CSPI su concorso docenti

 

Il Cspi chiede di rivedere il concorso: illogiche dueprove orali

ItaliaOggi – 13/6/2018 - Emanuela Micucci

 

«Senza poter esaminare congiuntamente il decreto ministeriale che neregolerà aspetti fondamentale quali le modalità di gestione delle procedureconcorsuali, i criteri di valutazione, nonché l’elenco dei titoli valutabili eil loro punteggio» è difficile esprimere «una valutazione completa e organica»del decreto del presidente della repubblica (Dpr) sul concorso per l’accesso airuoli di docente nella scuola superiore. Il Consiglio superiore della pubblicaistruzione (Cspi) lo scrive subito in premessa al parere favorevole conosservazioni, espresso il 29 maggio sullo schema Dpr sulle procedureconcorsuali l’accesso al percorso formativo iniziale, tirocinio e inserimentoper l’accesso alla professione di docente (Fit) su posto comuni e di sostegnoalle superiori, che attua il decreto legislativo n.59/2917.Una posizione,quella del parlamentino della scuola, che si aggiunge alla richieste dimodifica che stanno piovendo copiose in queste settimane sulla riforma. Nelmerito dell’articolato, si evidenziano anche errori e imprecisioni. Come lanecessità di specificare che il percorso biennale Fit riguarda il I e III annoo quella di togliere il riferimento per gli insegnati tecnico-pratici allascuola media, «che non annovera negli organici insegnati tecnico pratici». Èsoprattutto sulle prove orali (art. 7) che il Cspi ha evidenziato le proprieriserve. Soprattutto rispetto alla differenziazione delle prove orali tra ilpercorso riservato e quello pubblico con particolare riferimento allaconduzione delle stesse. Infatti, «appare contrario ai principi della logicagiuridica», «poiché siamo di fronte ad un unico regolamento concorsuale».

«La prova orale del concorsopubblico, così come prevista nella bozza in esame», allora, appare una «inutileripetizione di accertamento dei contenuti disciplinari e metodologici giàoggetto di verifica nelle due prove scritte superate, oltre al requisito diaccesso al concorso dei 24 cfu. (crediti formativi universitari, n.d.r.)».

Il Consiglio Superiore presieduto daFrancesco Scrima rileva come «la lezione simulata sia da richiedere in entrambii percorsi, riservato e pubblico, in quanto unica modalità idonea a verificareil possesso delle metodologie didattiche e tecnologiche richieste dalla proceduraconcorsuale», oltre ad essere già stata sperimentata nei precedenti concorsipubblici con esiti positivi riconosciuti.

Infatti la lezione simulata, delladurata massima di 35 minuti, valuta la capacità di trasmissione e diprogettazione didattica, anche con riferimento alle tecnologie dell’informazionee della comunicazione. E per i posti di sostegno anche la competenza delcandidato nelle attività di sostegno all’alunno con disabilità volte all’apprendimentocurricolare.

 



 

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