nel corso del 2016 ha trovatolavoro entro un anno dal diploma, nell’87,3% dei casi è in un’area coerente conil percorso concluso.

È quantoemerge dal Monitoraggio nazionale 2018 sul Sistema ITS presentato oggi alMinistero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dal Sottosegretarioall’Istruzione Gabriele Toccafondi e da Giovanni Biondi, Presidente di Indireche ha condotto il monitoraggio. Alla conferenza hanno partecipato inoltre laDirettrice Generale per gli Ordinamenti Scolastici e la Valutazione del SistemaNazionale di Istruzione Maria Assunta Palermo, l’Assessore per l’Istruzione ela Formazione della Regione Toscana e Responsabile del Coordinamento Tecnicodella IX Commissione della Conferenza dei Presidenti delle Regioni CristinaGrieco, il Coordinatore del Progetto “ITS 4.0” Stefano Micelli, il Coordinatoredel progetto “Revisione figure nazionali ITS” Alessandro Mele.

Nel corsodella conferenza è stata annunciata anche una campagna di comunicazione cheservirà per diffondere, attraverso diversi canali, la conoscenza degli ITS edelle loro potenzialità da parte delle ragazze, dei ragazzi, delle lorofamiglie e dei docenti delle scuole secondarie.

I dati delmonitoraggio
La rilevazione si è concentrata sugli esiti occupazionali a dodici mesi daldiploma per le studentesse e gli studenti che hanno concluso i percorsi pressogli ITS fra il primo gennaio e il 31 dicembre 2016. Complessivamente sono statimonitorati, quindi, 2.774 iscritte e iscritti e 113 percorsi erogati da 64Fondazioni (il 68,82% delle 93 Fondazioni ITS ad oggi costituite).

L’areatecnologica con il maggior numero di percorsi conclusi al 31 dicembre 2016 èquella delle Nuove tecnologie per il Made in Italy con 49 percorsi (43,4%).Seguono la Mobilità sostenibile con 18 percorsi(15,9%), le Tecnologieinnovative per i beni e le attività culturali – Turismo con 15 percorsi(13,3%),l’Efficienza energetica con 13 percorsi (11,5%). Osservando il dettaglio degliambiti dell’area Nuove tecnologie per il Made in Italy, dei 49 percorsimonitorati 21 afferiscono al Sistema meccanica (42,9%), 10 al Sistemaagro-alimentare (20,4%), 8 al Sistema moda (16,3%), 6 ai Servizi alle imprese(12,2%) e 4 al Sistema casa (8,2%). Anche sul fronte degli iscritti, diplomatie occupati è l’area Nuove tecnologie per il made in Italy a prevalere con 1.182iscritti, 963 diplomati e 808 occupati. Segue la Mobilità sostenibile con445iscritti, 357diplomati e 300 occupati.

I diplomatinel periodo considerato dal monitoraggio sono stati 2.193, l’82,5% di loro hatrovato un’occupazione a dodici mesi dalla conclusione del percorso formativo,nell’87,3% dei casi in un’area coerente con il piano di studi. Le diplomate e idiplomati che non hanno trovato lavoro sono 383, di questi 101 si sono iscrittiad un percorso universitario. Quanto alle tipologie di contratto, nel 47,45%dei casi si tratta di contratti a tempo determinato o lavoro autonomo in regimeagevolato, nel 29,89% di contratti a tempo indeterminato o lavoro autonomo inregime ordinario e nel 22,65% di contratti di apprendistato.

