Mal di scuola: Insegnare è diventato stressante

  Docentistressati: “Troppe attività extracurricolari a discapito della salute. Orabasta!”

Tecnicadellascuola - - Andrea Carlino

 

La notizia della docente incintamorta in classe ha lasciato sgomenti tutta la comunità scolastica. Saràl’autopsia, disposta dall’autorità giudiziaria, a svelare i motivi dellatragica scomparsa dell’insegnante di arte in una scuola media lombarda.

Non si tratta, però, di un casoisolato. Si sono moltiplicati, negli ultimi tempi i casi di docenti morti sulproprio posto di lavoro.

Insegnare è diventato troppostressante? Per tanti utenti della pagina Facebook della Tecnica della Scuolal’insegnamento è diventato “usurante”: “Si fannotroppe attività extracurricolari a discapito del vero insegnamento. La scuolasta per finire e mi fanno ancora fare progetti Pon, Pof, compiti direaltà, incontri con persone esterne ed altro ancora. I docenti sonodiventati nervosi ed esauriti; colpa anche dei dirigenti che, pur diaccaparrarsi un maggior numero di iscritti, pressano i docenti a lavorare dacani sia a scuola che a casa. E’ ora di finirla”.

Parole inequivocabili che hannoricevuto il plauso di tanti utenti della nostra pagina.

Laricerca della Cgil

Più della metà delle maestred’infanzia ha la schiena dolorante e la stessa aliquota ha subito l’aggressioneverbale di un genitore di un alunno.

La Cgil ha sottoposto unquestionario attraverso le sue strutture che curano la Funzione pubblica. Hannorisposto 590 lavoratrici (e diciassette uomini).

Sono maestre (l’11 per cento),educatrici (il 65 per cento), operatrici (il 12 per cento), addette alla cucina(7 per cento), il resto personale ausiliario.

Nelle interviste hanno raccontatole loro giornate “con i bambini in braccio, anche per un quarto dell’orariodi lavoro“, portate spesso a inginocchiarsi a terra per dovere didattico(lo fa in media il 63 per cento, si sale al 75 per cento tra le educatrici).

Il risultato è che tre quarti dichi opera in una struttura d’infanzia è sotto controllo sanitario: si saleall’85,9 per cento con le educatrici e al 90 per cento con il personaleausiliario.

Un altro ambito rilevante cheemerge con la ricerca è quello dei rischi psico-sociali che la professioneporta con sé. Si chiama burn out e provoca riduzionedell’energia e disturbi del sonno. Più di metà del campione ne è stato colpito.

Le motivazioni più diffuse per cuii docenti vanno in tilt sono: le classi pollaio, gli adempimentiburocratici crescenti e il rapporto con le famiglie, che mai comeoggi sta soffrendo di una tensione-incomprensione continua.

Dunque un docente per stare dietrouna cattedra deve avere diverse doti: forza, coraggio, pazienza e soprattuttotanta salute.

Non è più il caso di soprassedere edi darsi una mossa perché la professione docente, oggi, è diventata complessa eusurante.





 

Copyright © 2019 Di.S.A.L.