Educare/Patto educativo: il Papa in vista del 15 ottobre 2020


Un patto educativo «rivoluzionario»

Il Papa alla Congregazione per l’educazione cattolica: formare persone integralmente. Verso il Patto educativo globale del 14 maggio 2020

Avvenire - 21 Febbraio 2020 – A. Ga.

 

Com’è noto il Papa lo scorso settembre ha lanciato un evento che si terrà il prossimo 14 maggio e che avrà come tema «Ricostruire il patto educativo globale». Nelle intenzioni o nei sogni di Francesco c’è «un’ampia alleanza educativa per formare persone mature, capaci di superare frammentazioni e contrapposizioni e ricostruire il tessuto di relazioni per un’umanità più fraterna».

L’incontro sarà organizzato dalla Congregazione per l’educazione cattolica, presieduta dal cardinale Giuseppe Versaldi, la quale è stata ricevuta in udienza proprio ieri dal Pontefice argentino, in seguito all’assemblea plenaria del dicastero che si è tenuta in questi giorni. L’educazione, ha ricordato Bergoglio ai presenti nella Sala Clementina, «ha al centro la persona nella sua realtà integrale, ha lo scopo di portarla alla conoscenza di sé stessa, della casa comune in cui è posta a vivere e soprattutto alla scoperta della fraternità come relazione che produce la composizione multiculturale dell’umanità, fonte di reciproco arricchimento». In questo senso quindi si può definire l’educazione anche un «movimento ecologico». Quanto al metodo invece l’educazione autentica è «inclusiva», deve andare verso «tutti gli esclusi: quelli per la povertà, per la vulnerabilità a causa di guerre, carestie e catastrofi naturali, per la selettività sociale, per le difficoltà familiari ed esistenziali». E «l’inclusione non è un’invenzione moderna, ma è parte integrante del messaggio salvifico cristiano». Un’altra caratteristica della vera educazione è quella di essere portatrice di pace, ovvero di saper «formare persone capaci di comprendere che le diversità non ostacolano l’unità, anzi sono indispensabili alla ricchezza della propria identità e di quella di tutti». L’educazione è quindi un «movimento di squadra», non è mai l’azione di una singola persona o istituzione». Per esempio «ogni università è chiamata ad essere una comunità di studio, di ricerca e di formazione».

Francesco ha fatto notare come questo movimento in particolare sia entrato in crisi, ed è questo è uno dei motivi che lo hanno spinto a indire la giornata speciale del prossimo 14 maggio. Il patto educativo, ha insistito il Papa, «non dev’essere un semplice ordinamento, non dev’essere un “ricucinato” dei positivismi che abbiamo ricevuto da un’educazione illuministica. Dev’essere rivoluzionario». Quindi un riferimento concreto alla situazione dell’educazione cattolica: «Vedo nel comporsi di un patto educativo globale anche la facilitazione della crescita di un’alleanza interdisciplinare e transdisciplinare, che la recente Costituzione apostolica Veritatis gaudium ha segnalato per gli studi ecclesiastici, ma vale per tutti gli studi, come “principio vitale e intellettuale dell’unità del sapere nella distinzione e nel rispetto delle sue molteplici, correlate e convergenti espressioni”».

«In questo orizzonte largo dell’educazione – ha detto Francesco in chiusura – vi auguro di continuare con profitto nella realizzazione del programma per i prossimi anni, in particolare nella stesura di un Direttorio, nella costituzione di un Osservatorio mondiale, nonché nella qualificazione e nell’aggiornamento degli studi ecclesiastici e in una maggiore sollecitudine per la pastorale universitaria come strumento di nuova evangelizzazione. Sono tutti impegni che possono contribuire efficacemente a consolidare il patto, nel senso insegnatoci dalla Parola di Dio».

 

 
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