I percorsiformativi con i migliori esiti, 55 sui 64 monitorati, dal punto di vista delnumero di diplomati e del tasso di occupazione a 12 mesi, hanno avuto accessoalla premialità da 13,3 milioni di euro del Fondo nazionale 2017, aumentatidalla Legge di bilancio 2018 (+ 10 milioni per il 2018, +20 milioni per il 2019e +35 milioni per il 2020). Le risorse della premialità dovranno essereimpiegate dagli ITS per realizzare un percorso formativo aggiuntivo che dovràavere come obiettivo principale l’acquisizione da parte delle studentesse edegli studenti di competenze correlate al Piano nazionale Impresa 4.0. Dalmonitoraggio emerge che anche per l’accesso alla premialità è l’area Nuovetecnologie per il Made in Italy ad avere il maggior numero di percorsi premiati(29), la maggioranza dei quali afferisce all’ambito Sistema meccanica (18).Segue l’area Mobilità sostenibile (11 percorsi). Le Regioni con il maggiornumero di percorsi premiati sono il Veneto (13 percorsi, il 72,2% dei percorsimonitorati), la Lombardia(11 percorsi, il 42,3% dei percorsi monitorati) el’Emilia Romagna (7 percorsi, il 53,8% dei percorsi monitorati). I primi trepercorsi premiati sono l’I.T.S. Umbria Made in Italy-Innovazione, tecnologia esviluppo della Regione Umbria, l’I.T.S. A. Cuccovillo-Area Nuove tecnologie peril Made in Italy-Sistema meccanico meccatronico della Regione Puglia e l’I.T.S.Meccanica, meccatronica, motoristica e packaging della Regione Emilia Romagna.

Il SottosegretarioToccafondi ha espresso “Piena soddisfazione per i risultati conseguiti dagliITS in questi anni di lavoro. I percorsi sono aumentati più del 40% dal 2013,gli iscritti sono triplicati e ad oggi sono più di 10.000. Il datodell’occupazione all’82,5% documenta che la strada intrapresa è quella giusta.Con l’aumento dei fondi decisi dal Governo nell’ultima legge di stabilità, da13 milioni di euro l’anno a 35 milioni a decorrere dal 2020 – ha proseguitoToccafondi – si è voluto investire ancora per incrementare e migliorare inumeri, aumentando corsi ed iscritti, e soprattutto per potenziare lo sviluppodi quegli strumenti di innovazione tecnologica legati anche a Impresa 4.0.Abbiamo pensato alle nostre giovani e ai nostri giovani, abbiamo pensato allenostre imprese, per loro abbiamo avuto il coraggio di andare avanti efinalmente oggi con soddisfazione possiamo dire: questa è una vittoria delPaese. Anche in Italia c’è un sistema non accademico professionalizzante:l’Istruzione Tecnica Superiore, gli ITS”.

 

 

QUANDO LA SCUOLA CENTRA IL BERSAGLIO: LAVORA SUBITOL'82% DEI SUPER-TECNICI

il Sole 24 Ore - 16-04-2018 - E.Bruno/C.Tucci

 

Gli Its continuano a essere una garanzia dioccupazione. La conferma giunge dall'ultimo monitoraggio Miur Indire che verràpresentato domani e che IlSole24 Ore è in grado di anticipare. Nel 2018 iltasso di occupabilità dei "super tecnici" a un anno dal diploma èdell'82,5 per cento. Con punte superiori al 90% nelle realtà più avanzatedell'Italia centro settentrionale.

Tre anni fa era al 78 per cento. Ma è l'intero sistemadegli Istituti tecnici superiori a essere in salute. Dal 2015 a oggi sonocresciuti un po' tutti i numeri: gli studenti sono passati da circa 8mila aquasi 11mila; i percorsi attivi sono saliti da 349 a 464 e pure le aziende"partner" sono aumentate da 509 a 827. La nuova scommessa passa orada una collaborazione più stringente con il piano nazionale Industria 4.0.

Grazie anche al primo dei tre decreti attuativiprevisti della legge di bilancio 2018, che fissai criteri per distribuire ladote aggiuntiva di 10 milioni stanziata dalla scorsa manovra. Secondo le primestime ad aggiudicarseli sarà circa un Its su due.

Passano gli anni, cambiano i governi, ma gli Istitutitecnici superiori - a oggi il segmento terziario professionalizzante del nostrosistema educativo - continuano a rappresentare un vero e proprio passepartoutper il lavoro dei giovani. Il numero che domani il sottosegretario, GabrieleToccafondi, commenterà al Miur in occasione del presentazione del monitoraggio2018, parla chiaro: a un anno dal conseguimento del diploma "di supertecnico" 1'82,5% dei ragazzi è occupato. Nella quasi totalità dei casi loè svolgendo mansioni coerenti con le competenze acquisite durante i percorsi distudio in aula e di pratica "sul campo", e molto spesso, addirittura,nelle stesse aziende che partecipano alle rispettive Fondazioni Its.

