ScuolaEuropa/Carenza di docenti in Italia


Italia tra paesi UE con maggiore carenza docenti. Vediamo dove: i dati UE

Orizzontescuola – 17/10/2019 - redazione


L’Italia è tra i paesi europei con maggiore carenza di docenti qualificati, soprattutto nell’ambito dei soggetti svantaggiati. A dirlo il rapporto “Education and Training MONITOR 2019” dell’Unione europea

In alcuni paesi dell’UE, l’offerta di insegnanti qualificati in ciascuna materia rappresenta un’importante sfida. Non ne è esente l’Italia, che già da qualche anno e concentrata in alcune aree del paese mostra carenza soprattutto in alcune discipline e settori.

Nel rapporto vengono prese in considerazione anche carenze in competenze specifiche come, ad esempio, la competenza per insegnare a studenti con bisogni speciali.

Alcuni paesi potrebbero sperimentare diverse combinazioni (ad esempio, carenza e eccesso di offerta coesistono in Germania, Grecia, Spagna, Italia, Lituania)

Possono insorgere carenze a causa dell’invecchiamento della popolazione degli insegnanti, in termini demografici, alla difficoltà di attrarre alla formazione degli insegnanti

In diversi paesi dell’UE (Italia, Regno Unito-Inghilterra, Francia, Belgio, Romania e Portogallo), lo studio riscontra una carenza di insegnanti qualificati che possono ostacolare la qualità dell’istruzione nelle loro scuole. Questa è una realtà per almeno uno su cinque presidi di scuola secondaria nei Paesi Bassi, Lettonia, Danimarca, Portogallo e Ungheria.

Il grafico mostra che i presidi interrogati indicano anche carenze di insegnanti con competenze di insegnamento in un ambiente multiculturale o multilingue (le maggiori carenze si riscontrano in Francia, Italia e Francia, Portogallo); e competenze nell’insegnamento a studenti di case svantaggiate dal punto di vista socioeconomico (maggiore carenza di Francia, Italia e Portogallo).

In Francia, il 70,5% dei dirigenti riferisce una carenza di insegnanti con competenza per insegnare agli studenti con esigenze particolari, mentre circa la metà dei presidi riferisce la stessa carenza in Belgio (Comunità francese), Italia, Estonia, Portogallo e Romania. Nei Paesi Bassi, Croazia e Finlandia la carenza di insegnanti con competenza nell’insegnamento a studenti con bisogni speciali si è ridotta tra 2013 e 2018, apparentemente dimostrando che questi paesi hanno affrontato con successo il problema nel ultimi 5 anni.

Per quanto riguarda gli insegnanti professionali, solo in Romania circa un terzo dei presidi ha riferito a carenza; ma anche questo è ancora un problema considerevole in Portogallo (29,9%), Belgio (fiammingo Comunità) (28%), Italia (29,9%) e Danimarca (24,8%).

 

Analisi UE sui docenti italiani: carriera e stipendi inadeguati

da Tuttoscuola – 22/10/2019

 

Oltre ai dati sugli obiettivi attesi per il 2020, “Education and Training – Monitor 2019” ha svolto anche alcune sintetiche analisi sui principali indicatori del sistema d’istruzione.

Nel capitolo dedicato al personale scolastico, dopo avere constatato che i nostri docenti – come si sa – sono mediamente i più anziani d’Europa e detengono anche il primato del più alto tasso di femminilizzazione, vengono analizzate e commentate le principali situazioni riguardanti i nostri docenti, tra cui la carriera, la retribuzione, la mobilità.

“Le limitate prospettive di carriera, unite a stipendi relativamente bassi rispetto a quelli di altre professioni altamente qualificate, rendono difficile attrarre i laureati più qualificati.

Il sistema delle carriere dei docenti offre un unico percorso di carriera con incrementi salariali fissi basati esclusivamente sull’anzianità.

In assenza di incentivi legati ai risultati, la mobilità scolastica rimane l’unica possibilità di migliorare le condizioni di lavoro.  Di conseguenza, le scuole delle zone svantaggiate tendono a essere private dei migliori insegnanti e ad esse vengono destinati insegnanti giovani e inesperti con contratti a tempo determinato.

Gli stipendi degli insegnanti stabiliti per legge sono inferiori alla media OCSE in tutte le fasi della carriera. Il sistema di carriera basato sull’anzianità significa che gli insegnanti possono raggiungere lo stipendio massimo solo dopo 35 anni di servizio; la media OCSE è di 25 anni.

Inoltre, gli stipendi degli insegnanti sono inferiori a quelli di altri lavoratori con un’istruzione terziaria. Il blocco degli scatti stipendiali dei dipendenti del settore pubblico, ancora in vigore dal 2010, continua ad avere un impatto negativo sul potere d’acquisto degli insegnanti.

Gli stipendi degli insegnanti che hanno iniziato la professione nel 2016/2017, in termini reali, erano pari a circa il 94 % degli stipendi del 2009/2010 (Commissione europea/EACEA/Eurydice 2018b)”.  

 

 

 
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