Cassino/Inaugurazione anno accademico

 

Mattarella aigiovani “Studiare è un modo per aprirsi agli altri”

da la Repubblica – 13/3/2019 - ConcettoVecchio

 

Cassino, aula magnadell’Università, inaugurazione dell’anno accademico, alla presenza delpresidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Elena Di Palma, 24 anni,rappresentante degli studenti, fa un intervento con una forte impronta sociale.Racconta del sogno di due adolescenti della Guinea, Yaguine Koita e FodèTounkara, che il 2 agosto del 1999, all’aeroporto di Conakry, si nascosero nelvano carrello di un aereo diretto a Bruxelles. Volevano venire a studiare inEuropa. Li ritrovarono abbracciati, morti per congelamento. In tasca avevano lepagelle di scuola e una lettera indirizzata ai ” Signori membri e responsabilidell’Europa: vi chiediamo di aiutarci a studiare per essere come voi”.

Mattarella è molto colpito dalracconto. Interviene a braccio. «Le sue parole», dice rivolto a Di Palma, «mihanno fatto venire in mente quel ragazzo di 14 anni annegato nel Mediterraneo acui è stata trovata cucita all’interno della giacca la pagella con i suoivoti». Quando, lo scorso gennaio, venne fuori la sua storia, grazie al librodell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, Naufraghi senza volto, rilanciato dauna vignetta di Makkox, il presidente della Repubblica si commosse per quelpiccolo migrante senza nome. Ieri, guardando gli studenti, ha detto: « Chissàquanti casi non conosciamo di giovani per i quali il rendimento scolastico hail valore di un passaporto. Di un accreditamento di serietà, di credibilità,verso i Paesi in cui pensavano di poter sviluppare la loro vita e la lorocultura. Le loro morti interrogano fortemente le nostre coscienze».

Dove sognava di andare questoragazzo? Sappiamo soltanto che veniva dal Mali. Il barcone su cui viaggiava siribaltò. Bulletin scolaire, recitava il pezzo di carta serbato come un tesoro.L’acqua aveva sbiadito i voti. Durante l’autopsia, racconta Cattaneo, « miritrovai in mano un piccolo plico di carta composto da diversi strati. Cercaidi dispiegarli senza romperli e poi lessi i nomi delle materia, in francese:  mathématiques, sciences physiques ».

Citando quel giovane, Mattarella,ci ricorda che l’apprendimento è anche un ponte verso altri mondi, perconoscere, per conoscersi. Perché il razzismo, è il ragionamento implicito, sinutre di ignoranza. «Lo studio»,dice il Capo dello Stato, « costituiscela spinta e lo stimolo per l’apertura verso culture diverse, verso le altruiopinioni, verso le esperienze degli altri». Dischiude amicizie e dialogo. Equi ci aggancia un altro ragionamento. «Gli studi universitari non possonoessere un fenomeno di élite, ma devono essere il più diffusamente possibiledistribuiti nel Paese e avere un contatto profondo con i territori ».

Cassino, ottomila studenti, vantadel resto un record: è l’ateneo che va a laureare il maggior numero di studentiche hanno genitori non laureati. « L’Italia è ancora in ritardo sul numero deilaureati rispetto alla media europea e ha bisogno di intensificare questopercorso che necessita di una forte spinta da parte delle istituzioni » ,ammonisce Mattarella.

Negli ultimi due anni, denuncia unrapporto della Fondazione Agnelli, la dispersione scolastica è tornata acrescere: si è passati dal 13,8 del 2016 al 14,5 del 2018. È cresciuta ladispersione delle ragazze, dall’ 11,2 al 12,1 per cento, quella maschile toccail 16,6 per cento, con punte del venti per cento nelle isole, mentre virtuosirestano Trentino, Emilia Romagna, Umbria e Abruzzo.

«Sono passati vent’anni dal sognoinfranto di Yaguiné e Fodè, ma poco è cambiato se l’immigrazione è un argomentoche continua a dividere e ad alzare muri», dice Di Palma. Un’ovazione sigillail suo discorso. Mattarella la elogia, « eccellentissima studentessa » . Figliadi un’insegnante e di un geometra studia per diventare ingegnere. « I deputatidella Lega sono venuti a stringermi la mano, a farmi i complimenti.Evidentemente hanno capito poco del mio discorso » , dice alla fine. Il suocuore batte a sinistra? «No, voto Forza Italia » confessa. « Ho lavorato in unoSprar e i migranti li ho conosciuti bene. Nessuno è diverso. Siamo tuttiuguali. Ma col decreto sicurezza tutto è peggiorato ».

 



 

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