Concorso Dirigenti: denuncia di candidati al MIUR


Concorso dirigente: duecentosettanta candidati denunciano il Miur alla procura

Orizzontescuola – 18/4/2019 - Vincenzo Brancatisano

Centinaia di aspiranti presidi, bocciati al concorso da dirigente, si rivolgono alla Procura della Repubblica. Dopo un mese dagli esiti, gli interessati dicono di non sapere ancora perché siano stati bocciati.

Nonostante le richieste e l’accesso agli atti non sanno ancora perché non abbiano superato la prova espletata a ottobre 2018. Duecentosettantuno candidati al “Corso-concorso nazionale, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento di dirigenti scolastici presso le istituzioni scolastiche statali”, bandito con decreto del Direttore Generale per il Personale Scolastico n. 1259 del 2017 del 23 novembre 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 90 del 24 novembre 2017, rappresentati dagli avvocati Pierpaolo Dell’Anno e Giuseppe Murone, hanno presentato, in data 17 aprile 2019, un esposto alla Procura della Repubblica di Roma avente ad oggetto circostanze relative all’espletamento dello stesso.

L’esposto, spiegano i promotori, “sottopone all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria plurime violazioni regolamentari, ridondanti in vantaggio di pochi in danno di tanti, essenzialmente afferenti al mancato espletamento della prova in data unica e in contemporanea, alla divulgazione in tempi diversi dei quadri di riferimento, alla diversa formulazione dei quesiti rispetto a quelli stabiliti dal bando di concorso, ai criteri di attribuzione delle prove nel procedimento di correzione, ai criteri di abbinamento codice/candidato, alle diverse percentuali di ammessi Regione per Regione, alle effettive modalità di espletamento della prova scritta nelle diverse sedi e ai differenti controlli ivi espletati, alla composizione e ai mutamenti delle commissioni esaminatrici, ai corsi di formazione, alle possibili fughe di notizie e al software Cineca”.

Gli esponenti hanno richiesto, alla stregua di ogni opportuno approfondimento investigativo, anche di carattere tecnico, e previa acquisizione di ogni utile incartamento concorsuale, “che venga svolta ogni più incisiva indagine volta ad accertare le eventuali responsabilità penali correlabili alle violazioni e ai vantaggi in oggetto. Ciò allo scopo di comprendere le ragioni per le quali si sia inteso connotare di permeante oscurità un concorso pubblico improntato per legge ai parametri di legalità e trasparenza e determinare evidenti e inaccettabili disparità di trattamento tra i candidati”. Gli esponenti intendono fornire il proprio contributo agli inquirenti nell’accertamento della verità, anche per il tramite dell’espletamento di attività investigativa difensiva, e desiderano estendere a quanti si trovano nella stessa posizione la possibilità di costituire voce unica e condivisa. Per ora, dicono gli interessati, si sa che un candidato su tre tra coloro che avevano superato la prova preliminare con 100 sono stati bocciati, uno su due tra coloro che avevano conseguito un punteggio tra 90 e 100 e questo, dicono, lascia l’amaro in bocca. “Abbiamo studiato il diritto”, insistono, “e sappiamo quanto sia importante il valore della trasparenza”.

Va segnalato, in ogni caso, che le accuse sono tutte da dimostrare e che il Miur è ancora nei tempi di legge per rispondere ai quesiti esposti dai candidati con l’accesso agli atti.

 

Concorso DS: l’inspiegabile silenzio sui voti degli scritti che non c’è su altri concorsi

Tuttoscuola - 18 aprile 2019

Non sappia la destra…
Con decreto direttoriale prot. 663 di ieri, 17 aprile, 2019, la Direzione Generale per le risorse Umane del Miur ha pubblicato l’elenco nominativo dei 50 candidati al concorso per dirigenti amministrativi (5 posti a bando), ammessi all’orale per avere superato le prove scritte. E, accanto ai nominativi, il decreto ha riportato espressamente anche i voti conseguiti nelle due prove, secondo un più che condivisibile principio di trasparenza.

