Reclutamento personale: chiamata diretta addio

 

Chiamata diretta: il Senato la cancelladefinitivamente. Torna la titolarità su scuola

da La Tecnica della Scuola – 5/7/2019 – Reginaldo Palermo

Con molta fatica, dopo mesi di lavoro, il disegno di legge sull’abolizionedella cosiddetta “chiamata diretta” fa un importante passo in avanti: nellamattinata del 4 luglio la Commissione Cultura del Senato ha dato il via liberaal ddl 763 a firma di Bianca Laura Granato.

Le disposizioni del ddl

Presentato nell’agosto scorso il ddl era rimasto fermo da fine gennaio finoa pochi giorni fa a causa di un lungo braccio di ferro fra Commissione, Miur eMEF. Poi la situazione si è sbloccata.
All’ultimo momento è stato accolto un emendamento sottoscritto da un gruppo disenatori del M5S che rende ancora più esplicita la portata del provvedimento.
Il ddl prevede che, a partire dal prossimo anno, i ruoli dei docenti sarannoregionali, spariranno definitivamente gli ambiti territoriali e ritornerà latitolarità sulla istituzione scolastica. In pratica si ritorna alla situazionepreesistente alla legge 107.

La dichiarazione di Bianca Granato

Soddisfatta la senatrice Bianca Granato del M5S che sottolinea: “Dalleopposizioni solo il NO del Partito Democratico [FI e LEU si sonoastenuti, ndr] che ancora insiste a difendere quell’impianto di scuolache parte dal presupposto che i super poteri di un dirigente manager possanocompensare gli squilibri cagionati da investimenti minimi e dall’uso impropriodelle scuole come strumento di mercato e non come luogo di crescitademocratica”.
“Riscriveremo la scuola che questo Paese merita – aggiunge Granato –consultando chi la vive quotidianamente, come abbiamo iniziato a fare a partiredalle consultazioni sul nuovo esame di stato. Dopo le consultazioni farlocchedi Renzi, che ha lasciato realmente a TReElle il compito di riformare lascuola, abbiamo tanto da recuperare e da capovolgere”.

Il commento della Uil Scuola e dei PSP

Commento favorevole della Uil Scuola:  “Bene l’eliminazione,anche dall’ordinamento
giuridico, della chiamata diretta dei docenti e degliambiti territoriali – dichiara il segretario generale Pino Turi – sitratta del completamento, già avviato in sede di contrattazione sindacale,di un modello di scuola che non abbiamo mai condiviso e che oggi esceanche dall’ordinamento giuridico”.
“Ora – aggiunge Turi – bisogna rimettere mano allaGovernance della scuola e dare forma
concreta alla scuola comunità educante, vera alternativa allaBuona scuola”.
Anche i Partigiani della Scuola Pubblica (si tratta di un gruppo di docentimolto radicato in Calabria di cui faceva parte anche la senatrice Granato) sidichiarano molto soddisfatti di questo risultato.

Il nodo del ruolo regionale

C’è però chi fa osservare che forse si poteva fare qualcosa di piùeliminando anche i ruoli regionali per ripristinare i vecchi ruoli provinciali.
Il problema non è puramente nominale perchè ha ricadute importanti soprattuttonei casi di riduzione degli organici: se il ruolo è regionale il docenteperdente posto può essere assegnato anche ad una scuola di altra provincia,cosa che non accadrebbe se il ruolo fosse provinciale.
Nei prossimi giorni il ddl verrà trasmesso all’aula del Senato per il voto diquesto ramo del Parlamento. Successivamente si andrà alla Camera per il votodefinitivo.
Per far sì che il ddl entri in vigore a partire dal prossimo anno scolastico,il Parlamento dovrà lavorare molto celermente.



Via chiamata diretta e ambiti Ma la maggioranza è risicata

daItaliaOggi10/7/2019 - Carlo Forte

Via liberadella VII commissione istruzione del senato al disegno di legge Granato sullacancellazione della chiamata diretta e degli ambiti territoriali. Il 4 luglioscorso la commissione ha approvato l’emendamento 1.100 presentato dallamaggioranza di governo, che recepisce gli esiti del dibattito parlamentare. Eha dato mandato al relatore Claudio Barbaro (Lega) a riferire favorevolmenteall’assemblea sul disegno di legge n. 763 (prima firmataria Bianca LauraGranato, senatrice del Movimento 5 stelle) nella stesura modificatadall’emendamento. Hanno votato a favore i senatori del M5S e della Lega, sisono espressi contro i senatori del Pd (che però si sono astenuti nellavotazione sul mandato al relatore) e si sono astenuti i parlamentari dei gruppidi Forza Italia e di Liberi e uguali. Il passaggio in aula, peraltro, dovrebbeavvenire piuttosto velocemente. Perché il disegno di legge era stato assegnatoin commissione nella sede redigente. Ciò comporta che il provvedimento saràposto in votazione senza che l’aula abbia la possibilità di proporreemendamenti. Dunque, votandolo in blocco nell’attuale stesura.

