Mal di scuola: prevenzione al bullismo

  Prevenzionedel bullismo, arriva il «bollino blu» per le scuole virtuose

da Il Sole 24 Ore – 14/3/2019-  Filippo Trifiletti (Direttore generale di Accredia)

 

Contrastare in maniera efficace ilbullismo, o prevenirlo il più possibile, dando maggiori garanzie anzitutto airagazzi, alle famiglie e alle stesse scuole. È con questo obiettivo che abbiamolanciato la prassi di riferimento Uni/PdR 42:2018 “Prevenzione e contrasto delbullismo”, vale a dire una serie di regole che possono aiutare le scuole e le associazioni,frequentate dai minori, a prevenire questo fenomeno.

La prassi è nata dal tavolo dilavoro promosso da Accredia (ente uniconazionale di accreditamento), con il coinvolgimento di Uni (ente di normazione), Fidae (Federazione rappresentativa dellescuole cattoliche italiane), Isre (Istitutointernazionale salesiano di ricerca educativa) e Moige(Movimento italiano genitori).

Il fenomeno in Italia
La gravità del fenomeno del bullismo la si può comprendere analizzando i datiforniti dall’Istat, secondo i quali nel nostro Paese ormai un ragazzino su dueè vittima di questi episodi. La fascia di età più a rischio è quella tra gli 11e i 17 anni. Nel 9% dei casi, dice sempre l’Istat, si tratta di episodi chehanno una frequenza settimanale e ad essere più colpite sono le ragazze (21%)rispetto ai ragazzi (19%).

La prassi
Il tavolo di lavoro ha così individuato una serie di criteri e linee guida,raccolti in un “decalogo”. Le strutture che vorranno aderire alla prassidovranno adottare e rendere pubblico un documento nel quale saranno definite lemisure contro il bullismo, illustrando obiettivi, politiche e strategie daseguire. Dovranno, ad esempio, nominare una “Commissione antibullismo”rappresentativa di tutte le parti interessate (docenti, alunni e famiglie) esvolgere periodicamente “audit antibullismo”, sia programmati che a sorpresa.
Questo significherà più tutele per i ragazzi, più garanzie per le famiglie, cheper esempio avranno un elemento in più per decidere in quali scuole iscrivere ipropri figli, e vantaggi per le stesse strutture, che potranno non solo anchecomunicare all’esterno il loro impegno nel contrasto di bullismo ecyberbullismo, ma anche avere una tutela in più in sede legale.

La certificazione accreditataantibullismo
Ma l’aspetto più innovativo è rappresentato dal fatto che una scuola oassociazione, laddove dimostri il rispetto dei requisiti della prassi, potràchiedere e ottenere una “certificazione”, da un organismo accreditato daAccredia, che ne verifica competenza, imparzialità e indipendenza. Si tratta diuna novità assoluta e l’Italia è il primo Paese al mondo ad aver avviato unprocesso di certificazione accreditata per il fenomeno del bullismo.
Anche per questo motivo, Accredia ha provveduto a far tradurre la Prassi anchein inglese, in modo da poterla diffondere anche all’estero.

Già 50 scuole in Italia e ancheall’estero
Ad oggi sono oltre 50 le scuole italiane che hanno già aderito alla prassi emolte altre nel mondo stanno manifestando il loro interesse. Cito, ad esempio,l’Albania, dove 60 scuole hanno adottato la prassi, che nei prossimi mesi saràpresentata in America Latina e negli Stati Uniti, in occasione del Congressointernazionale delle scuole cattoliche.

 



 

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