ATA: il ritorno dei bidelli, 12.000 assunzioni

  Altre20mila assunzioni nella scuola

da Il Sole 24 Ore– 10/12/2018 - Eugenio Bruno e ClaudioTucci

 

Sulla puliziadelle scuole l’Italia parafrasa Vasco Rossi e va «con il rewind». Dopo unventennio trascorso a cercare di esternalizzare il servizio, il nostro paese siarrende e si prepara a stabilizzare 18mila collaboratori scolastici (per dueterzi ex Lsu comunali). Grazie a una modifica alla manovra introdotta allaCamera. Se poi aggiungiamo i 2mila docenti in odore di “posto fisso” perrafforzare il tempo pieno, ecco che il conto delle assunzioni nel compartosupera le 20mila unità. Considerando anche i 400 prof degli istituti musicaligià previsti dal disegno di legge di bilancio originario. Così facendo lascuola diventa l’ambito del pubblico impiego più “gratificato”, quanto a nuoverisorse umane, dalla maggioranza gialloverde.

Servizi di pulizia

Non fosse altroche per le dimensioni del fenomeno, conviene partire dai 18mila collaboratoriscolastici che verranno assunti a partire dal 1° gennaio 2020 dopo unaselezione per titoli e colloqui. La loro vicenda ha inizio con la legge124/1999 che ha statalizzato il personale comunale impiegato nelle scuole.Dimenticando però volutamente 18mila bidelli e aprendo la strada agli appaltiesterni di pulizia. Senza riuscirci mai integralmente. E anche il tentativodell’ex ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, di ricorrere dal 2013 allegare Consip non ha funzionato. Visto in alcune regioni non sono state bandite ein altre l’Antitrust ha rilevato la presenza di “cartelli”. Di fatto si èandati avanti con proroghe ex lege, criticate tra l’altro anchedall’Anac, che servivano a non licenziare i lavoratori interessati. Il quadro èrimasto lo stesso sotto i governi Renzi e Gentiloni che hanno utilizzato, adesempio, il programma “scuole belle” per continuare a rinnovare i contratti.Non è un caso che il primo firmatario dell’emendamento con lamaxi-stabilizzazione votato alla Camera sia Alessandro Fusacchia (+Europa), excapo di gabinetto del Miur con Stefania Giannini. Al Sole 24 Ore del LunedìFusacchia spiega che la sua modifica punta a «risolvere una situazione che siprotraeva da troppi anni e in cui è successo di tutto». Conscio di aver fattopassare una proposta che, solo qualche anno fa, mai avrebbe pensato dipresentare. Ma che alla fine, a suo dire, conviene a tutti visto che, nel giocodi dare e avere, consente di rimpolpare il Fondo di funzionamento di 184milioni nel 2020 e 90 nel 2021. Come verranno scelti gli stabilizzandi lodeciderà il bando che probabilmente richiederà la terza media. E qui Fusacchiaha un aneddoto dei tempi di viale Trastevere: «Quando ero al Miur chiesi perchénon si facevano concorsi per bidelli. Ma mi risposero: “non si può fare, perchéaltrimenti rischiamo di avere 3-4 milioni di candidati”».

Tempo pieno

A quota 20milaassunzioni si arriva aggiungendo al conto i 2mila docenti che serviranno apotenziare il tempo pieno. Soprattutto al Sud. Grazie a un altro emendamento,stavolta targato Maria Marzana (M5S), approvato a Montecitorio. Che, a dettadella Cisl, rappresenta solo la prima pietra perché per andare incontro ai“desiderata” delle famiglie italiane servirebbero altri 41mila nuoviinsegnanti. Al momento poco più di una classe su tre è organizzata su 40 oresettimanali, con servizio mensa e rientro pomeridiano.