Lamaggioranza in senato, però, è piuttosto risicata, perché consta di appena 3senatori. Il provvedimento recepisce le pattuizioni contenute nel contratto digoverno, concordate tra il M5S e la Lega, pacifiche fin dalla prima ora (siveda il paragrafo 2.2. a pagina 42 dell’accordo). Il disegno di legge prevedel’abrogazione espressa dei commi 18, 80, 81 e 82 dell’articolo 1 della legge107/2015. Vale a dire, delle norme che istituiscono gli ambiti territoriali ela cosiddetta chiamata per competenze. Gli ambiti territoriali sono estensionigeografiche pari all’ampiezza di circa due distretti scolastici nei quali èstato suddiviso il territorio nazionale. Ad ogni ambito è assegnata unadotazione organica di docenti. E i docenti non titolari, perché senza sede o inesubero, e i docenti neoassunti vengono assoggettati ad un sistema diassegnazione della sede che avviene per chiamata diretta da parte dei dirigentiscolastici.

I docentiinteressati stipulano con il dirigente scolastico un contratto di duratatriennale e, secondo la legge 107/2015, non assumono mai la titolarità dellasede. Fin qui le disposizioni vigenti. A partire da quest’anno, però, grazie auna norma contenuta nella legge di Bilancio, che vieta l’assegnazione deidocenti agli ambiti territoriali, il contratto sulla mobilità (si vedal’articolo 8, comma 6) ha disposto l’assunzione della titolarità della sede peri docenti titolari di incarico triennale e della titolarità sulla provincia deidocenti senza sede.

Ma questaclausola negoziale, attualmente, sembrerebbe priva di copertura legale. Ilcomma 796, dell’articolo 1, della legge di Bilancio, infatti, si limita adisporre che «a decorrere dall’anno scolastico 2019/2020, le procedure direclutamento del personale docente e quelle di mobilità territoriale eprofessionale del medesimo personale non possono comportare che ai docenti siaattribuita la titolarità su ambito territoriale». Ma non prevede l’abrogazionedelle norme della legge 107/2015, che istituiscono e regolano gli ambititerritoriali e la chiamata diretta.

Di qui lanecessità di un provvedimento legislativo che lo prevedesse espressamente,mettendo in sicurezza le pattuizioni contenute nel contratto sulla mobilità. Ea questo provvede il disegno di legge Granato. Che abroga le norme specifichedella legge 107/2015 e introduce anche delle modifiche che legittimano ilcontenuto delle norme contrattuali. In particolare, il disegno di legge, oltrea prevedere l’abrogazione delle norme istitutive di ambiti e chiamata diretta,dispone che il personale docente titolare su ambito territoriale alla data del1° settembre 2018 assuma la titolarità presso l’istituzione scolastica che gliabbia conferito l’incarico triennale. E ciò modifica definitivamente lo statogiuridico dei titolari di incarico triennale, disponendo l’attribuzione dellatitolarità sulla scuola. In più prevede che i vincitori di concorso, all’attodell’assunzione, debbano esprimere, secondo l’ordine di graduatoria, lapreferenza per l’istituzione scolastica di assunzione, all’interno dellaregione per cui hanno concorso.

Mentre, pergli aventi titolo all’assunzione a tempo indeterminato tramite lo scorrimentodelle graduatorie a esaurimento, dispone che esprimano, secondo l’ordine dellerispettive graduatorie, la preferenza per l’istituzione scolastica ricompresafra quelle della provincia in cui sono iscritti. Il disegno di legge nonprevede, in questo caso, l’assunzione della titolarità sulla scuola scelta.Perché i docenti neoassunti sono soggetti al periodo di prova e assumono latitolarità solo dall’anno scolastico successivo all’esito della mobilità adomanda. Dopo l’approvazione in aula al senato il testo passerà alla camera perl’approvazione definitiva.

 




 

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