OCSE: docenti troppo anziani, hanno 5 anni più degli altri della media Ue


Docenti italiani: media 49 anni, 78% donne, 64% è formato su pedagogia e gestione della classe

Orizzontescuola – 20/6/2019 -  redazione

Miur – Sul sito dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) sono disponibili da oggi i risultati dell’indagine internazionale sull’insegnamento e l’apprendimento TALIS (Teaching and Learning International Survey) per il 2018.

Un rilevamento effettuato con l’obiettivo di acquisire informazioni, comparabili a livello internazionale, sulle pratiche didattiche dei docenti e sulla loro formazione e preparazione iniziale, sull’ambiente scolastico, l’innovazione, l’equità, le diversità.

In ciascuno dei 48 Paesi partecipanti è stata operata una selezione casuale di un campione di 200 scuole, rappresentativo di circa 4.000 insegnanti. In Italia sono stati coinvolti 3.612 docenti e 190 dirigenti scolasticidelle Scuole secondarie di I grado.

Di seguito i principali dati riferiti all’Italia
estratti dalla Nota Paese pubblicata dall’OCSE

Chi sono i dirigenti scolastici, gli insegnanti e gli studenti nelle loro classi oggi?

Secondo i dati raccolti e diffusi oggi, l’insegnamento è stata la professione individuata come prima scelta dal 65% dei docenti italiani e dal 67% nei Paesi OCSE.

In Italia, in media:

• i docenti hanno 49 anni (44 anni la media nei Paesi OCSE), i dirigenti scolastici 56 (52 anni nei Paesi OCSE);

• il 78% dei docenti e il 69% dei dirigenti scolastici è di sesso femminile (68% la percentuale media delle docenti e 47% quella delle dirigenti scolastiche nei Paesi OCSE);

• il 97% dei docenti concorda nel definire positive le relazioni tra studenti e insegnanti. Il 3% dei dirigenti scolastici segnala atti di bullismo tra i propri studenti, percentuale comunque inferiore alla media del 14% registrata negli altri Paesi;

• il 35% degli insegnanti lavora in scuole in cui almeno il 10% degli studenti ha un background migratorio (a fronte di una media OCSE del 17%). Il 94% dei dirigenti scolastici riferisce che i loro docenti ritengono che bambini e giovani debbano apprendere che le persone di culture diverse hanno molto in comune (media OCSE del 95%).

Quali pratiche sono utilizzate dagli insegnanti in classe?

Durante una lezione tipica, i docenti italiani dedicano il 78% del tempo in classe all’insegnamento e all’apprendimento, la stessa media degli altri Paesi della rilevazione.

In Italia, il 74% degli insegnanti valuta regolarmente i progressi degli studenti osservandoli e fornendo un riscontro immediato.

In generale, la stragrande maggioranza dei docenti e dei dirigenti scolastici considera i propri colleghi aperti al cambiamento e le proprie scuole come luoghi che hanno la capacità di adottare pratiche innovative.

Come sono formati i docenti e i dirigenti scolastici?

In Italia, il 64% degli insegnanti ha ricevuto una formazione iniziale su contenuti disciplinari, pedagogia e sulla gestione della classe (media dei Paesi OCSE 79%). Il 61% dei dirigenti scolastici italiani ha completato un programma o un corso di amministrazione scolastica o di formazione per dirigenti (a fronte di una media degli altri Paesi del 54%).

Partecipare alla formazione in servizio è comune tra insegnanti e dirigenti scolastici in Italia. Il 93% dei docenti (media OCSE 94%) e il 100% dei dirigenti scolastici (media OCSE 99%) ha frequentato almeno un’attività di sviluppo professionale nell’anno precedente all’indagine.

Nel nostro Paese l’81% dei docenti partecipa a corsi di formazione e seminari, mentre il 25% fruisce della formazione basata sull’apprendimento tra pari e sul coaching.

I docenti italiani sembrano soddisfatti della formazione ricevuta: l’84% riferisce un impatto positivo sulla propria pratica d’insegnamento, mostrando livelli più elevati di autoefficacia e soddisfazione lavorativa. La percentuale è superiore alla media dell’82% degli altri Paesi.

Le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC)

In media, il 47% degli insegnanti italiani consente “frequentemente” o “sempre” agli studenti di utilizzare le TIC per progetti o lavori in classe (53% la media OCSE).

In Italia, il 52% dei docenti ha riferito che “l’uso delle TIC per l’insegnamento” è stato incluso nella propria formazione, mentre il 36% si è sentito preparato per l’uso delle TIC per l’insegnamento al termine degli studi.

Il 68% dei docenti ha partecipato ad attività di sviluppo professionale incluso “uso delle TIC per l’insegnamento” nei 12 mesi precedenti l’indagine. La formazione sull’uso delle TIC è comunque il tema dello sviluppo professionale di cui gli insegnanti segnalano un forte bisogno: il 17% in Italia (18% media dei Paesi OCSE).