 

 

Scuola,a pulire tornano i bidelli: annunciate 12mila assunzioni

da la Repubblica – 10/12/2018- Ilaria Venturi

 

Un emendamento alla Legge diBilancio approvato alla Camera dà il via libera alla gestione di nuovo internadelle pulizie dal 2020. I sindacati: “Un passo avanti, ma rischia di nongarantire tutti i lavoratori che sino ad oggi erano occupati con gli appalti”.I presidi favorevoli

A pulire le scuole tornano ibidelli. Una misura richiesta da tempo dai presidi, che trova il via libera daMiur e sindacati: via gli appalti affidati a ditte esterne – era così dai primianni 2000 – il servizio torna all’interno degli istituti, affidato al personaleAta. Un’operazione che determinerebbe lo sblocco degli 11.857 posti dicollaboratore scolastico accantonati e attualmente ricoperti dai lavoratoridelle imprese private di pulizia. La novità sta in un emendamento alla Legge diBilancio, approvato dalla commissione Bilancio della Camera, che dà certezzasull’internalizzazione dei servizi di pulizia e ausiliariato nelle scuole diogni ordine e grado a far data dal primo gennaio 2020.

“Siamo assolutamente d’accordoperché la gestione dei rapporti esternalizzati si è rilevata molto difficoltosa– commenta Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi– in questo modo il personale interno potrà occuparsi anche della vigilanza,cosa che non potevamo chiedere agli addetti delle agenzie. E le pulizie sarannodirettamente sotto il controllo dei dirigenti. L’unica critica è che il 2020 èun po’ troppo in là, si poteva partire già da quest’anno”.

L’emendamento prevede che perricoprire i posti necessari allo svolgimento di tali servizi verrà avviata dalMiur una procedura selettiva per titoli e colloqui per procedere alleassunzioni dei dipendenti a tempo indeterminato presso le imprese cheattualmente svolgono i servizi di pulizia e ausiliariato in appalto. A darnenotizia è al Filcams Cgil. Le risorse destinate al processo diinternalizzazione provengono dal superamento del decreto del Presidente dellaRepubblica del 2009 che ha istituito i cosiddetti posti “Ata accantonati” dalvalore di circa 292 milioni. Per stare in questi limiti di spesa le assunzionipotranno essere effettuate anche a part time. Si prevede inoltre un ulteriorestanziamento di risorse pari a 94 milioni, che si aggiungono ai 96 giàstanziati fino a giugno 2019, per la copertura dell’intero anno procedendo conla proroga dell’attuale convenzione Consip.

“Un risultato positivo – commentanoFilcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil  – l’emendamento approvato èun importante passo verso il compimento di tale percorso”. Ma i sindacatimettono in guardia: il provvedimento così come scritto non dà garanzie a tuttala platea dei lavoratori che da quasi vent’anni sono occupati negli appaltidelle scuole”. La Cisl Scuola chiede, con la segretaria Lena Gissi, che si“faccia un piano di azione complessivo per programmare gli inserimenti nellescuole, tutelando sia i lavoratori delle cooperative che potrebbero non averetitolo sia i collaboratori scolastici precari che aspettano da anni”.

Soddisfatto Luigi Gallo del M5s,presidente della commissione Cultura della Camera: “Abbiamo fermato la piagadell’assistenzialismo di Stato alle imprese negli appalti delle pulizie nellescuole e riconsegnato diritti ai lavoratori storici”. Gallo mette in fila iprovvedimenti: “Dodicimila assunzioni in sostituzione degli appalti nellescuole, più duemila insegnanti per il tempo pieno, un maggiore incremento alfondo ordinario per rilanciare università e ricerca, dieci milioni per le borsedi studio: sono tutti segnali di un cambiamento di verso rispetto al governoprecedente nel settore della cultura. Stiamo ridando dignità al mondo dellascuola”.

 

 

Scuola,il ritorno dei bidelli 12mila assunti per le pulizie

da Il Messaggero –10/12/2018 - Lorena Loiacono

 

La Commissione Bilancio dellaCamera, infatti, ha approvato l’emendamento alla Legge di Bilancio 2019 perinternalizzare i servizi di pulizia nelle scuole dalla materna alle superiori apartire dal 1 gennaio 2020.

