Sentenze/Utilizzo scorretto delle videocamere

  45telecamere in una scuola, 180 mila euro di sanzione. Quando si viola la privacy

Orizzontescuola – 9/8/2018 -  Avv. Marco Barone

 

In una scuola interveniva, surichiesta del Garante della Privacy, la Guardia di Finanza. Durante laricognizione sono state individuate ben 45 telecamere tra quelle esterne equelle interne. Quando il loro utilizzo è scorretto

Fatto

Durante tali accertamenti da partedell’Istituto veniva dichiarato che per finalità di tutela del patrimonioscolastico e dei dipendenti tutti contro furti, rapine, atti vandalici e danniin genere, si è ritenuto di dover procedere “all’installazione di un secondosistema di videosorveglianza situato all’interno dell’istituto e composto da n.45 telecamere, n. 3 monitor e n. 3 DVR di registrazione delle immagini. (…) LaDTL (Direzione Territoriale del Lavoro) ha provveduto ad effettuare unaccertamento ispettivo nei confronti dell’istituto, constatando la presenza deidue sistemi di videosorveglianza attivi e funzionanti anche durante l’orarioscolastico e ha redatto i relativi atti di accertamento e contestazione”.

La parte ha dichiarato che aseguito delle prescrizioni impartite dai funzionari della DTL ha provveduto adisattivare l’impianto interno in questione e successivamente proceduto allatotale disinstallazione dell’impianto di videosorveglianza ad esclusione delle15 telecamere esterne facenti parte dell’impianto preesistente. L’Autoritàinterviene con provvedimento [doc. web n. 9003276] n. 157 del 15 marzo 2018 .

Le difese della scuola

All’Istituto venivainizialmente comminata una sanzione amministrativa pesante. La scuola nel suoscritto difensivo evidenziava che la contestazione della violazionesuddetta è stata effettuata “ancorché quando si è svolta la verifica ispettiva– l’impianto di videosorveglianza fosse stato già quasi completamentedisinstallato, avendo proceduto il Dirigente Scolastico alla rimozionecertificata delle 45 videocamere interne. Inoltre, nel quantificare ineuro 180.000,00 la sanzione amministrativa in esame, in quanto“ancorché non specificato nell’atto, tale importo si desume dalla menzionatafacoltà dell’Istituto di procedere al pagamento in misura ridotta, nei terminiprevisti, di una somma di Euro 60.000,00, pari al alla terza parte del massimodella sanzione prevista per la violazione commessa (Euro 180.000,00)”, haritenuto la proposta di irrogazione di tale somma “esorbitante e nongiustificata in rapporto agli stessi criteri di determinazione contenuti sianella l. 689/1981 sia nel Codice della privacy, con particolare riferimento aquelli commisurati alla gravità del fatto contestato” . Inoltre, laparte ha chiesto l’applicazione nella vicenda in esame dell’art. 164-bis delCodice concernente “casi di minore gravità” a motivo delle ragioni di sicurezzaper cui era stato installato l’impianto di videosorveglianza in esame (aseguito di un grave episodio accaduto ad uno studente durante l’orarioscolastico nel 2015), della collocazione delle telecamere e dellecaratteristiche tecniche dello stesso impianto poi disattivato. Nella medesimaottica di necessaria valutazione della gravità, la parte ha richiamato, infine,i casi previsti l’art. 11, comma 1, lett. d), del Regolamento del Garante n.1/2007 (doc. web n. 1477480);

L’utilizzo scorretto dei sistemi di videosorveglianza

CONSIDERATO cheil Provvedimento del Garante in materia di videosorveglianza dell’8 aprile 2010disciplina in maniera puntuale le modalità di raccolta, registrazione econservazione delle immagini acquisite per il tramite dei sistemi divideosorveglianza. Il rischio rappresentato da uno scorretto utilizzo deisistemi di videosorveglianza consiste, infatti, nell’ingerenzaingiustificata nella vita delle persone con conseguente violazione dei dirittie delle libertà fondamentali e, pertanto, l’installazione di talisistemi deve avvenire in conformità alle prescrizioni normative nazionali esovranazionali in materia di protezione dei dati personali e nel rispetto dellealtre disposizioni dell’ordinamento (cfr. Trib. Milano del 15/06/2017 n. 6684,con cui si è rigettata l’opposizione presentata avverso l’ordinanza ingiunzionedel Garante n. 80 del 25/2/2016)”.

Cosa che nel caso di specie nonavveniva In base all’art. 162 comma 2-ter del Codice si punisce l’inosservanzadei provvedimenti di prescrizione di misure necessarie, adottati ai sensi dell’art.154 comma 1 lett. c) del Codice, con la sanzione amministrativa del pagamentodi una somma da trentamila euro a centottantamila euro.

Alla scuola veniva comminata lasanzione massima. Ma con il provvedimento del Garante venivano il tutto ridottoa 12 mila euro di sanzione, in ogni caso una cifra significativa con un dannoerariale notevole per le casse della Scuola sempre più risicate.

 

 



 

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