Numeri di tutto rispetto specie se paragonati alleperformance occupazionali fatte registrare dai diplomi "semplici" percui stando all'ultimo report di AlmaDiploma a un anno dalla maturità lavorai135% dei diplomati. Quello degli Its è un risultato ormai consolidato neltempo: dal 2015, primo anno del check up realizzato da Miur e Indire, al 2018,l'ultima fotografia che verrà svelata tra 24 ore e che questo giornale è ingrado di anticipare, questa "punta più avanzata" della scuolaitaliana ha fatto conquistare un impiego a 5.070 diplomati sui 6.293 totali,vale a dire all'80,5%,con punte superiori al 90% nelle realtà più avanzatedell'Italia centro settentrionale. A crescere, dal 2015 al 2018, sono un po'tutti i numeri: gli studenti sono passati da circa 8mila a quasi 11mila per icorsi attivi sono saliti da 349 a464, e pure le aziende "partner"degli Its sono aumentate da 509 a827.

Le chiavi del successo (già tre anni fa il tasso dioccupazione dei super periti Its si attestava al 78,3%) sono essenzialmentedue: la possibilità di contare su una formazione on the job e la presenza di docenti che provengono dal mondo del lavoro(oltre il 50% degli insegnanti sono infatti imprenditori o loro collaboratori,circa il 30% liberi professionisti).

Certo, gli Its, pensati e introdotti dagli exministri, Giuseppe Fioroni e Mariastella Gelmini, restano ancora una realtà dinicchia, se paragonati ,per esempio, alla Germania, patria del sistema duale,dove nelle "Fachhochschulen", analoghi istituti di formazioneterziaria professionalizzante non accademica, si specializzano oltre 800milastudenti. A frenare il decollo di queste super scuole di tecnologia è stata, inegual modo, la scarsa attività di promozione e incentivazione dei vari governie un'impalcatura normativa burocratica e piuttosto onerosa per le imprese (nona caso nell'ultima legge di Bilancio è previsto un restyling degli Its, apartire dalla governance, al momento però rimasto ancora sulla carta).

Di passi avanti, tuttavia, negli anni ne sono statifatti, evidenzia il sottosegretario Toccafondi: «Gli ITS  sono finanziati dallo Stato con 13 milioniannui, e con la scorsa manovra arriveranno ulteriori 65 milioni aggiuntivi nelprossimo triennio. C'è poi il finanziamento regionale. Gli Its sono l'unicosettore scolastico dove, non con poca fatica, è stato possibile introdurre unpo' di merito: prima il 10%, ora il 30% dei 13 milioni annui viene infattidistribuito in base ai risultati occupazionali dei corsi». I progressi li vedeanche Confindustria. Il vice presidente per il Capitale umano, GiovanniBrugnoli, sottolinea: «I buoni risultati degli Its ,sul fronte occupabilità,non sono una novità. Serve però, un vero piano nazionale per potenziare questipercorsi formativi ed è proprio per definirne i contenuti che Confindustria hapromosso la costituzione di un Forum nazionale degli Its. I lavori-aggiunge-mipare siano a buon punto e appena ci sarà un governo il Forum potrà presentarele sue proposte».

Quest'anno saranno "premiati" una quarantinadi percorsi, più dei 33 dello scorso anno, dalla meccanica alle nuovetecnologie, passando per turismo, agroalimentare e servizi alle imprese. Sispartiranno, quindi, circa 3,8 milioni, con cifre che oscillano tra i 90 e i130mila euro a seconda della numerosità degli alunni I primi tre corsi premiatinel Nord, Centro, Sud sono: l'Its meccanica, meccatronica, motoristica epackaging in Emilia Romagna, l'Its Umbria Made in Italy e il"Cuccovillo" in Puglia. «Le migliori performance - aggiungeToccafondi - sono strettamente legate alla presenza di imprese e alcollegamento diretto con i territori». Si primeggia da Firenze in su. Al top laLombardia, grazie ad Assolombarda e Regione, il Veneto, il Piemonte, l'EmiliaRomagna, dove è robusto il coinvolgimento di aziende, grandi e piccole. Ancoraprofondo rosso invece al Mezzogiorno. Con Calabria e Sicilia a contendersi ilmaggior numero di "bocciati" del ministero e dell'Indire.

 



 

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