Sicurezza scuole: in arrivo altri soldi


Edilizia scolastica: altri soldi in arrivo anche tramite l’8 per mille, ma le esigenze sono enormi

da La Tecnica della Scuola – 30/11/2019 – Reginaldo Palermo

 

Nella giornata del 29 novembre sono stati approvati in Commissione Finanze due emendamenti al decreto fiscale.
Entrambi, fanno sapere i parlamentari del M5S presenti in Commissione, sono finalizzati a tutelare la sicurezza degli studenti e del personale scolastico.
“Il primo emendamento – sottolineano i deputati 5S – prevede che l’8 per mille possa essere destinato a interventi di ristrutturazione, di adeguamento sismico e di efficientamento energetico nelle scuole; il secondo indirizza 10 milioni di euro all’edilizia scolastica. Queste due norme indicano una direzione precisa verso una priorità che non può non essere condivisa da tutto l’arco parlamentare, perché è inaccettabile che nel 2019 ci siano ancora scuole che cadono a pezzi, pericolose per i nostri figli”.

Nella stessa giornata il ministro Fioramonti ha annunciato di aver firmato un decreto per l’avvio di un piano straordinario per adeguare gli istituti scolastici alla normativa antincendio.
Per la verità, in tempi recenti, si sono susseguiti diversi interventi a favore dell’edilizia scolastica.
Si parte dal decreto legge 104 del 2013 (il cosiddetto “decreto Carrozza”) che prevedeva l’avvio di un piano triennale per l’ammodernamento del patrimonio edilizio destinato ad uso scolastico.
Successivamente il piano è stato via via aggiornato e rifinanziato.
Il fatto è che gli interventi necessari sono molti e tutti quanti particolarmente onerosi.
Per averne un’idea basti pensare con il primo Piano redatto nel 2015 sulla base del decreto legge del 2013 vennero finanziati 1.300 interventi per una spesa complessiva di 905 milioni di euro per un costo medio unitario pari a 700 milioni.
E già allora gli Enti Locali avevano fatto richieste relative a 6mila edifici per una spesa presunta di 3,7 miliardi (600mila euro il costo medio unitario).
D’altronde proprio nei giorni scorsi la Fondazione Agnelli ha presentato una ricerca molto ampia e documentata sull’intero patrimonio edilizio scolastico. Il dato conclusivo e impressionante: servono 200 miliardi di anni: anche stanziando 4 miliardi all’anno (somma peraltro del tutto irrealistica) occorrerebbe mezzo secolo per rimettere tutto in sesto.
Nel frattempo proseguono le iniziative della Associazione Modifica81 che chiede una revisione sistematica delle norme che riguardano la responsabilità dei dirigenti scolastici per le carenze in fatto di sicurezza.
La “salvezza”, forse potrebbe arrivare dal calo demografico che consentirebbe di dismettere gli edifici più vecchi e meno sicuri.

 

 

Edilizia scolastica, in arrivo 98 milioni per l’adeguamento antincendio

da La Tecnica della Scuola – 30/11/2019 - redazione

Un Piano straordinario per adeguare gli istituti scolastici alla normativa antincendio. Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti, ha firmato oggi il decreto per gli interventi di messa a norma delle scuole. Il Piano straordinario prevede un finanziamento complessivo di 98 milioni di euro.

Le risorse saranno assegnate con un avviso pubblico nazionale rivolto agli Enti Locali da adottare entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto. Potranno candidarsi Comuni, Province, Unioni di Comuni e Città Metropolitane e i relativi contributi saranno concessi direttamente agli Enti Locali che così potranno mettere in regola gli istituti e le strutture adibite a uso scolastico entro la fine del 2021, come previsto dall’attuale normativa.

I contributi a disposizione degli Enti Locali saranno pari fino a 70.000 euro per le scuole del primo ciclo e fino a 100.000 per le scuole del secondo ciclo di istruzione.

Soddisfatta il vice Ministro Ascani: “Andiamo avanti con lo stanziamento di risorse per l’edilizia scolastica. Il nostro obiettivo è avere istituti in regola e sicuri da ogni punto di vista. È per questo che siamo impegnati su più fronti e non intendiamo trascurare nessun aspetto. Continuiamo a lavorare per dare ai nostri giovani scuole sicure e adeguate ai tempi che viviamo”.

“Il riparto delle risorse è frutto di un accordo raggiunto con tutti i soggetti coinvolti in Conferenza Unificata. Adesso verrà pubblicato un Avviso pubblico aperto direttamente agli Enti locali: è così che snelliamo le procedure e otteniamo risultati rapidamente. Il contributo massimo che le scuole del Primo ciclo potranno ottenere è di 70.000 euro; arriva a 100.000 euro per le scuole del Secondo ciclo. La strada intrapresa è giusta e intendiamo procedere in questo percorso: l’edilizia scolastica è una nostra priorità e lo stiamo dimostrando con i fatti. Il futuro dei nostri studenti non aspetta. Dobbiamo dare risposte tempestive e lavorare per assicurare a ogni bambino e ragazzo una formazione di qualità”, conclude la Vice Ministra.


Dal decreto fiscale 10 milioni in più per le scuole ecosostenibili

da Il Sole 24 Ore – 2/12/2019 -  Eu.B.

Edilizia scolastica protagonista del decreto fiscale all’esame della Camera. Grazie a due emendamenti dei relatori che hanno avuto il via libera nei giorni scorsi: il primo stanzia 10 milioni per la riqualificazione energetica degli edifici; il secondo modifica le regole sull’attribuzione dell’8 per mille alle scuole.

Più fondi alle scuole ecosostenibili
Dieci milioni all’anno dal 2020 al 2025, oltre a 5 milioni per il 2019, a favore dell’edilizia scolastica dedicando una sezione ad hoc del Fondo unico già esistente. Lo prevede un emendamento dei relatori al dl fiscale approvato in commissione Finanze di Montecitorio. Lo stanziamento punta a finanziare in particolare interventi per la messa in sicurezza e la riqualificazione energetica anche in chiave antisismica.

Cambia l’8 per mille
I contribuenti potranno scegliere la destinazione dell’8 per mille di competenza statale e finalizzarlo alla ristrutturazione, alla messa in sicurezza e all’efficientamento energetico delle scuole. Lo prevede un altro emendamento al dl fisco dei relatori, approvato in commissione Finanze alla Camera. Stop anche alla deroga che permette di destinare le risorse ad altre finalità rispetto a quelle individuate dai cittadini.

 



 
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