Concorso Dirigenti: la linea difensiva del MIUR

 

Annullamento concorso dirigente scolastico, ecco la difesa del Ministeropresentata al Consiglio di Stato per la sospensione della sentenza

Orizzontescuola – 5/7/2019 – redazione

 

Prossimasettimana calda per quanto riguarda la questione dell’annullamento del concorsoper diventare dirigenti scolastici voluta dal Tar Lazio per l’incompatibilità,presunta, di tre commissari.

Il Ministeroha presentato ricorso a Consiglio di Stato sostenendo che le argomentazioni delTar sono infondate. Sapremo con molta probabilità la prossima settimana. Nelfrattempo siamo in grado di anticiparvi i contenuti del ricorso in appellopresentato dal Ministero.

Cosa hadetto il Tar

Il Tar haargomentato l’annullamento per l’incompatibilità e il conflitto di interessi ditre commissari che hanno contribuito a preparare e approvare i criteri divalutazione e le domande di inglese.

Nel testodella sentenza vengono dati anche i nomi dei commissari che hanno inficiato leprocedure concorsuali. Si tratta di Elisabetta Davoli e Francesca Busceti,entrambe impegnate in corsi di formazione per aspiranti dirigenti e che quindiavrebbero potuto avvantaggiare chi ha seguito i loro corsi. E Angelo FrancescoMarcucci, sindaco in Campania, quindi con una carica che risulta incompatibilecon la partecipazioni a commissioni per i concorsi pubblici.

La difesadel Ministero

FrancescaBuscetti

Per quantoriguarda Francesca Buscetti, il Ministero sostiene nel testo del ricorso inappello al Consiglio di Stato che la suddetta ha partecipato a corsi unicamentein materia di contabilità pubblica, rivolti ai Dirigenti scolastici già inservizio nonché ai DSGA. Quindi non a corsi che riguardavano il concorso perdiventare dirigenti scolastici. Il corso in questione, sempre secondo quantoriportano le documentazioni inviate dal Ministero al CdS, si sarebbe svolto il5 novembre 2016, un periodo antecedente rispetto a quello individuato dallanormativa come ostativo per l’incarico di commissario. La Buscetti, non avrebbesvolto, inoltre, ruolo di formatrice per soggetti interessati al concorso perdiventare dirigenti.

ElisabettaDavoli

Per quantoriguarda la dottoressa Davoli, invece, il corso svolto per un’associazioneformatrice non avrebbe, sempre secondo i documenti presentati dal Ministero,avuto nulla a che vedere con corsi di formazione per il concorso a dirigente.Inoltre, secondo il contratto stipulato dalla Davoli con l’ente di formazione,ella avrebbe ceduto il diritto di utilizzare i materiali forniti, quindi èl’associazione che ha scelto per quali percorsi formativi utilizzarli. Secondoil Ministero, il nome della Davoli compare nei documenti usatidall’associazione esclusivamente al fine di indicarne l’autore.

Inoltre, ilMinistero ha citato alcune sentenze del Consiglio di Stato sull’incompatibilitàdi componenti di commissioni che svolgono attività di formazione. Ed inparticolare la sentenza n. 4963/2018, nella quale si legge che“l’incompatibilità di un componente di una commissione esaminatrice neiconcorsi pubblici è soltanto quella in grado di influenzare il giudizio dellacommissione medesima a favore di un candidato piuttosto che di un altro”.

Infine, fanotare il Ministero, l’incompatibilità si può ravvisare qualora vi sia tra traesaminatore e concorrente un sodalizio di interessi economici, di lavoro oprofessionali che diano sospetto che la valutazione perda di oggettività. Cosache, sempre secondo il Ministero, non sarebbe avvenuta.

AngeloFrancesco Marcucci

Si trattadel terzo caso di presunta incompatibilità, in quanto Sindaco del comune diAlvignano. Se è vero che i commissari non possono avere anche incarichipolitici, sindacali o professionali, è anche vero, sostiene il Ministero, checiò è valido se c’è qualche elemento di possibile incidenza fra l’attivitàesercitabile e l’attività dell’ente che indice il concorso.

Nel casospecifico, il Ministero non ravvede incompatibilità tra la carica di sindaco diun comune con meno di 5mila abitanti e l’attività di commissario in un concorsoa livello nazionale. Tuttalpiù che, sostiene l’avvocatura di Stato, gli unicicandidati al concorso (tre) del comune in questione non si sono presentati agliesami, pertanto non risulterebbe alcun motivo di incompatibilità.

