Sicurezza scuola: proposta di legge


Sicurezza scuole, Villani: “Modifica della proposta legge per responsabilità dei presidi”

da La Tecnica della Scuola – 17/10/2019 – Redazione

 

 “Hanno pienamente ragione i dirigenti scolastici a sollecitare interventi legislativi in tal senso. In Italia la fotografia della situazione relativa all’edilizia scolastica è disastrosa: 22.000 scuole su 42.000 sono state costruite prima del 1970 con criteri non antisismici e sono prive di certificazioni. Il 59% degli istituti non ha il certificato di Prevenzione degli Incendi. Consapevole di questa problematica, nelle prime settimane del nostro insediamento ho presentato una proposta di modifica del D.Lgs. 81/2008, per cambiare questa situazione e per definire una volta e per tutte di chi siano le responsabilità in merito alla sicurezza degli edifici scolastici”.

Così la deputata del Movimento 5 Stelle, Virginia Villani ripercorre l’iter della sua proposta di legge “Introduzione del titolo XII-bis del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, concernente la sicurezza degli immobili utilizzati dalle istituzioni scolastiche” presentata il 7 agosto del 2018.

“Al Ministero abbiamo previsto un Piano nazionale triennale che prevede un finanziamento di un miliardo e 700 milioni da destinare all’edilizia scolastica, è altresì possibile chiedere fondi per valutare la sicurezza dei tetti e dei solai e avviare una manutenzione straordinaria. Ma questo è solo un primo passo. La sicurezza è un problema prioritario: le mamme devono avere la certezza che i figli, quando sono a scuola, siano in un luogo sicuro. Non possiamo rinunciare a questo diritto, né mettere a rischio la sicurezza dei nostri bambini e del personale scolastico.

Tuttavia la tematica della sicurezza nelle scuole abbraccia anche un’altra questione che riguarda i Dirigenti Scolastici – spiega Villani – E’ un problema “tutto” italiano dove le responsabilità, civili e penali, del Dirigente Scolastico, del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e del Medico Competente dipendono, per legge, dal potere decisionale e di spesa di altri soggetti come Comuni, Province, Regioni, Privati, Stato. Ciò perché Sindaci, Presidenti di Provincia, Presidenti di Regione e Privati. Loro sono, per legge, i veri “proprietari” degli edifici scolastici e quindi responsabili, in pieno, dal punto di vista civile e penale, delle loro omissioni. Spesso però si privilegia il loro ruolo politico ed il trasferimento di ogni responsabilità, in caso di problemi o incidenti, va ai Dirigenti Scolastici che, per contro, non hanno in concreto “pieni” poteri organizzativi e di spesa, così come richiesto espressamente dal D.Lgs. 81/2008″.

I rischi che si corrono a scuola, al giorno d’oggi, sono troppo alti.

Stando ai dati pubblicati lo scorso anno da Cittadinanzattiva, si verifica un crollo ogni quattro giorni di scuola, tre edifici su quattro senza agibilità statica, solo uno su venti in grado di resistere ad un terremoto. Accade frequentemente di osservare su pareti e soffitti degli Edifici Scolastici la presenza di muffe, funghi e infiltrazioni di acqua che possono produrre crolli dei soffitti.

Spesso, anche a seguito di segnalazioni del personale scolastico, degli studenti, dei genitori e dei cittadini, i “proprietari” come il Comune, la Provincia ed i Privati tendono a rinviare tali interventi facendo sì che la situazione si aggravi progressivamente. Secondo i dati forniti anche dall’Inail, inoltre, è stata riscontrata una presenza di amianto nel 15% nelle scuole monitorate al livello nazionale. Ben cinquanta invece, gli episodi di crolli e di distacchi di intonaco registrati da Cittadinanzattiva, tramite la stampa locale, tra settembre 2017 e settembre 2018, ovvero più di un episodio ogni 4 giorni di scuola.

