Back to school!


Back to school

Un ragionevole inizio

Comunicato stampa - 13 settembre 2020 - Ufficio Stampa Disal



  • C’è una grande attesa per questo inizio delle lezioni. Ma perché è importante che la scuola ricominci? L’istruzione è, certamente, un  diritto dei bambini e dei ragazzi costituzionalmente garantito e che va tutelato. “Ho voglia di vedere gli amici e i professori” dicono in tanti. Ma il desiderio di una ripresa risponde, in realtà, ad un’attesa più profonda presente nei ragazzi: quella dell’incontro con l’altro, dell’ urgenza di conoscere, di crescere, di essere aiutati a rintracciare un senso nei temi di studio, di essere guidati ad apprendere in modo adeguato e personale. “Ai giovani bisogna dare di più” - ha dichiarato M. Draghi intervenendo al Meeting per l’amicizia dei popoli a Rimini - “Dobbiamo dotare i giovani degli strumenti adatti ad affrontare il debito che grava sulle loro spalle. E questi strumenti sono: educazione, formazione, preparazione professionale”. 

Un ritorno alle aule necessario e decisivo, quindi, da garantire a tutti e nella massima sicurezza

  • Tutti - dirigenti, docenti, alunni, famiglie - cominciamo oggi una partita che si annuncia aperta. E come in ogni partita, nel gioco come nella vita, si deve aver chiaro il vantaggio con cui scendere in campo.  Qual è il vantaggio di questo particolare momento? Che non si può dare nulla per scontato e che, quindi, occorrono delle ragioni che sfidino la paura e la concezione abituale del fare scuola: occorrono speranze fondate, relazioni significative, motivazioni chiare, nuove competenze professionali. Questo inizio d’anno diventa, per questo, un’occasione straordinaria per rimettere al centro della proposta didattica la relazione educativa: un inizio nuovo, perché sono richiesti approcci autentici, nuove iniziative e rinnovate responsabilità di tutti i soggetti, all’altezza della sfida educativa che ci attende. Si aprono le porte delle scuole e bisogna che i ragazzi trovino adulti che li aiutino a stare davanti alle sfide ed alle responsabilità che la vita in comune nelle classi comporta, non ad averne paura. Presenze significative che testimonino la bellezza di apprendere, di creare, di intraprendere. Presenze nelle quali si documenti la proposta di un senso per cui imparare a vivere.  E a sperare.

Un momento che, paradossalmente, si preannuncia come fecondo, creativo e foriero di cambiamento. 

  • Non mancano certamente timori, problemi e complessità da affrontare. Oltre a difficoltà di tipo gestionale-organizzativo causate dalla tardiva assegnazione dei docenti alle scuole, dalla gestione dei protocolli di sicurezza, dalla riorganizzazione degli spazi, dalle numerose reggenze e mancanza di direttori di servizi amministrativi nelle scuole statali, dalle criticità che stanno affrontando le scuole paritarie, grava sui dirigenti scolastici la fatica di condividere le procedure e le responsabilità, la preoccupazione di dover gestire l’imprevedibile e la responsabilità di aiutare le persone a vincere le incertezze offrendo loro prospettive di fiducia. Come sostenersi allora davanti a queste complessità, nuove ed antiche? Occorrono corresponsabilità e cooperazione da parte di tutti i soggetti, atteggiamenti decisivi per affrontare il lavoro comune. I lunghi mesi di sospensione delle lezioni hanno fatto emergere in questa prospettiva l’esigenza di un patto condiviso tra operatori della scuola, tra scuola e famiglie e tra scuola e territori, il bisogno di concepire l’azione di ciascun soggetto come servizio alla comunità di scuola, la necessità di superare contrapposizioni per ricostruire un nuovo tessuto di relazioni. Un’alternativa importante al prevalere di sospetti, di pregiudizi e di individualismi che in passato hanno gravato sull’operato delle scuole.
  • “Disegnare ora il futuro, investire sui giovani è il modo giusto di governare il presente” ha rilanciato ancora M. Draghi.  Si apre, forse, allora, un tempo nuovo nel quale realizzare modelli di scuola come ‘comunità educanti’, come ‘comunità di apprendimento’ e come ‘comunità di comunità’ orientando continuamente le molteplici azioni didattiche e culturali agli scopi formativi, promuovendo processi condivisi, realizzando esperienze di reti di scuole, sostenendo tra adulti la continua riflessione sull’esperienza educativa in atto. Fino a rivedere come superare le criticità dell’attuale sistema di istruzione.

Il tempo di una restituzione a quel campo aperto che è la scuola del suo scopo irrinunciabile: non solo la trasmissione di saperi, di capacità, di competenze, ma di una cultura come percorso di conoscenza e di vita.


      Buon ragionevole inizio!


Milano, 13 settembre 2020                                                                                                    Ufficio stampa DiSAL



 
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