Rapporto CENSIS 2018: giovani non indirizzati negli studi

 

Medie decisive per ilfuturo

da ItaliaOggi – 11/7/2018 -Emanuela Micucci

 

Chi va male rischia di arrivaretardi o mai al diploma. Il Censis mette sotto accusa anche l’orientamento: igiovani non sono indirizzati negli studi

Servizi di orientamento formativoche aiutino i giovani a scegliere i percorsi scolastici e lavorativi che nevalorizzino al meglio i talenti e le competenze fuori dai rigidi schemiprefissati. È la via indicata recentemente dal RapportoCensis-Eudaimon sul welfare, che fotografa i giovani italiani in trappolatra una scuola e una società bloccate. L’ipoteca sul loro futuro inizia dalpercorso scolastico.

Già alle medie. Il voto ottenutoall’esame di III media seleziona rigidamente le scelte future dei ragazzi. Datialla mano, la sintesi del Censis è impietosa: se sei bravo alle medie, seibravo alla maturità; al contrario, se sei scarso alle medie, sarai scarso allamaturità, alla quale arriverai con ritardo o forse mai.

Nell’ultimo anno scolastico,infatti, solo il 22% di chi ha preso 6 alla licenza media è andato al liceo,gli altri si sono iscritti agli istituti tecnici o professionali. La quota deiliceali però raddoppia tra chi consegue 7 (40,4%) e cresce con l’aumentare delvoto: il 62,9% di chi prende 8, l’81% di chi ottiene 9, il 90,9% di chi merita10 e il 94,2% dei 10 con lode. Considerati gli studenti che hanno conseguito lalicenza media nell’anno scolastico 2010/2011, dopo 5 anni, il 69% di quelli chehanno preso 6 come voto all’esame finale non è ancora arrivato al diploma dimaturità, come il 37,4% di chi ha preso 7, contro solo il 16,9% di chi ha preso8, appena il 6,5% di chi ha meritato 9 e il 2,8% di chi ha conseguito 10 o 10con lode.

Passando all’università lasituazione non cambia: la selezione sociale è rigida e predeterminata in baseal percorso di formazione iniziale. Anzi, dal voto scolastico che annunciaprecocemente i successi o i fallimenti dei giovani. Così, nell’anno accademico2016/17 si è immatricolato all’università il 21,8% degli diplomati che allamaturità hanno preso 60, il 33,4% di quelli che hanno ottenuto un voto tra 61 e70, il 47% di quelli che ne hanno conseguito uno tra 71 e 80, il 61,9% diquelli che ne hanno meritato uno tra 81 e 90, il 72,2% degli studenti che si sonodiplomati con un voto tra 91 e 99, l’83,4% se hanno preso 100 e il 91,3% sehanno ottenuto anche la lode.

Di fatto, il sistema scolasticoriflette e conferma le performance iniziali dei giovani. «È per questo chepossono rivelarsi molto utili servizi di orientamento in grado di informare igiovani per favorire le scelte migliori», sottolinea il Censis. «Quellodell’orientamento è un tema chiave. Non se ne parla abbastanza», ricorda ilministro dell’istruzione Marco Bussetti. «Troppi abbandoni o perdite di temposono il frutto di scelte fatte senza avere le idee chiare».

La conferma arriva anche nellaricerca del lavoro. Basti vedere le azioni messe in campo per trovarlo nel 2017dai 15-34enni: ben l’84,9% si è rivolto ad amici e conoscenti, l’80,7% ha inviatocurriculum e fatto colloqui, il 75,4% ha consultato offerte sui giornali o sulweb, solo il 26,4% è entrato in contattato con un centro per l’impiego, il16,5% si è rivolto a un’agenzia interinale. Non solo.

Un milione e mezzo di giovanisvolge un lavoro inadeguato rispetto al proprio titolo di studio. Demansionataè l’occupazione che trovano quasi 4 giovani diplomati e laureati di 15-34 annisu 10. In particolare, lo scorso anno ha riguardato il 41,2% dei diplomati e il32,4% dei laureati. Al top del sottoinquadramento i liceali diplomati che nonsono andati all’università: uno su due, il 50,1%. «Serve», aggiunge Bussetti,«un raccordo maggiore fra scuola, università, istituti tecnici superiori, mondodelle professioni».


RapportoCensis-Eudaimon





 

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