Decreto scuola: pro e contro


Finanziamenti scuole: in arrivo 7,7 mln per pagare attività docenti, ATA e DSGA. La ripartizione

da Orizzontescuola – 2/11/2019 – redazione

 

Sottoscritto da sindacati e Miur l’ipotesi di contratto per le modalità di ripartizione alle scuole delle economie relative ai fondi MOF del 2017/18 e quelle degli anni 2016 e 2017.

Si tratta di:

  • 5,9 mln di euro derivanti dalle economie fondi MOF dell’anno scolastico 2017/18
  • 1,8 mln di euro di economie fondi MOF e MAECi degli anni 2016 e 2017.

La ripartizione delle somme

Le finalità per cui le somme potranno essere utilizzate

a. indennità di bilinguismo e trilinguismo per le scuole del Friuli Venezia Giulia;

b. indennità di direzione al sostituto del DSGA;

c. indennità di turno notturno e/o festivo svolto dagli educatori e dal personale Ata dei Convitti ed Educandati;

d. i progetti relativi alle aree a rischio presso i CPIA.

Per queste finalità sono stati destinati 4 mln di euro. I restanti 3,7 vanno ad incrementate il fondo FIS di ciascuna scuola.

Il contratto prevede – come riportato da FLCGIL – che, qualora i compensi dovuti al personale scolastico di cui ai punti a), b) e c) siano già stati corrisposti a carico del MOF assegnato, le scuole potranno utilizzare le risorse disponibili senza vincolo di destinazione e previa specifica contrattazione integrativa.

  

Decreto scuola, concorso straordinario secondaria: posti, requisiti e prove

da La Tecnica della Scuola – 1/11(2019 – Fabrizio De Angelis

 

Dopo la firma del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avvenuta nella giornata di martedì 29 ottobre,il decreto scuola (il salva precari bis licenziato dal Consiglio dei Ministri dello scorso 10 ottobre) è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. All’interno, c’è il concorso docenti secondaria straordinario.

Il testo riporta, come sappiamo, le misure per bandire un concorso straordinario per la scuola secondaria riservato ai docenti con tre anni di servizio svolto negli ultimi otto anni. Concorso straordinario che si andrà quindi ad aggiungere a quello ordinario per la scuola secondaria. Ognuna delle procedure metterà a bando 24 mila posti.

Concorso docenti secondaria: requisiti

Come riporta il testo del decreto pubblicato, la partecipazione alla procedura è riservata ai soggetti, anche di ruolo, che, congiuntamente:

a) tra l’anno scolastico 2011/2012 e l’anno scolastico 2018/2019, hanno svolto, su posto comune o di sostegno, almeno tre annualità di servizio, anche non consecutive, valutabili come tali ai sensi dell’articolo 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124;

b) hanno svolto almeno un anno di servizio, tra quelli di cui alla lettera a) , nella specifica classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale si concorre;

c) posseggono, per la classe di concorso richiesta, il titolo di studio di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 59, fermo restando quanto previsto all’articolo 22, comma 2, del predetto decreto.

Per la partecipazione ai posti di sostegno è richiesto l’ulteriore
requisito del possesso della relativa specializzazione.

Inoltre, come anticipato in precedenza, parteciperanno anche i docenti con tre anni di servizio nella scuola paritaria ma il superamento della prova concorsuale, sarà utile solo a conseguire l’abilitazione all’insegnamento e non anche l”immissione in ruolo.

Concorso docenti secondaria: le prove

La selezione del concorso docenti secondaria straordinario prevede una sola prova scritta computer based con quesiti a risposta multipla che viene superata con 7/10.

Le graduatorie si basano sul voto della prova scritta e sui titoli, culturali e di servizio.

I 24mila vincitori entreranno in ruolo a settembre 2020. Scatta poi l’anno di prova che consentirà di acquisire i 24 Cfu con oneri a carico del Miur.

Al termine di tale anno di prova, basta una lezione simulata e si viene confermati in ruolo. La commissione di valutazione sarà composta da docenti della scuola, più un membro esterno.