Ilbidello torna a scuola, per il 2020 infatti saranno assunti 12 milacollaboratori scolastici. Una figura, quella del bidello, che viene dalpassato: venne accantonata 17 anni fa, quando le pulizie nelle scuole furonoaffidate a cooperative esterne. Quelli che una volta erano i bidelli assuntidallo Stato, quindi, sono ora in via d’estinzione e svolgono soprattutto unafunzione di vigilanza all’entrata e all’uscita da scuola. Il compito di tenerepulite le classi, i corridoi, la palestra e i bagni degli istituti spettainvece ai collaboratori messi in campo dalle cooperative sterne. Si tratta diquasi 12 mila persone che lavorano con contratti a tempo determinato e nella stragrandemaggioranza dei casi con un part time.

Vale a dire stipendi ridotti, perun lavoro che si spera venga rinnovato di stagione in stagione. Ma lasituazione potrebbe cambiare: è in arrivo un concorso per bidelli da portare ascuola nel 2020. Circa 12 mila. La Commissione Bilancio della Camera, infatti,ha approvato l’emendamento alla Legge di Bilancio 2019 per internalizzare iservizi di pulizia nelle scuole dalla materna alle superiori a partire dal 1gennaio 2020. L’emendamento è stato sostenuto dal deputato cinquestelle LuigiGallo, presidente della Commissione Cultura: «Basta con l’assistenzialismo diStato alle imprese negli appalti delle pulizie nelle scuole, così rispetteremoi diritti dei lavoratori storici».
Il progetto prevede che per ricoprire i posti necessari il ministerodell’istruzione avvierà una selezione per titoli e colloqui per poi procederealle assunzioni. Il reclutamento è rivolto al personale impegnato nelle scuolesenza soluzione di continuità, dipendente a tempo indeterminato presso leimprese che hanno l’appalto per svolgere i servizi di pulizia negli istituti.La procedura andrebbe quindi ad assumere chi già lavora per le ditte esterne eche, quindi, verrebbe internalizzato. Secondo i dati forniti dalla FilcamsCgil, le risorse destinate al processo di internalizzazione provengono dalsuperamento di un decreto del 2009, sui cosiddetti posti Ata accantonati», paria circa 292 milioni. Per non sforare, le assunzioni potranno essere anche apart time. A questi fondi si andrebbe ad aggiungere uno stanziamento di risorsepari a 94 milioni, che si aggiungono ai 96 già stanziati fino al prossimogiugno, per la copertura dell’intero anno. «Siamo assolutamente d’accordo hadichiarato Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi– perché la gestione dei rapporti esternalizzati non è affatto semplice. Con ilpersonale interno, invece, le pulizie saranno direttamente sotto il controllodei dirigenti. Mi dispiace solo che non si possa partire prima, perchéaspettare fino al 2020?». Soddisfatti anche i sindacati: «Un risultato positivocommentano Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltrasporti Uil l’emendamentoapprovato è un importante passo verso il compimento di tale percorso». Ma nellepulizie delle scuole non sono impegnati solo gli esterni, che provengono daditte e cooperative. A fronte di questi ultimi pari a poco meno di 12 milaunità, infatti, ci sono i precari della scuola: il cosiddetto personale Ata,che comprende ausiliari, tecnici e amministrativi, con contratti a tempodeterminato da anni, E questi resterebbero fuori dalle 12 mila assunzioni.
IL PROGRAMMA

La Cisl Scuola, infatti, chiede unprogramma chiaro per tutelare sia i lavoratori delle cooperative sia icollaboratori scolastici precari in attesa del ruolo da anni. Secondo unostudio della Flc Cgil sul personale scolastico, nelle scuole italiane altermine delle assunzioni e delle nomine annuali del personale Ata restano dacoprire ancora 13.349 posti, tra organico di diritto e di fatto, a cuiaggiungere gli 11.552 posti accantonati per le esternalizzazioni per un totalecomplessivo di 24.901 posti. Tutti attualmente coperti con supplenze annuali.

 



 

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