Non sappia la destra – dicevamo – perché lo stesso Ministero (Direzione Generale del personale), circa tre settimane fa, per un altro concorso per dirigenti – quelli scolastici – ha pubblicato l’elenco dei candidati ammessi, senza, però riportare il voto conseguito.

Nel decreto con cui quell’elenco di soli nominativi veniva pubblicato si precisava che il voto conseguito sarebbe stato comunicato esclusivamente a ciascun candidato ammesso, a mezzo posta elettronica.

Un peso, due misure. Non sappia la Direzione Generale del personale quel che fa la Direzione sorella delle risorse umane all’interno dello stesso palazzo.

Piena trasparenza in una Direzione, molta riservatezza nell’altra, come se la valutazione dei candidati in un concorso pubblico fosse considerato un dato sensibile da tutelare con la privacy.

Ma c’è un altro aspetto inspiegabile. A tutt’oggi non è nemmeno stato comunicato privatamente, come invece era previsto, il voto conseguito da ciascun candidato.

A rendere inspiegabile la situazione c’è un altro silenzio-ritardo.

Il 21 marzo scorso, nell’incontro con i sindacati dei dirigenti scolastici, i funzionari ministeriali, nel fornire diverse anticipazioni sul concorso DS e sulla pubblicazione degli ammessi, riferivano anche che attraverso la piattaforma POLIS presente sul sito web del MIUR ciascun partecipante, utilizzando il proprio codice di accesso, avrebbe potuto visionare il proprio elaborato, la griglia di valutazione e il verbale delle operazioni relative alla correzione, senza bisogno di formulare alcuna richiesta di accesso.

Invece, a distanza di tre settimane dalla pubblicazione dei nominativi ammessi, non vi è stata nessuna comunicazione di apertura della piattaforma POLIS per visionare elaborati e griglie di valutazione. Un top secret inspiegabile, come se griglie di valutazione, elaborati e verbali fossero ancora da approntare.

Il prolungato silenzio ministeriale sta dando adito, come si può riscontrare sui social, a congetture e ipotesi disparate, arrivando anche a paventare errori e disguidi.

Per far cadere timori e sospetti, è augurabile che il Miur batta un colpo. 



Va in tribunale il concorso per dirigenti: c’è il sospetto di illeciti penali

Tecnicadellascuola - 17/04/2019  -  Reginaldo Palermo

Le irregolarità, reali o presunte, rilevate da molti docenti che hanno partecipato al concorso per dirigenti scolastici sono state segnalate nella giornata del 17 aprile alla Procura della Repubblica di Roma.

L’esposto è stato firmato da 271 candidati che segnalano alla Procura “plurime violazioni regolamentari”: si va dal “mancato espletamento della prova in data unica e in contemporanea” fino “alla divulgazione in tempi diversi dei quadri di riferimento, alla diversa formulazione dei quesiti rispetto a quelli stabiliti dal bando di concorso, ai criteri di attribuzione delle prove nel procedimento di correzione, ai criteri di abbinamento codice/candidato”.
Nell’esposto si fa riferimento anche alle diverse percentuali di ammessi Regione per Regione e alle effettive modalità di espletamento della prova scritta nelle diverse sedi e ai differenti controlli ivi espletati senza trascurare probabili fughe di notizie e anomalie nel funzionamento del software Cineca.

L’esposto sarebbe corredato di numerose segnalazioni di irregolarità più o meno gravi proveniente da tutta Italia.

Procedura concorsuale sospesa?

Difficile capire cosa potrà accadere ora, anche se non si può escludere che l’autorità giudiziaria decida di sospendere tutta la procedura concorsuale con ripercussioni pesanti sull’esito finale. Non è detto, a questo punto, che la graduatoria finale venga approvata entro il mese di agosto in modo da consentire l’assegnazione dei vincitori alle sedi con decorrenza 1° settembre 2019.

 


 
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