Concorso Dirigenti: passare l’orale

 

Concorso presidi, tutti assunti i 2.900 candidati che passeranno l’orale

da Corrieredella sera – 20/12/2018

 

Addio alcorso semestrale di formazione universitaria e tirocinio scolastico che dovevaservire a selezionare i migliori 2.425 candidati. Risorse dirottate sul fondo«La Buona Scuola»

«I candidatiammessi al corso conclusivo del corso-concorso bandito nel 2017 per ilreclutamento dei dirigenti scolastici, sono dichiarati vincitori e assunti,secondo l’ordine della graduatoria di ammissione al corso, nel limite dei postiannualmente vacanti e disponibili». In queste poche righe dell’articolo 10 deldecreto semplificazione si nasconde, secondo l’interpretazione che ne dà ilsindacato dei precari Anief, il liberi tutti del concorso presidi bandito nel2017 dal governo Gentiloni e non ancora concluso. Originariamente il bando per2.425 prevedeva un percorso in due fasi: il concorso vero e proprio articolatoin prova preselettiva, scritto e orale al termine del quale sarebbe statapubblicata una graduatoria di merito che dava accesso alla fase due, quella diun corso semestrale di formazione e tirocinio (2 mesi in università e 4 nellescuole). Al corso, di natura selettiva, sarebbero stati ammessi 2.900 aspirantipresidi, il venti per cento in più dei posti a disposizione. Solo i primi2.425, scelti in base ai risultati ottenuti in un’ulteriore prova scritta eorale, sarebbero poi stati assunti. Con il Decreto Semplificazione invecesembra di capire che i vincitori del concorso verranno assunti subito, senzadover prima sostenere il semestre i formazione e tirocinio previsto dal bando.E che i vincitori saranno pari a 2.900, tanti quanti gli ammessi al corso,anche se a settembre dell’anno prossimo (questo almeno è l’auspicio del governoal netto di eventuali ricorsi alla giustizia amministrativa) verranno assuntiin 2.425 come da decreto autorizzatorio.

Il giallodel corso

Che ilgoverno giallo-verde volesse accorciare l’iter del concorso per assicurare intempi brevi alle scuole i presidi di cui c’è mancanza cronica (l’annoscolastico in corso si è aperto con circa 2.000 scuole date in «reggenza», cioèaffidate a presidi in comproprietà con altri istituti), lo aveva annunciatoquest’estate lo stesso ministro Marco Bussetti in un’intervista al Corriere.«Acceleriamo il percorso – aveva detto Bussetti -: i dirigenti potrannoprendere servizio dopo la prova orale, se lo passeranno, senza dover fare iquattro mesi di corso: siamo pronti a fare una legge da subito». Non è chiaroperò a questo punto cosa ne sarà del corso di formazione e tirociniooriginariamente previsto dal bando, dal momento che non è più necessario peressere assunti. Quel che è certo è che nel Decreto Semplificazione è scrittoche «le risorse stanziate negli anni 2018 e 2019 per il semi-esonero delpersonale frequentante il corso di formazione previsto dall’articolo 29 deldecreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, non piu’ necessarie a tale scopo,confluiscono nel Fondo La Buona Scuola per il miglioramento e la valorizzazionedell’istruzione scolastica, di cui all’articolo 1, comma 202, della legge 13luglio 2015, n. 107, nella misura di 8,26 milioni di euro per ciascuno deglianni 2018 e 2019 per essere destinati alle assunzioni di personale». Dopo avertagliato il percorso triennale di formazione e tirocinio (Fit) previsto dallalegge sulla Buona Scuola per diventare prof (d’ ora in poi per salire incattedra basterà la laurea, senza neanche uno straccio di abilitazione) ilgoverno ha deciso di tagliare anche sulla formazione dei presidi. Per portarliin cattedra prima, certo. Con il rischio però di un impoverimento complessivodel sistema, a partire da quelle risorse umane che sono almeno tantoindispensabili quanto quelle strutturali.

 



 

Copyright © 2019 Di.S.A.L.