Riapertura scuole: “poche certezze molta confusione”


Bozza Piano Scuola, Gelmini: ‘Poche certezze, tanta confusione’. Aprea: ‘La montagna ha partorito un topolino’.

Tuttoscuola - 24 giugno 2020

 

Le linee guida relative al ritorno a scuola del prossimo settembre ancora non sono ufficiali, ma iniziano ad attirare critiche. “Al netto del dato positivo della reintroduzione tra le materie di studio dell’educazione civica – presentato in pompa magna dal ministro Azzolina, ma frutto di una legge approvata dal Parlamento più di un anno fa -, l’avvio del nuovo anno scolastico, previsto per metà settembre, sarà all’insegna del caos e dell’approssimazione”, dichiara per esempio Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. “Quasi tutto – continua Gelmini -, a quanto si apprende dalle bozze del Piano-Scuola 2020-2021 in circolazione, sarà demandato a decisioni successive, che verranno prese dagli enti locali, dai governatori, dai singoli istituti. Poche certezze, tanta confusione”.

Critica nei confronti della bozza di piano scuola anche Valentina Aprea, deputata di Forza Italia e responsabile del Dipartimento Istruzione del movimento azzurro: “Proviamo inquietudine e rabbia per le anticipazioni fornite dai comunicati della Ministra Azzolina e dalla stampa sulla riapertura delle scuole a settembre. Siamo stati facili profeti quando abbiamo anticipato nelle aule parlamentari che il Governo si avviava a scaricare sui Sindaci e sui Dirigenti scolastici le tante e molteplici responsabilità legate alla ripresa delle lezioni nel mese di settembre”.

“Quello che preoccupa Forza Italia – spiega ancora Aprea – non è certo il fatto che ci sia una valorizzazione delle forme di flessibilità derivanti dall’autonomia scolastica, anche perché proprio noi abbiamo per primi indicato come via maestra una nuova organizzazione delle attività didattiche molto più improntate al modello dei Campus che non a quello delle caserme (rigidità di spazi, di orari, lezioni frontali e assegnazione dei docenti ai gruppi classe).  Quello che ci inquieta è che queste indicazioni arrivino fuori tempo massimo – a fine giugno per i primi di settembre – e senza i necessari finanziamenti per operare gli stravolgimenti di natura didattica e organizzativa che vengono richiamati nel documento ministeriale. Innanzitutto, ricercare altre strutture o spazi, al di fuori degli edifici scolastici per tutti gli alunni per i quali non saranno sufficienti gli spazi tradizionali, richiede che i dirigenti scolastici abbiano a disposizione risorse cospicue per convenzioni, protocolli e assicurazioni”.

“Così pure, se si dovesse fare ancora ricorso alla didattica a distanza per lezioni a giorni alterni degli studenti delle scuole superiori, occorrerà verificare se esistono le condizioni sia di connettività che di possesso di strumenti tecnologici individuali per non creare nuove disuguaglianze. Ma anche in questo caso, occorrono finanziamenti certi per non incorrere nei limiti dell’uso della DAD, già denunciati nel periodo del lockdown”.

“Restano poi tutte le responsabilità legate alle misure di prevenzione e sicurezza, a cominciare dall’adeguamento degli spazi interni ed esterni degli edifici scolastici, fino alle modalità di presenza-distanza degli alunni negli ambienti scolastici. Responsabilità ripartite tra i Sindaci e, ancora una volta, tra i Dirigenti scolastici, che pur in presenza di piani operativi adeguati non avrebbero, a questo punto, né il tempo, né le risorse per attuarli. Forza Italia chiamerà il Governo a rispondere sulle inadempienze denunciate e soprattutto sulla carenza di finanziamenti destinati al settore scuola, visto che il Decreto Rilancio attribuisce solo 400 milioni entro dicembre al Ministero dell’Istruzione.
Il Presidente Conte – conclude Aprea – modifichi la sua Agenda e metta al primo posto il buon funzionamento delle scuole da settembre e preveda in tempi rapidi azioni più forti e finanziamenti più cospicui o si pentirà presto di non averlo fatto”.



 

 

 
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