Concorso Dirigenti: in attesa del pronunciamento…


Concorsi, oggi il Consiglio di Stato. I presidi: no al caos

AVVENIRE - 11-07-2019 - Enrico Lenzi

Giorno decisivo per conoscere la sorte del concorso dei presidi bloccato dal TAR del Lazio.

È attesa in giornata la decisione del Consiglio di Stato, al quale si è appellato il ministero dell'Istruzione chiedendo una sospensiva della sentenza stessa. E proprio questa strada sembra essere quella più attesa da gran parte del mondo della scuola italiana.

A cominciare dalle associazioni sindacali e professionali dei dirigenti scolastici. Due le possibili decisioni, entrambe non risolutive: non accoglimento della sospensiva chiesta dal Miur e quindi applicazione dell'annullamento del concorso (o meglio ripetizione della prova scritta); oppure concessione della sospensiva e assegnazione, in via provvisoria, delle presidenze ai vincitori di concorso. Se nel primo caso il caos per la scuola italiana è subito evidente, nel secondo si arriverebbe alla copertura provvisoria delle presidenze scoperte, con tutte le conseguenze che potrebbero scaturire da una sentenza nel merito della questione.

Nonostante tutto, la sospensiva permetterebbe almeno di far cessare quasi tremila «reggenze», cioè dirigenti scolastici che hanno dovuto governare due o più istituti contemporaneamente. «Attendiamo di conoscere le decisione del Consiglio di Stato - commenta Antonello Giannelli, presidente nazionale dell'Associazione nazionale presidi (Anp) - e speriamo che si arrivi a una decisione che non getti nel caos il mondo della scuola».

Insomma una sospensiva dello stop deciso dal TAR del Lazio e la non cancellazione del concorso sarebbe la soluzione più gradita dall'Anp.

Sulla stessa linea anche la Disal-presidi, associazione professionale che riunisce dirigenti scolastici di scuole statali e paritarie. «Mi auguro una decisione che sia una risposta anche una oggettiva e difficile urgenza che le nostre scuole stanno vivendo» risponde Ezio Delfino, presidente nazionale della Disal. Il riferimento è alle reggenze, che «coinvolgono tremila nostri colleghi e che non si può protrarre ancora a lungo. Le scuole han no bisogno di un dirigente scolastico a tempo pieno che le diriga. La sospensione sarebbe un gesto coerente che guarda al dato di realtà». Ma lo sguardo di Delfino non si ferma al contingente e si rivolge al futuro. «Ancora una volta ci troviamo con un concorso che non riesce ad arrivare al traguardo senza problema-sottolinea il presidente Disal -. È giunto davvero il momento di ripensare questo meccanismo di reclutamento, magari osservando anche oltre confine». I modelli? «Prima di sceglierne uno, bisogna riflettere sulla necessità di cambiare. Quello che usiamo ogni volta crea problemi sia ai ricorrenti sia ai potenziali vincitori, e mostra i suoi limiti». Puntare su modelli «che valorizzino l'autonomia dell'istituzione scolastica, sarebbe un primo passo». E oggi la parola passa al Consiglio di Stato. Attesa dopo la decisione del TAR del Lazio di bloccare il concorso. Giannelli (Anp) auspica una soluzione di buon senso. Delfino (Disal): caso urgente da risolvere, non si può protrarre a lungo l'incertezza. Valorizzare l'autonomia La sede del Consiglio di Stato.



 
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