Iscrizioni: quali criteri nella scelta della scuola

  Iscrizioni,più trasparenza per prendere decisioni consapevoli

da Il Sole 24 Ore – 11/1/2018 -  Daniele Checchi

 

Il problemadella scelta della scuola per i propri figli è percepito differentemente nellascala sociale, e assume alta rilevanza nelle classi medie, indipendentementedal grado di sviluppo economico del Paese che si prenda in considerazione. Laragione risiede nel fatto che sono proprio loro le famiglie che hannosperimentato le possibilità di avanzamento sociale che l’istruzione può esserein grado di fornire. Per la maggioranza delle famiglie nelle classi inferioril’istruzione si è rivelata un percorso accidentato. Per le élite l’istruzioneè piuttosto uno status symbol a cui ambire per gli effetti di visibilitàsociale.

Cosa possonofare allora nel contesto italiano i genitori alla ricerca di una formazione diqualità per i propri figli?

Di seguitoalcuni spunti che vengono dagli studi sulle carriere scolastiche. Il primo èche la formazione scolastica è un processo cumulativo, che cominciadall’infanzia. La curiosità per la novità e il desiderio di apprendere siformano nei primi anni di vita attraverso la stimolazione percettiva. Quindi èfondamentale scegliere materna e primaria, perché lì si gettano le basi dellacapacità di apprendere di cui avranno bisogno i ragazzi nella secondaria. Ilsecondo spunto è che la qualità di una scuola è data dalla competenza edall’impegno dei docenti. Se la competenza di un insegnante dipende dalpercorso formativo che ha intrapreso, il suo livello di coinvolgimento dipendedalle condizioni in cui è richiesto di lavorare, che a loro volta dipendono dalclima che il dirigente della scuola riesce a garantire ai propri colleghi. Ilterzo spunto dice che la formazione scolastica non è un percorso soloindividuale, ma è un processo sociale, che avviene nel gruppo dei compagni diclasse. La classe è la prima esperienza di socialità organizzata che affrontanoi ragazzi. Alcuni genitori (e qualche preside) si preoccupano dell’eccessivapresenza di alunni di nazionalità non italiana, ma il problema non è quello. Lascelta dei propri “pari” importa per il tipo di stimoli che produce suiragazzi, in termini di conoscenza della diversità, di competizione e/o diemulazione dei comportamenti e di formazione delle aspirazioni. È esperienzacomune registrare un disallineamento (specie nell’adolescenza) tral’impostazione genitoriale e l’aspirazione del gruppo-classe.

Come tradurreallora questi spunti in criteri di scelta di una scuola che si desidera possaessere di qualità?

Il primocriterio suggerisce di cercare istituti che progettino i percorsi formativiintegrati, possibilmente partendo dall’infanzia. In Italia il numero degliistituti comprensivi (che integrano almeno primaria e medie) è cresciuto neglianni, ma spesso si è trattato di un accorpamento amministrativo senza che aesso sia corrisposta una riprogettazione congiunta dei percorsi. I dirigentiscolastici si trovano a coordinare un numero eccessivo di scuole moltoeterogenee, senza poter esercitare un indirizzo effettivo. Concretamente ungenitore dovrebbe preoccuparsi non solo della sede specifica (l’edificio) dovevuole iscrivere il figlio, ma anche di capire la struttura organizzativainterna e il grado di coordinamento tra scuole. Il piano triennale dell’offertaformativa può fornire degli elementi.

Il secondocriterio richiede di conoscere chi siano e come lavorino gli insegnanti. A ogginon esiste alcuna possibilità di conoscere il percorso formativo e l’auspicabileaggiornamento periodico degli insegnanti. Trattandosi di pubblici dipendenti acui affidiamo la formazione delle giovani generazioni, questa mancanza diinformazione è particolarmente critica. Nelle università è obbligatorio a tuttoil personale docente rendere visibile online il proprio Cv: perché nonestendere la norma agli insegnanti della scuola? Nel sito Scuola in chiaro èpossibile avere dati aggregati su composizione per genere ed età e sui tassi diassenteismo. Forse si può chiedere di più. Sulle condizioni di lavoro, l’unicafonte di informazione sarebbero gli insegnanti stessi. E infatti i genitori deinuovi entranti chiedono informazioni ai genitori degli anni precedenti sulla“qualità percepita” degli insegnanti di una scuola, e spesso di una sezione.Sappiamo che ci sono team di insegnanti coesi e motivati e team scoordinatie disimpegnati. Perché non permettere di segnalare questa maggior qualità edisponibilità con una rilevazione del clima organizzativo ?

Il terzocriterio richiede di conoscere chi siano i propri futuri compagni di classe.Questo si scontra con il principio di ugual trattamento degli studenti e con ilvalore dell’educazione alla diversità. Per questa ragione fa bene il Miur a nonrendere visibili i dati sulla composizione degli studenti per cittadinanza oper disabilità nel sito Scuola in chiaro (ma lascia visibili i dati sullebocciature). I genitori possono però utilizzare strategie indirette perraccogliere questa informazione: sapere per esempio la quota di alunni che siiscrive a un liceo dopo la terza media, o all’università dopo la quintasuperiore, fornisce informazioni (approssimative) sul grado di aspirazioneprevalente in una scuola.

 




 

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