“Uno scenario che non possiamo più ignorare e che fa capire l’urgenza di calendarizzare la proposta di modifica del D.Lgs. 81/2008 così da definire gli obblighi di sicurezza e le responsabilità dei proprietari, circoscrivendo il ruolo dei Dirigenti Scolastici – spiega la Deputata Virginia Villani – Il “Dirigente Scolastico ha le mani legate, non può intervenire concretamente, e non ha pieni poteri di spesa sulle strutture (ex art. 2 lettera b) D.Lgs. 81) ma è responsabile in caso di crolli, infortuni e disagi. Il Comune o la Provincia o il Privato o lo Stato come “proprietari” devono garantire gli interventi di manutenzione ordinaria, di manutenzione straordinaria, le certificazioni e i collaudi per il funzionamento degli edifici, con i relativi rinnovi.

Un assurdo italiano dove il Dirigente Scolastico che vive la realtà della “sua” scuola, giorno dopo giorno, consapevole dell’alto rischio, supportato dal parere di un consulente specializzato come il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, non può decidere autonomamente la chiusura della scuola in caso di acclamata emergenza o urgenza” dichiara l’On. Villani.

“Con la proposta di legge del MoVimento 5 Stelle, datata 7 agosto 2018, a mia prima firma, non verranno ritenuti responsabili i Dirigenti Scolastici che avranno fatto richiesta (per tempo) di intervenire sulla manutenzione dell’edificio scolastico. Ciò per quanto attiene alla sicurezza nell’ambito dell’attività scolastica. Invece, l’ente proprietario dell’immobile dovrà occuparsi sia dei rischi inerenti alla struttura degli edifici sia dell’identificazione delle misure atte ad evitarli – afferma Villani.

Questo perché anche se il dirigente scolastico è considerato come datore di lavoro, non ha però le necessarie risorse e strumenti per poter operare direttamente al fine di garantire la sicurezza delle strutture. Con l’approvazione della proposta di modifica al D.Lgs. 81/2008 saranno dunque apportati diversi cambiamenti, soprattutto per quanto riguarda l’articolo 18 che si occupa delle responsabilità, civili e penali, dei Dirigenti Scolastici per ciò che riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro. Con la nuova legge, dunque, le responsabilità dovrebbero essere meglio ripartite tra gli enti proprietari degli immobili scolastici ed i Dirigenti Scolastici. Una norma che cambierà l’architettura giuridica delle responsabilità e assicurerà al personale ed ai bambini, scuole sicure e più accoglienti” conclude la deputata.

 

Infortuni a scuola, i presidi in piazza: “Stanchi di pagare”

da la Repubblica – 17/10/2019 - Ilaria Venturi

 

È a casa da giovedì scorso, non potrà rientrare a scuola sino a marzo, sospesa per cinque mesi dal lavoro e dallo stipendio dopo la condanna in Cassazione per lesioni colpose gravi: un suo studente nei giorni degli orali della Maturità 2011 cadde da un lucernaio ferendosi gravemente. La porta di accesso a quel terrazzino doveva essere chiusa, una bidella, poi dichiarata inidonea, l’aveva aperta.

Lei quel giorno era a presiedere una commissione d’esame in un’altra scuola. Finì sotto processo e quello di Franca Principe, preside dell’istituto Pisacane di Sapri, divenne un caso emblematico. Ora esploso con la sentenza in ultimo grado: pena confermata a un mese di carcere (sospeso) e a una provvisionale di 15mila euro. Poi è arrivata la sanzione disciplinare dell’ufficio scolastico della Campania, la goccia che ha scatenato la rivolta dei presidi: «Sulla sicurezza degli edifici non possiamo intervenire perché la proprietà è degli enti locali. Ma se succede qualcosa ne rispondiamo noi. Ora basta fare i capri espiatori, si cambi la legge».

Il tam tam è partito via social, dal basso. E così è nata la protesta che ha scavalcato sindacati e associazioni di categoria: il raduno sarà all’istituto Da Vinci di Roma il 30 ottobre, da lì i dirigenti raggiungeranno il Miur per un sit-in, per poi essere ricevuti dai sottosegretari. Ci sarà anche Franca Principe che sin dalla condanna in primo grado ha trasformato il dramma in un’occasione per cambiare le cose. «Sono indignata, ma non rassegnata, credo di essere vittima di un errore giudiziario e lo dico con la serenità che mi viene dal fatto che l’allievo si è salvato. È la cosa che mi ha tenuta su in questi anni insieme al fatto di sapere che ho la coscienza a posto, sono talmente meticolosa che ho fatto tutto quello che era in mio potere: segnalazioni, solleciti. Risultato? Sono stata condannata io, non l’ente responsabile della manutenzione, per questo dico che bisogna cambiare la norma – racconta d’un fiato – la mia vita ora è divisa tra avvocati e medici, una sofferenza anche economica per la mia famiglia».

