Francia/DiSAL al Congresso nazionale dell'UNETP

 

Da due anni DiSAL ha iniziato a ricercare contatti e instaurare confronti con associazioni professionali o reti di dirigenti scolastici in Europa, allo scopo di approfondire e rafforzare una visione della professione direttiva incentrata sulla priorità educativa della scuola.

Dopo l'incontro, durante i convegni del 2010 a Napoli e del 2011 a Montecatini con dirigenti scolastici provenienti dalla Germania, Spagna, Francia e Svizzera, il prof. Ezio Delfino ha rappresentato DiSAL a Balma (Toulouse - Francia) al Congresso nazionale di una Associazione professionale di dirigenti scolastici, l'UNETP, con la quale è cresciuta la condivisione culturale e professionale.

Oltre al programma in allegato, pubblichiamo l'intervento di DiSAL.

 

 


 

Unept  - Union National de l’einsegnement technique privè

Congrès 2012 -    Toulouse

Vendredi 16 novembre 2012

« L’intégration des jeunes en entreprise : des enjeux, un défi ! »

 

De la posture des jeunes aux attentes des entreprises

Intervento di Ezio Delfino

Chef d’établissement du lycée Ancina à Fossano (Italie) & Membre de la Direction de l’Association Di.S.A.L.

 

Presentazione

Buongiorno a tutti e grazie del vostro invito.  Sono dirigente scolastico di un Liceo scientifico a Fossano in Italia e rappresento la Associazione italiana di dirigenti DISAL dirigenti scuole autonome e libere.  Vi porto il saluto del Presidente prof. Roberto Pellegatta che 10 anni fa ha iniziato con alcuni dirigenti la Associazione.

Sono qui perché nel mese di marzo il nostro amico e vostro rappresentante prof. Jean Marc Fallone ha partecipato al nostro convegno in Italia come relatore e con lui è nata una stima ed un interesse professionale oltre i confini.

     

L’associazione DISAL

Di.S.A.L. – che significa Dirigenti Scuole Autonome e Libere – è  una associazione di dirigenti nata nel 2001 riconosciuta dal Ministero dell’istruzione  ed è la prima associazione di dirigenti di scuole statali e non statali, insieme, affinchè tutta  la scuola respiri sempre più con il polmone della  autonomia e con quello della libertà.

In Italia esistono 2 associazioni professionali ed una organizzazione sindacale di dirigenti scolastici: la Di.S.A.L.  ha una  sede a Milano ed una a Roma e circa 15 gruppi per ogni regione; abbiamo un sito web tra i più aggiornati  del settore e molte iniziative come corsi di formazione, convegni regionali, consulenze, partecipazioni a Commissioni ministeriali. Abbiamo iniziato anche a pubblicare una rivista per dirigenti scolastici. Tutti gli anni svolgiamo un Convegno nazionale ed un incontro a Rimini in estate al Meeting per l’amicizia tra i popoli.

Scopo di Di.S.A.L. è quello di associare dirigenti di scuole statali e non statali di ogni ordine e grado.  L’Associazione sostiene un’immagine di dirigente scolastico fortemente radicato nella funzione culturale ed educativa della scuola.

Queste le idee:

   l’importanza della funzione direttiva per la qualità della scuola;

   favorire le condizioni che permettano l’attuarsi di esperienze educative da parte di docenti, genitori e giovani;

   la pari dignità della professione nella scuola statale e in quella non statale;

   il primato dell’autonomia scolastica come chiave di volta per la soluzione dei gravi problemi della scuola italiana;

   la libertà come principio fondante la relazione educativa tra famiglie, giovani e scuole;

   l’opposizione a ridurre la professione direttiva ad una gestione organizzativa, amministrativa, progettuale, finanziaria o di rappresentanza, nella convinzione che tutti questi importanti aspetti sono a servizio all’azione educativa e culturale.

Il grande problema di ogni società umana è l’educazione dei giovani, perché è attraverso essi che se ne costruisce il futuro. Non si può educare, cioè, se non si parte dalla comunicazione della propria esperienza e di quello che dà ad essa significato, profondità e spessore. L'educatore non è tanto colui che trasmette nozioni o idee – per quanto interessanti e utili possano essere – quanto colui che comunica esistenzialmente ciò che ha dato senso al suo vivere, ciò che ha dato risposta alle sue domande di verità, bontà e bellezza. Scopo essenziale di ogni impegno educativo è far emergere l’umanità del singolo, e innanzitutto quel «cuore», di cui parla la Bibbia cioè quel «complesso di evidenze ed esigenze originali» di cui ogni individuo è dotato.