In media, in Italia, il 31% dei dirigenti scolastici riporta che la qualità dell’istruzione nella propria scuola è frenata da un’inadeguatezza della tecnologia digitale per la didattica (25% media dei Paesi OCSE TALIS).

 

 

 

L’Ocse conferma: prof italiani troppo “vecchi”, entro 10 anni in pensione 1 su 2

da Il Sole 24 Ore – 20/6/2019 -  Alessia Tripodi

Sono più “vecchi” della media Ue , per la maggior parte donne e quasi 1 su 2 andrà in pensione entro i prossimi dieci anni. Sono contenti delle relazioni con gli studenti e della formazione che hanno ricevuto (anche se quella iniziale risulta un po’ carente). Hanno a che fare sempre di più con contesti multiculturali, con problemi di bullismo e con le nuove tecnologie, rispetto alle quali vorrebbero essere più formati. È l’identikit dei docenti italiani disegnato dall’edizione 2018 dell’indagine Ocse -Talis (Teaching and Learning International Survey) . In ognuno dei 48 paesi oggetto dello studio è stato selezionato un campione di 200 scuole, rappresentativo di circa 4mila insegnanti. In Italia sono stati coinvolti 3.612 docenti e 190 dirigenti scolastici delle scuole medie.

I numeri
I docenti italiani hanno in media 49 anni (contro una media Ocse di 44 anni ) e lil 48% ne ha 50 e più. I dirigenti scolastici ne hanno mediamente 56 (52 nei Paesi OCSE), il 78% dei docenti e il 69% dei dirigenti scolastici è di sesso femminile (a fronte, rispettivamente, di un 68% e un 47% nei paesi Ocse). Il 97% dei docenti concorda nel definire positive
le relazioni tra studenti e insegnanti, e il 3% dei dirigenti scolastici segnala atti di bullismo tra i propri studenti, percentuale comunque inferiore al 14% registrata negli altri paesi. Il 35% degli insegnanti lavora in scuole in cui almeno il 10% degli studenti ha un background migratorio (a fronte di una media Ocse del 17%).

Apprendimento e insegnamento
Durante una lezione tipica, dice il rapporto, i prof italiani dedicano il 78% del tempo in classe all’insegnamento e all’apprendimento, la stessa media degli altri paesi della rilevazione. In Italia, il 74% degli insegnanti valuta regolarmente i progressi degli studenti osservandoli e fornendo un riscontro immediato. In generale, la stragrande maggioranza dei docenti e dei dirigenti scolastici considera i propri colleghi aperti al cambiamento e le proprie scuole come luoghi che hanno la capacità di adottare pratiche innovative.

Formazione
Il 64% degli insegnanti italiani ha ricevuto una formazione iniziale su contenuti disciplinari, pedagogia e sulla gestione della classe (79% in Ocse). Il 61% dei presidi italiani ha completato un programma o un corso di amministrazione scolastica o di formazione per dirigenti (a fronte di una media degli altri Paesi del 54%). Partecipare alla formazione in servizio è comune tra insegnanti e dirigenti scolastici in Italia. Il 93% dei docenti (media Ocse 94%) e il 100% dei dirigenti scolastici (media Ocse 99%) ha frequentato almeno un’attività di sviluppo professionale nell’anno precedente all’indagine. Nel nostro Paese l’81% dei docenti partecipa a corsi di formazione e seminari, mentre il 25% opta per la formazione basata sull’ apprendimento tra pari e sul coaching. In ogni caso, i nostri prof sembrano soddisfatti della formazione ricevuta: l’84% riferisce un impatto positivo sulla propria pratica d’insegnamento, mostrando livelli più elevati di autoefficacia e soddisfazione lavorativa. La percentuale è superiore alla media dell’82% degli altri Paesi.

Tecnologie in classe
Lo studio attesta poi che in media il 47% degli insegnanti italiani consente quasi sempre agli studenti di utilizzare le Tic (Tecnologie per l’informazione e la comunicazione) per progetti o lavori in classe (53% la media Ocse). Il 68% dei docenti ha partecipato ad attività di sviluppo professionale incluso l’uso delle Tic per l’insegnamento nei 12 mesi precedenti l’indagine, ma la formazione sulle tecnologie in classe resta comunque un tema di sviluppo professionale di cui gli insegnanti segnalano un forte bisogno: il 17% in Italia (18%
media Ocse). In media, in Italia, infine, il 31% dei dirigenti scolastici ritiene che la qualità dell’istruzione nella propria scuola sia frenata da un’inadeguatezza della tecnologia digitale per la didattica (25% media Ocse).