Prevista inoltre la possibilità per chi ottiene 7/10, e non rientra nei 24mila vincitori, di potersi abilitare con la sola prova orale purché si acquisiscano i 24 Cfu e si stia insegnando con supplenza almeno fino al 30 giugno.

Bisogna ricordare che il concorso scuola 2020 verrà bandito solamente per le Regioni, le classi di concorso e le tipologie di posti per le quali si prevedano posti vacanti negli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023.

Le assunzioni dei vincitori potranno continuare anche dopo il suddetto periodo, perché la graduatoria di merito è ad esaurimento.

I posti saranno suddivisi tra posti comuni e posti di sostegno.


IL TESTO DEL DECRETO SCUOLA

 

 

Decreto scuola non piace ai sindacati: “Impegni disattesi, inizia la battaglia”

da La Tecnica della Scuola – 2/11/2019 – Andrea Carlino

 

Dopo la firma del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avvenuta nella giornata di martedì, il decreto scuola (il salva precari bis licenziato dal Consiglio dei Ministri dello scorso 10 ottobre) è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Il provvedimento entrerà in vigore da giovedì 31 ottobre.

DECRETO-LEGGE 29 ottobre 2019, n. 126 

Misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti (GU Serie Generale n.255 del 30-10-2019)

Decreto scuola, nota condivisa dei sindacati

Il provvedimento, però, non piace ai sindacati di categoria. Con una nota unitaria si promette battaglia.

Ecco il testo integrale:

Con la pubblicazione del Decreto Legge sulle misure urgenti per la scuola in Gazzetta Ufficiale, constatiamo con rammarico che il Governo disattende gli impegni assunti, prima a Palazzo Chigi nell’aprile scorso, e poi nell’accordo del 1° ottobre con il Ministro dell’Istruzione.

Che siano stati ammessi alla procedura riservata i docenti delle paritarie ai soli fini abilitanti rientra tra le nostre richieste, ma tale modalità non può essere disgiunta da un quadro generale di acquisizione delle abilitazioni per l’insegnamento. Oltretutto il confronto sulle abilitazioni è in stallo. E questo è inaccettabile in quanto concorso straordinario e abilitazioni devono procedere in parallelo: sono aspetti dell’intesa collegati tra loro che non possono essere scissi.

L’apertura al personale delle scuole paritarie non esaurisce la partita dei concorsi abilitanti per gli altri esclusi da inserire in un collegato alla legge di bilancio.

Analogamente bisogna dare seguito all’accordo del 18 ottobre sui diplomati magistrali con la proroga delle previsioni del decreto dignità.

E’ inaccettabile l’esclusione dal concorso riservato per accedere ai posti di DSGA del personale Assistente Amministrativo che ha ricoperto tale incarico nella scuola per almeno tre anni. Una scelta politica inammissibile che non vogliamo pensare sia frutto di qualche improvviso cambio di opinione, magari con motivazioni tecnocratiche per fare venire meno la parola data e scritta.

Aver depennato dal concorso riservato i facenti funzione di DSGA senza il titolo di studio previsto (laurea specifica) è fuori da ogni logica e non riconosce il lavoro del personale.  

Le motivazioni giuridiche addotte sono inaccettabili, avendo in sé la contraddizione palese per cui i facenti funzione sono ammessi al concorso ordinario e sono esclusi da quello straordinario, che serve proprio a sanare posizioni consolidate da anni di attività in mansioni superiori che hanno permesso e permettono alle scuole di funzionare.

Poiché, come abbiamo più volte rappresentato, non basta certo il concorso in via di svolgimento per DSGA a colmare il vuoto di vent’anni di mancata indizione di prove concorsuali, e per non lasciare le scuole prive di direzione amministrativa, ribadiamo il buon diritto di chi ha svolto con merito tale funzione, talora per ben più di otto anni, di avere una prospettiva certa in un percorso riservato.

FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal, GILDA Unams indicono pertanto la mobilitazione del personale interessato, che si avvia con  le assemblee, proseguirà con una manifestazione nazionale da svolgersi nei prossimi giorni davanti alle sedi istituzionali e comporterà le dimissioni dall’incarico di facenti funzione di DSGA . 

Per queste ragioni non possiamo che chiamare i lavoratori interessati alla mobilitazione il prossimo 11 novembre, con un’iniziativa a Roma nel pomeriggio e diversi presìdi concomitanti in altre città

 

Decreto scuola, sindacati contro il governo: «Via alla mobilitazione»

da Corriere della sera – 2/11/2019

Sindacati sul piede di guerra per la versione definitiva pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale del decreto salva precari bis: quello, per intenderci, che sblocca finalmente l’assunzione di quasi cinquantamila nuovi prof fra concorso ordinario aperto a tutti, precari e neo laureati, e concorso straordinario a crocette riservato ai supplenti con più di tre anni di servizio. Due le novità principali nella legge firmata dal presidente Mattarella martedì sera. Da un lato vengono ammessi al concorso facilitato i supplenti delle scuole paritarie: non potranno concorrere a uno dei 24 mila posti in palio, che sono riservati ai supplenti della scuola statale, ma se passeranno la prova scritta con una votazione di almeno 7/10 potranno ottenere l’abilitazione, che serve ad avere la precedenza nelle assegnazioni di supplenze lunghe. Una battaglia politica portata avanti in queste ultime settimane dalla vice ministra pd Anna Ascani e dall’ex sottosegretario Gabriele Toccafondi (Italia Viva), che i sindacati almeno a posteriori dicono di condividere. Dall’altro invece resteranno tagliati fuori da un analogo concorso straordinario i direttori amministrativi (in burocratese: DSGA) che in questi anni hanno esercitato la delicata funzione di contabili delle scuole in alcuni casi anche senza il necessario titolo di studio, cioè la laurea. La procedura si farà, «in subordine» al concorso ordinario che è già partito, ma potranno partecipare solo i laureati, diversamente da quanto prevedeva l’intesa firmata dai rappresentanti dei lavoratori con il ministro Lorenzo Fioramonti lo scorso primo ottobre che ammetteva i «facenti-funzione anche in deroga al requisito della laurea».

La lettera

«Con la pubblicazione del Decreto Legge sulle misure urgenti per la scuola in Gazzetta Ufficiale, constatiamo con rammarico che il Governo disattende gli impegni assunti», scrivono i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda in un comunicato congiunto che si conclude con una chiamata alla «mobilitazione il prossimo 11 novembre, con un’iniziativa a Roma nel pomeriggio e diversi presìdi concomitanti in altre città». Resta da chiedersi come mai i sindacati abbiano atteso tanto ad alzare la voce visto che l’esclusione dei Dsga senza titolo di studio era già scritta nero su bianco nello schema di decreto licenziato dal Consiglio dei ministri ormai quasi tre settimane fa.

La mobilitazione

Nel loro comunicato, oltre a protestare contro l’esclusione dei facenti funzione senza laurea, i sindacati contestano anche lo stallo del governo sulla questione dei cosiddetti Pas, i percorsi abilitanti speciali che erano previsti nella primissima versione del salva-precari – quella approvata dal governo giallo-verde quest’estate – ma che già nell’accordo del primo ottobre erano stati rinviati a un apposito disegno di legge, col placet dei rappresentanti dei lavoratori. Infine chiedono con urgenza di «dare seguito all’accordo del 18 ottobre sui diplomati magistrali», circa tremila insegnanti di scuola materna e elementare assunti con riserva, che avrebbero dovuto essere licenziati durante l’anno scolastico, quando i giudici amministrativi recepiranno la sentenza del Consiglio di Stato che vieta loro di insegnare in quanto privi di laurea. L’accordo raggiunto – un contratto di supplenza fino al 30 giugno che consentirà loro di restare al proprio posto anche dopo la sentenza – richiede un apposito strumento normativo che non è stato ancora trovato.

 

 

 
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