 

Il vostro obiettivo: creare partenariati a livello eoropeo

Da qualche hanno abbiamo cominciato a cercare in Europa altre esperienze di associazioni professionali di dirigenti con l’intenzione di iniziare un dialogo  sulla crisi e sulle prospettive di una  professione che l’Agenzia Europea Euridyce definì nel 2010 “cruciale” per il futuro della qualità delle scuole in Europa, per ricercarne una nuova identità che corrisponda a questa attesa, nuova identità che deve assolutamente coniugare la  dimensione organizzativa e manageriale con quella educativa e culturale con lo scopo di dare  credito alle scuole autonome, alle comunità professionali, alle famiglie ed alle comunità locali alle quali le scuole appartengono.

Sono qui oggi,anche come ‘ambasciatore’ verso la vostra Associazione per chiedervi di creare  occasioni di incontro, di studio, di approfondimento in questa ottica di rete europea per il bene  dell’educazione.  Vi segnalo subito che il 26 gennaio 2012 stiamo organizzando un convegno europeo in Italia con dirigenti scolastico di diversi paesi europei e ci terremmo che anche l’UNEPT fosse presente con una sua delegazione.

 

Le aspettative delle imprese italiane dai giovani

L'economia Italiana sta attraversando un momento critico, pieno di difficoltà per le imprese ed ancor più per chi conclude il percorso di studi e si trova a dover affrontare un mercato del lavoro chiuso e fermo.

Il contributo dei più giovani potrebbe rivelarsi una risorsa efficace per reagire alla crisi, perché hanno spesso talenti, approcci e capacità innovative.  Oggi, sempre di più, i giovani chiedono di ricevere dalla scuola non solo nozioni, ma anche, e soprattutto, orientamenti, insegnamenti fondamentali, criteri per interpretare l’esistenza e il passaggio al mondo del lavoro. Per questo c’è bisogno della responsabilità del mondo adulto: quello degli educatori e anche quello del lavoro e dell’impresa.

In Italia vi sono importanti iniziative promosse dalle Istituzioni, dalle Università o da privati, che incentivano i progetti dei più giovani, mettendo in contatto le loro capacità con il mondo dell'impresa.

Vi sono diverse esperienze di imprenditori che hanno dato lavoro ai giovani scoprendo che questo impegno era una opportunità non solo per i ragazzi, ma anche per far crescere l’azienda stessa.

Una ulteriore difficoltà si presenta a livello dei contratti di lavoro: ci sono tante e diverse possibilità per permettere, soprattutto alle piccole e medie imprese, di scegliere la norma contrattuale più idonea al caso specifico.

In questi anni si sta lavorando molto in Italia alla Alternanza Scuola-lavoro.  Questa diversità non deve nascondere però che esiste una via maestra che consente ai giovani di entrare nel mondo del lavoro: l’apprendistato. Si sta lavorando a tutti livelli alla riforma dell’apprendistato.

Le ricerche di mercato ci dicono che ci sono tanti posti di lavoro che restano vacanti perché mancano professionalità adeguate che richiedono competenze tecniche e operative.

Recentemente è stata introdotta una riforma degli studi nel tentativo di innovare gli Istituti tecnici e professionali.

In Italia l’istruzione professionale viene affidata a due modelli diversi: l’istruzione professionale scolastica (erogata dagli istituti professionali di stato dove il percorso di insegnamento si basa sulle “discipline”) e la formazione professionale (erogata dal centri di formazione professionale dove il percorso si basa piuttosto sulle competenze, ovvero sul “saper fare”) con un diploma o una qualifica finale.

In questi anni, infine, si stanno creando gli Istituti Tecnici Superiori , una specie di Università del lavoro, per creare figure di tecnici specializzati.

 

Conclusioni

La riscoperta del lavoro  come un bene per la persona è legata alla riscoperta dell’impresa come bene per la società.

Aiutare oggi i giovani in un percorso educativo che li porti a lavorare bene permette loro di riscoprire la ricchezza dei propri talenti e contribuisce a costruire quella ricchezza sociale che è indispensabile per sviluppare una economia al servizio di tutti.

Persona e impresa restano il binomio su cui puntare per vincere le sfide che abbiamo davanti.

La collaborazione stabile tra istruzione, lavoro e imprese deve essere un obiettivo primario per il nostro Paese. Bisogna intervenire sulla quantità e la qualità dell’orientamento al lavoro per ridurre lo scarto quantitativo tra domanda e offerta e allineare le reciproche aspettative.

Le sfide del futuro ci impongono di offrire una bussola alle giovani generazioni, di cementare l’alleanza tra imprese,istituti tecnici, politecnici e università, sensibilizzando tutti che quanto più la tecnologia pervade le nostre imprese, tanto più saremo competitivi.

Grazie.

 



 

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