Privacy: controllo biometrico dei Dirigenti


Pa, impronte digitali: dirigenti sì, docenti no. Ecco cosa cambia

da Il Sole 24 Ore – 10/7/2019

 

Al dipendente pubblico non si chiederà più di estrarre il badge per entrare in ufficio, dovrà invece porgere il dito: sarà l’impronta digitale a identificarlo e marcare così l’orario di servizio. Non solo, a scanso di equivoci, la scena sarà ripresa da telecamere ad hoc.

Le nuove regole
Funzioneranno così le cose appena il regolamento attuativo, messo già a punto dalla Bongiorno, scatterà. D’altra parte la legge che introduce la novità, il provvedimento intitolato «Concretezza», è già in vigore. L’obiettivo dichiarato è mettere fuori gioco i “furbetti del cartellino” con nuovi meccanismi di identificazione. La legge parla di “verifica biometrica”, che potrebbe passare teoricamente anche attraverso il controllo dell’iride ma il ministro della P.a, madre del provvedimento, ha sempre insistito sulle impronte digitali. Per assicurare la riservatezza dei dati, tutto sarà poi criptato: trasformato in codici alfanumerici.

Tra i principi che verranno seguiti anche quello della gradualità, per cui, probabilmente, la novità sarà prima fatta digerire alle amministrazioni più grandi per poi portarla, mano a mano, sul territorio. Detto ciò lo stesso ministro più volte ha sottolineato come ci siano realtà che si sono portate avanti, ad esempio in Campania – dove il sistema è già stato
sperimentato. Restano esclusi gli insegnanti per cui fa fede il registro di classe. Invece rientrano i dirigenti. E i presidi non fanno eccezione, anche se per loro ci sarà un decreto apposito.

L’era delle impronte è quindi alle porte, ma per avere una road-map precisa bisognerà attendere i vari pareri sul regolamento, in primis quello del Garante della Privacy, che non ha mancato di far sentire le sue critiche. Servirà poi un’intesa in sede di Conferenza unificata, visto che gli apparecchi andrebbero installati anche nei Comuni più piccoli.

 

 

Controllo biometrico, testo in Gazzetta. Decreti attuativi entro settembre

da Tuttoscuola – 10/7/2019

 

Va avanti la legge sul controllo biometrico, il riconoscimento delle impronte digitali voluto dal ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno (Lega). Il controllo sarà biometrico per evitare falsi e sostituzioni di persone. Non saranno soggetti ai controlli biometrici gli insegnanti, mentre lo saranno i dirigenti scolastici e il personale ATA. Dopo l’approdo in Gazzetta Ufficiale, dove è contenuto il principio generale della norma, il 7 luglio il testo del provvedimento è entrato formalmente in vigore.

“Felice di una legge che prevede la drastica riduzione dei tempi delle procedure concorsuali, nuove risorse in settori strategici della PA, aiuti alle amministrazioni in affanno e un metodo di lotta contro l’assenteismo finalmente incisivo: fino ad oggi, di fatto, la facevano franca in troppi; adesso, con le impronte digitali e la videosorveglianza, preveniamo il fenomeno. È finita l’epoca delle truffe”. Così la ministra Bongiorno ha espresso la sua soddisfazione all’ANSA, parlando dell’entrata in vigore della legge Concretezza.

È pronto, infatti, il regolamento, previsto dalla legge Concretezza, sulle impronte digitali per la verifica degli accessi a lavoro dei dipendenti pubblici. Secondo quanto riporta l’ANSA, infatti il regolamento sarebbe stato inviato proprio lo scorso 8 luglio al Garante della privacy. A seguire sarà mandato, per i relativi pareri, alla Conferenza Unificata e al Consiglio di Stato. I decreti attuativi relativi all’istituzione del ‘Nucleo per la Concretezza’ saranno, invece, ultimati entro il mese di settembre.

Ricordiamo infatti che la legge non potrà essere immediatamente applicata, perché ha bisogno di uno specifico decreto applicativo e, soprattutto, dell’installazione in tutte le oltre 45 mila sedi scolastiche delle costose apparecchiature. Se e quando sarà, i dirigenti scolastici finirebbero confinati negli uffici, in un ruolo alterato. 

 



 
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