 

Ocse, docenti italiani sul “pezzo”: hanno 5 anni più degli altri, s’aggiornano ogni anno, usano sempre più TIC

da La Tecnica della Scuola – 20/6/2019 -  Alessandro Giuliani

I docenti italiani hanno in media 5 anni in più rispetto ai Paesi dell’Ocse: la loro età media è di 49 anni, mentre si ferma a 44 anni quella degli altri Paesi componenti l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Un dislivello simile riguarda i dirigenti scolastici, che in Italia hanno in media 56 anni, contro i 52 anni media degli altri Paesi. I dati sono contenuti nell’indagine internazionale sull’insegnamento e l’apprendimento TALIS (Teaching and Learning International Survey) dell’Ocse per il 2018, pubblicata il 19 giugno.

Le riforme pensionistiche pesano

Sul dato medio di uscita posticipata dalla scuola pesano molto, evidentemente, le ultime riforme previdenziali che hanno alzato di molto l’età del pensionamento, sia per quanto riguarda l’uscita di anzianità sia vecchiaia.

In ognuno dei 48 Paesi partecipanti è stata operata una selezione casuale di un campione di 200 scuole, rappresentativo di circa 4.000 insegnanti.

In Italia sono stati coinvolti 3.612 docenti e 190 dirigenti scolastici delle Scuole secondarie di I grado.

Molte più donne tra i docenti e dirigenti italiani

Dalla ricerca emerge anche che il 78% dei docenti e il 69% dei dirigenti scolastici è di sesso femminile (68% la percentuale media delle docenti e 47% quella delle dirigenti scolastiche nei Paesi OCSE).

Il 97% dei docenti concorda nel definire positive le relazioni tra studenti e insegnanti.

E ancora: il 35% degli insegnanti lavora in scuole in cui almeno il 10% degli studenti ha un background migratorio (a fronte di una media OCSE del 17%).

Il 3% dei dirigenti scolastici segnala atti di bullismo tra i propri studenti, percentuale comunque inferiore alla media del 14% registrata negli altri Paesi

La lezione “tipica”

L’Ocse è andata anche a verificare come si realizza una lezione “tipica”: i docenti italiani dedicano il 78% del tempo in classe all’insegnamento e all’apprendimento, la stessa media degli altri Paesi della rilevazione.

In Italia, il 74% degli insegnanti valuta regolarmente i progressi degli studenti osservandoli e fornendo un riscontro immediato.

Sempre nel nostro Paese, il 64% degli insegnanti ha ricevuto una formazione iniziale su contenuti disciplinari, pedagogia e sulla gestione della classe (media dei Paesi OCSE 79%).

I dirigenti scolastici

Per quanto riguarda i dirigenti scolastici, il 61% di quelli italiani ha completato un programma o un corso di amministrazione scolastica o di formazione per dirigenti (a fronte di una media degli altri Paesi del 54%).

In media, in Italia, infine, il 31% dei dirigenti scolastici riporta che la qualità dell’istruzione nella propria scuola è frenata da un’inadeguatezza della tecnologia digitale per la didattica (25% media dei Paesi OCSE TAL).

Il 94% dei dirigenti scolastici riferisce che i loro docenti ritengono che bambini e giovani debbano apprendere che le persone di culture diverse hanno molto in comune (media OCSE del 95%).

Gli aspetti in comune tra docenti e presidi

Partecipare alla formazione in servizio è comune tra insegnanti e dirigenti scolastici in Italia.

Il 93% dei docenti (media OCSE 94%) e il 100% dei dirigenti scolastici (media OCSE 99%) ha frequentato almeno un’attività di sviluppo professionale nell’anno precedente all’indagine.

Inoltre, i docenti italiani sembrano soddisfatti della formazione ricevuta: l’84% riferisce un impatto positivo sulla propria pratica d’insegnamento, mostrando livelli più elevati di autoefficacia e soddisfazione lavorativa. La percentuale è superiore alla media dell’82% degli altri Paesi.

Nel nostro Paese l’81% dei docenti partecipa a corsi di formazione e seminari, mentre il 25% fruisce della formazione basata sull’apprendimento tra pari e sul coaching.

L’uso delle TIC

Lo studio attesta poi che in media il 47% degli insegnanti italiani consente “frequentemente” o “sempre” agli studenti di utilizzare le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, le cosiddette TIC, per progetti o lavori in classe (53% la media OCSE).

In Italia, il 52% dei docenti ha riferito che “l’uso delle TIC per l’insegnamento” è stato incluso nella propria formazione, mentre il 36% si è sentito preparato per l’uso delle TIC per l’insegnamento al termine degli studi.

Il 68% dei docenti ha partecipato ad attività di sviluppo professionale incluso “uso delle TIC per l’insegnamento” nei 12 mesi precedenti l’indagine.

La formazione sull’uso delle TIC è comunque il tema dello sviluppo professionale di cui gli insegnanti segnalano un forte bisogno: il 17% in Italia (18% media dei Paesi Ocse).

 

 
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