I colleghi sono pronti a creare un fondo di sostegno, l’Anp pagherà il ricorso contro la sanzione disciplinare perché «sproporzionata» contesta Antonello Giannelli. Sulla sicurezza è recente la denuncia di Cittadinanzattiva: un crollo ogni tre giorni di scuola nell’ultimo anno. L’Inail conta 88mila incidenti nel 2017 nelle scuole. «Non è ammissibile lavorare stando seduti su una polveriera ardente e pagare per responsabilità di inadempienze di altri» aveva già scritto la dirigente di Sapri, 58 anni, all’ex ministra Valeria Fedeli interpretando il comune sentire dei colleghi. Dalla sua battaglia è nata l’associazione «Modifica 81» dal decreto legge, rimasto senza regolamenti attuativi, che i presidi chiedono di cambiare per fare chiarezza sulle responsabilità. Un punto condiviso dalla vice ministro Anna Ascani (Pd) che annuncia un intervento legislativo. «Vogliamo che gli enti locali ci diano scuole sicure», insiste Giannelli.
A pagare per ora sono solo i presidi. «Come possiamo garantire la sicurezza senza avere la possibilità e le risorse per farlo?» domanda Alessandra Francucci, preside di Bologna. E ancora: quale vigilanza se hai otto bidelli per 800 alunni? La rabbia monta.

 

Responsabilità in materia di sicurezza nelle scuole: sono i dirigenti scolastici a pagare il prezzo più alto

FLC CGIL - 15/10/2019

 

Le vicende che in questi giorni hanno coinvolto due dirigenti scolastiche rendono necessario e ineludibile un intervento di modifica del Testo Unico sulla sicurezza sul quale da anni la FLC CGIL è impegnata.

È notizia di questi giorni che la dirigente scolastica di un istituto di Sapri (SA), già condannata in Cassazione per le gravi lesioni riportate da uno studente precipitato da un lucernaio, a seguito della condanna è stata anche sanzionata dall’USR Campania con la sospensione dal servizio per 5 mesi.

Una vicenda analoga ha interessato qualche settimana fa la collega di un Liceo scientifico di Lecce, condannata a seguito di un gravissimo infortunio che ha portato alla morte di uno studente caduto da un lucernaio di cui lei stessa aveva segnalato la pericolosità senza aver provveduto, secondo i giudici, a rendere completamente inaccessibile quello spazio.

La FLC CGIL esprime piena solidarietà alle due dirigenti, ritenute responsabili di fatti gravissimi che esse non hanno contribuito a determinare ma che sono la conseguenza dello stato di disastroso abbandono in cui versano la maggior parte degli edifici scolastici, non imputabile certo ai dirigenti scolastici che a quegli edifici vengono preposti e che devono far funzionare per garantire il diritto allo studio.

Su questa importante e delicata tematica da anni, ad ogni passaggio parlamentare di norme relative alla sicurezza nelle scuole, la FLC CGIL ha presentato proposte ed emendamenti volti a distinguere le responsabilità che fanno capo all’ente locale e quelle che fanno capo al Dirigente Scolastico.

Da ciò la proposta, già avanzata ai rappresentanti politici e parlamentari della scorsa legislatura e ora a quelli dell’attuale maggioranza, affinché il D.L.vo 81/2008 sia modificato limitando la responsabilità del Dirigente Scolastico ai soli casi di gestione dell’utilizzo dei locali, rimanendo in capo degli Enti locali quella relativa ai rischi derivanti dalla struttura dell’edificio.

Nel confermare vicinanza e solidarietà alle colleghe, questo l’impegno della FLC CGIL per l’immediata ripresa e approvazione delle modifiche da apportare al Testo Unico sulla sicurezza.

 

 
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