Costo standard: quanto costa non ammettere uno studente


Bocciare costa dai 6 mila agli 11mila euro a studente. I numeri per grado di scuola

Orizzontescuola – 11/6/2019 -  Anselmo Penna

 

Quanto spende lo Stato per la scuola Italiana? O meglio, quanto costano gli studenti italiani? Le cifre sono fornite dall’OCSE.

Quanto costa uno studente

Secondo quanto riporta l’OCSE, il costo per studente dall’Infanzia al diploma è di 89.336 euro (la cifra risale al 2013). Cifra che negli anni ha subito un calo soprattutto a seguito dei tagli agli insegnanti degli anni precedenti. Basti pensare che nel 2009 servivano 108.625 euro.

Se poi si guarda all’Università, la spesa per studente annua è di 11,257 euro, contro una spesa media dei paesi Ocse di 15.656. Cifra che nei 5 anni è di 56.285 euro.

Nel complesso, quindi, uno studente dall’Infanzia alla Laurea sarà di 145.621 euro. Cifra, ovviamente, approssimativa e che non tiene conto delle spese dele famiglie e soprattutto delle ripetenze.

Spese per le ripetenze

Sì, perché far ripetere uno studente costa e non poco. Infatti, secondo dati forniti dal Ministero dell’Istruzione, bocciare uno studente nella scuola secondaria di primo grado o istituto professionale costa tra i 6 e i 7mila euro. Se invece la ripetenze riguarda la secondaria di secondo grado, il costo è sugli 11.500 euro. Insomma, un paio di ripetenze possono costare anche 23mila euro che andranno a pesare sulle casse dello Stato.

Promossi in aumento

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un aumento delle promozioni  insieme ad una modifica legislativa che ha modificato il modo di valutare. I promossi, ad esempio, nella secondaria di I grado sono in aumento. Nel 2017/18 sono stati il  il 98,1%, contro il 97,7% del 2016/2017, con punte del 99,1% in Basilicata. Gli ammessi all’Esame di Stato sono stati il 98,4%, contro il 98 dell’anno precedente.

Alle superiori la percentuale di bocciature lo scorso anno è stata del 7,1%, con picchi soprattutto nei professionali e negli istiuti tecnici.

Cifre che negli anni sono andate diminuendo, basti pensare che la media Italiana intorno al 2012 si aggirava intorno al 17%.

E’ la stessa OCSE che dà i numeri dei costi di una bocciatura. Infatti, scrive l’OCSE, “l’esigenza di fare ripetere una classe implica costi elevati: alla spesa di un anno aggiuntivo d’istruzione bisogna aggiungere il mancato introito per la società quando si differisce di almeno un anno l’ingresso dello studente bocciato sul mercato del lavoro. In Italia, il costo delle bocciature rappresenta il 6,7% della spesa annua nazionale per l’istruzione primaria e secondaria – ovvero USD 47 174 per studente che ripete l’anno.” Parliamo sempre del 2012.


Bocciare? Un vero fallimento

Italia oggi – 18/6/2019 – Emanuela Micucci

 

L'ultimo rapporto Ocse nega benefici dalle ripetizioni anche in termini di apprendimento

Allo stato costa fino a 36 mila euro in più a studente

Tra i 6 mila e gli 11 mila |euro a studente, tanto costa bocciare. A sostenerlo è l'Ocse in un rapporto sui ripetenti nel mondo, in cui confronta i dati sulle bocciature e sulle competenze scolastiche degli studenti 15enni in più di 65 Paesi nel mondo. Ripetere l'anno comporta costi elevati per il sistema Paese, non serve agli studenti e rafforza le differenze tra gli alunni con un diverso background socioeconomico: queste le conclusione del focus Pisa, che registra il 13% di studenti 15enni dell'area Ocse bocciato almeno una volta a scuola, di cui il 7% alla primaria, il 6% alle medie e il 2% al liceo. Percentuali che in Giappone sono vicine allo zero, in Finlandia e Gran Bretagna inferiori al 3%, mentre in Francia e Belgio superano il 30%. Ventunesima in classifica, l'Italia conta il 18% di alunni bocciati almeno una volta, piazzandosi poco sopra la media Ocse. Far ripetere un anno implica costi elevati per le casse dello Stato; infatti, alla spesa per un anno aggiuntivo di scuola bisogna aggiungere il mancato introito per la società quando si differisce di almeno un anno l'ingresso dello studente bocciato nel mercato del lavoro. Ogni bocciatura costa in media tra 10 mila e 15 mila dollari all'anno. In Italia, il costo rappresenta il 6,7% della spesa annua nazionale per l'istruzione primaria e secondaria: circa 36 mila euro per studente che ripete l'anno, cioè 47.174 dollari. Anche per questo motivo la Finanziaria 2007 dell'allora ministro dell'economia Tommaso Padoa - Schioppa aveva inizialmente ipotizzato l'abbattimento del 10% delle ripetenze nel biennio iniziale delle superiori, per ottenere una riduzione degli studenti, del numero di classi e, quindi, un minore fabbisogno di docenti. Con risparmi consistenti: 56 milioni di euro all'anno. Ridurre le bocciature, tuttavia, potrebbe aiutare a risparmiare risorse da investire nella prevenzione dei ripetenti: per aiutare gli studenti in modo personalizzato durante l'anno scolastico, affinché non si creino lacune negli apprendimenti e per affiancare gli alunni demotivati e con scarso attaccamento alla scuola. E la ricetta dell'Ocse, che spiega anche che avere un alto numero di bocciati non migliora la performance scolastica degli studenti. «Nei Paesi in cui un maggior numero di studenti ripete gli anni scolastici», sottolinea, «la performance globale tende a essere inferiore e il background sociale ha un impatto maggiore sui risultati di apprendimento». La bocciatura, infatti, rafforza le disuguaglianze, piuttosto che promuovere maggiore equità nel sistema scolastico, in quanto «emargina ancora di più quei bambini o ragazzi con problemi scolastici. I ragazzi che devono ripetere l'anno non vengono quasi mai seguiti individualmente, perdono fiducia in se stessi e si allontanano dallo studio». Non solo. Tra gli alunni che ottengono gli stessi risultati in comprensione di testi, matematica e scienze quelli socialmente svantaggiati hanno più probabilità di essere bocciati, meno possibilità di ricevere aiuto durante l'anno scolastico grazie a lezioni private o corsi di recupero, oltre a maggiori problemi comportamentali, arrivare in ritardo, saltare lezioni o giorni di scuola

 


 

 
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