Scuola digitale: pensiero computazionale, creatività digitale, ‘coding’, la cittadinanza digitale

 

A scuola internetnon va e pc obsoleti, ma la Camera vota su pensiero computazionale, creativitàdigitale e coding

Tecnica dellascuola – 13/3/2019 - Alessandro Giuliani

 

Arriva il via libera dell’Auladella Camera dei deputati sullo sviluppo della formazione tecnologica edigitale a scuola: i deputati hanno dato l’assenso, il 12 marzo alle mozioni dimaggioranza ed opposizione su una serie di iniziative che intendono ampliare laformazione di tipo sempre più digitale interattiva.

Via libera dellaCamera alla formazione digitale

In base ai testi approvati, ilGoverno, ora anche attraverso la Camera, si è impegnato, tra l’altro, “adadottare iniziative per integrare nei moduli didattici delle scuoledell’infanzia e delle scuole primarie il pensiero computazionale, la creativitàdigitale, il ‘coding’, la cittadinanza digitale”.

Lo stesso Esecutivo ha presol’impegno di “promuovere gli elementi fondamentali per l’introduzione dellosviluppo del pensiero computazionale per rafforzare la capacità di analisi erisoluzione dei problemi e l’utilizzo dei suoi strumenti e metodi, siaattraverso tecnologie digitali sia attraverso attività unplugged (finalizzatealla  risoluzione di problemi e la costruzione di contenuti digitalicomplessi n.d.r.), per stimolare un’interazione creativa tra digitale emanuale, anche attraverso esperienze di making, robotica educativa e internetdelle cose”.

I rilievidell’Agcom

Resta inteso che tutte questeattività potranno avere un seguito solo se supportate da un piano difinanziamenti adeguati.

Nelle scuole, nei giorni scorsi l’Agcomha rilevato che è vero che appena il 3% degli edifici scolastici italianirisulta privo di una connessione ad internet e si tratta di scuole quasi tutteprimarie, ma si tratta in alta percentuale di connessioni a “basse” velocità.

Eppure, la stessa Agcom hasottolineato che le alte” velocità di connessione (almeno 30 Mbps),permetterebbero di diversificare “il ventaglio di attività che è possibilesvolgere”, soprattutto, “di ridurre al minimo i problemi di saturazione tipicidegli ecosistemi, come le scuole, nei quali la banda disponibile molto spesso ècondivisa tra più postazioni contemporaneamente”.

Inoltre, ha detto sempre l’Agcom, èappurato che l’uso del digitale interattivo comporta anche una miglioreformazione: “anche se non è stata ancora dimostrata una relazione diretta trautilizzo dei computer e miglioramento dei livelli di apprendimento deglistudenti – spiega lo studio – l’impiego di tecnologie digitali e di internetnei processi scolastici appare ormai sempre più centrale ed ineluttabile nellaconvinzione che esso rappresenti il viatico per la formazione e la crescita diuna società civile inclusiva, efficiente e preparata ad affrontare le sfide diun futuro, a sua volta, sempre più digitale”.

Pochi pc ancora,spesso pure lenti

Tuttavia, se si guarda alladisponibilità per gli studenti di pc nelle scuole, in Italia non stiamo messimolto bene: pur con le dovute differenze regionali, con il Nord molto piùattrezzato, il numero di studenti per pc risulta doppio se non quadruplorispetto alla media europea. E quando ci sono, aggiungiamo noi, i computer sonospesso lenti, non di rado malfunzionanti, con schede e memorie obsolete.

“Le scuole, dunque, devono siadotarsi di infrastrutture e strumenti digitali adeguati (non solo le sempliciconnessioni ad internet, ma linee ultrabroadband”, sottolinea ancoraAgcom.  E questo deve valere per tutti, altrimenti si rischia di “dareorigine o di rafforzare disuguaglianze tra gruppi di individui laddove nonvengano garantite condizioni simili a tutti.

Infine, il processo didigitalizzazione degli istituti scolastici deve contemperare anche una serie dirischi che tipicamente sono associati all’uso delle tecnologie digitali ed inparticolare alla diffusione sempre maggiore dell’uso di social media; cyberbullismo,heat spech, dipendenza nel comportamento, disinibizione”.

I rischi delladisuguaglianza e di rimanere ai… titoli

Perchè, ha concluso Agcom, “è soloattraverso lo sviluppo di competenze digitali del corpo docente e l’adozione distrategie digitali volte ad un approccio consapevole che si possono minimizzarei rischi sociali”.

Pertanto, il concetto è chiaro:senza infrastrutture informatiche adeguate, macchinari tecnologicamenteavanzati, reti internet adeguate, quindi corposi investimenti per fare ciò chequesto si realizzi, diventa quasi fuori luogo parlare di pensierocomputazionale, coding, unplugged, making e robotica educativa. A meno che nonci si voglia fermare ai titoli…

 



 

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