L’interessepubblico

IlMinistero, infine, fa appello all’interesse pubblico, affermando che ormai leoperazioni concorsuali sono in stato avanzatissimo e che mancano soltanto 4commissioni residue che termineranno giorno 11 luglio e come sia necessario peril buon funzionamento della scuola che le assunzioni dei nuovi dirigentiavvengano in tempo per l’inizio dell’anno scolastico.

 

Concorso presidi, il Miur fa appello contro l’annullamento

da Corrieredella sera – 6/7/2019 - Valentina Santarpia

Il Miur haproposto appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar con cui èstato annullato il concorso per dirigenti scolastici. Secondo igiudici amministrativi , che hanno accolto uno dei ricorsi presentati sulle irregolarità del concorso,alcuni membri della commissione principale che ha stabilito i criteri divalutazione per il concorso erano incompatibili con l’incarico svolto. Di conseguenza,sarebbe stato inficiato l’operato e la legittimità di tutte le altrecommissioni. Con l’appello del ministero dell’Istruzione è stata anche chiestala sospensione con urgenza dell’efficacia esecutiva delle sentenze. Se larichiesta venisse accolta dal giudice monocratico, in attesa della decisionedella Camera di Consiglio attesa per fine luglio, si potrebbe terminare losvolgimento degli orali previsto per l’11 luglio. «La sospensiva – spiega laresponsabile del Dipartimento dei dirigenti scolastici Uil Scuola, Rosa Cirillo– consentirà di continuare le prove orali, di stilare e approvare lagraduatoria dei vincitori di concorso. In questo modo, a settembre, cercando diricomporre l’intricato puzzle giuridico normativo che si va delineando nei prossimimesi, si potrà procedere con le nomine in ruolo, con riserva, in attesa delladecisione del Consiglio di Stato, che potrebbe dar seguito alla sentenza delTar e invalidare il concorso, ovvero riformare la sentenza di primo grado». Persalvare quanto fatto finora, si potrebbe pensare ad un preciso dispositivolegislativo, magari permettendo ai vincitori di poter fare un corso-concorso diformazione, con esame finale, per accedere alla dirigenza, suggerisce il leaderdella Uil Scuola, Pino Turi.

Le posizioniin campo

L’annullamentodel concorso ha gettato concorrenti e sindacati nel panico: chi ha superato leprove infatti, vede crollare l’obiettivo dopo aver studiato per mesi e mesi; isindacati sono preoccupati perché se la sentenza del Tar venisse confermatanelle scuole potrebbero mancare quasi 3000 dirigenti su 8300 istituzioniscolastiche. Al concorso hanno partecipato 15 mila persone, 9600 hanno superatole prove preselettive, 3800 gli scritti, gli orali erano in via di conclusione.I posti sono 2900 circa. Ma non è del tutto vero che se queste assunzioni nonci saranno, le scuole rimarranno senza presidi, come paventa il presidentedell’associazione nazionale presidi del Lazio. In Italia, esiste infatti ilsistema delle reggenze – fortemente criticato – che permette di colmare lacarenza di personale, attraverso nomine temporanee. «L’annullamento delconcorso è una salvezza per i tanti dirigenti scolastici ingiustamenteesclusi», sostiene il Codacons. Intanto l’opposizione lancia le accuse: «Non sarebbestato meglio conservare il corso-concorso predisposto dal Pd, anziché bandireun concorso che ora lascia nell’ansia migliaia di docenti?», chiede CamillaSgambato, responsabile Scuola del PD. «Nei mesi scorsi, avevamo sollecitato ilMiur a trovare delle contromisure nell’eventualità che alcuni dei ricorsifossero accolti, ma il ministro non ha voluto ascoltare», ha aggiunto lacollega del Pd Simona Malpezzi. Il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferroparla di «operato pasticcione del governo».

Il verbalenel mirino

Ma non èdetto che la vicenda non possa avere un esito diverso e inaspettato. SecondoTuttoscuola, che ha esaminato il verbale della riunione plenaria – del 25gennaio scorso – della commissione e delle sotto-commissioni sotto accusa, ladecisione del Tar di annullare la prova scritta del concorso dei dirigentiscolastici potrebbe essere infondata: dalle firme apposte non risulta nessunodei tre commissari ritenuti in situazione di incompatibilità. Il Tar haannullato la prova scritta del concorso perché la seduta della plenaria del 25gennaio 2019 non sarebbe stata valida in quanto «la presenza anche di un solocomponente versante in situazione di incompatibilità mina in radice ilprincipio del collegio perfetto con conseguente invalidità delle attivitàsvolte». «Eppure – sostiene la testata specializzata nel settore scolastico –leggendo il verbale della plenaria dello scorso 25 gennaio non compaiono lefirme dei commissari «incompatibili», bensì quelle dei presidenti dicommissione o loro delegati».

 



 

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