Concorso Dirigenti: verso la sanatoria

 

Nuovi presidi, ipotesi sanatoria

daItaliaOggi – 10/7/2019- Marco Nobilio

Il Tar delLazio ha disposto l’«annullamento in toto della procedura concorsuale» per ilreclutamento dei dirigenti scolastici, che si è appena conclusa (8655/2019sezione terza bis). I giudici amministrativi hanno accertato l’illegittimitàdella composizione della commissione che aveva definito «i criteri divalutazione poi utilizzati per la correzione delle prove e l’attribuzione deipunteggi». La commissione, infatti, comprendeva due commissari che avevanosvolto corsi di formazione per la preparazione al concorso e un altrocommissario che rivestiva e riveste la carica di sindaco di un comune. Entrambequeste situazioni giuridiche rientrano nelle condizioni di incompatibilità cheavrebbero dovuto precludere l’accesso alla qualifica di commissario ai soggettiin questione. Preclusione che si giustifica con la necessità di evitare che neiconcorsi pubblici possano intervenire conflitti di interesse idonei acompromettere l’attendibilità delle valutazioni.

Nel caso deicommissari che avevano svolto incarichi di docenti in corsi di preparazione alconcorso, la norma di riferimento è l’articolo 16, comma 2, lettera d) deldecreto ministeriale. 3 agosto 2017 n. 138. Che reca proprio la disciplinaregolamentare del concorso. Tale norma dispone che i componenti dell’organismotecnico, tra l’altro, «non debbono svolgere, o aver svolto nell’annoantecedente alla data di indizione del concorso, attività o corsi dipreparazione ai concorsi per il reclutamento dei dirigenti scolastici».

Per quantoriguarda il sindaco-commissario, invece, la normativa di riferimento ècostituita dall’articolo 35, comma 3, lett. e) del decreto legislativo 30 marzo2001 n. 165 e dall’articolo 9, comma 2 del decreto del presidente dellarepubblica 9 maggio 1994 n. 487. Disposizioni che vietano la nomina dei sindaciin qualunque commissione esaminatrice per pubblici concorsi di reclutamento. Ilragionamento che ha indotto la sezione ad annullare in toto la procedura concorsualemuove dal presupposto che, secondo il costante orientamento dellagiurisprudenza amministrativa, la commissione esaminatrice deve operare comecollegio perfetto in tutti i momenti in cui vengono adottate determinazionirilevanti ai fini della valutazione dei candidati.

Pertanto «lapresenza anche di un solo componente versante in situazione diincompatibilità», si legge nella sentenza del Tar, «mina in radice il principiodel collegio perfetto con conseguente invalidità delle attività svolte». Quindi,anche se le operazioni di valutazione dei candidati fossero state adottatecorrettamente, la presenza di un vizio originario nella composizione dellacommissione determina, comunque, l’illegittimità insanabile di tutte leoperazioni. Va detto subito che le sentenze costitutive di annullamento sonoimmediatamente esecutive. Salvo che non intervenga successivamente unprovvedimento di sospensione da parte del Consiglio di stato. Ed è per questomotivo che l’amministrazione centrale ha impugnato la sentenza davanti aigiudici di palazzo Spada.

Fermorestando che, se il Consiglio di stato dovesse sposare la tesi dei giudici di Igrado, il concorso dovrebbe essere rifatto ex novo. E i docenti individuaticome vincitori perderebbero definitivamente il diritto di accedere allaqualifica di dirigente scolastico. D’altra parte, le situazioni diincompatibilità accertate dal Tar sussistono oggettivamente. Così come pure lanecessità, per la commissione, di operare in regime di collegio perfetto.Pertanto, per bypassare gli effetti dell’insanabilità del vizio di legittimitàindividuato dal Tar, comincia a farsi strada, tra gli addetti ai lavori,l’ipotesi della sanatoria ex post per via legislativa. Qualora, infatti, ilConsiglio di stato dovesse disporre la sospensione della sentenza del Tar, ilministero dell’istruzione potrebbe procedere all’immissione in ruolo deivincitori del concorso. E dopo la sentenza di merito, che giungerebbe,probabilmente, dopo due o tre anni, il legislatore potrebbe sanare la questioneistituendo un concorso con prove semplificate riservato ai vincitori immessi inruolo in violazione di legge. Una soluzione adottata già in passato insituazioni analoghe. E gli atti formati dai dirigenti nominati in violazione dilegge, nel periodo tra la nomina e l’entrata in vigore della sanatoria,risulterebbero comunque legittimi.

Perché idirigenti avrebbero operato in qualità di funzionari di fatto: una figurainventata dalla dottrina con l’avallo della giurisprudenza amministrativa.Secondo la IV sezione del Consiglio di stato (sentenza 853 del 20 maggio 1999),infatti, tale figura «trova vita solo allorquando si tratti di esercizio difunzioni essenziali e/o indifferibili, che per loro natura riguardino i terzicon efficacia immediata e diretta». E sarebbe proprio la condizione in cui sitroverebbero ad operare i presidi-funzionari di fatto, all’atto dellaformazione dei provvedimenti volti a garantire il funzionamento delleistituzioni scolastiche a cui risulterebbero preposti.

 

Concorsodirigenti scolastici, graduatoria finale entro il 15 luglio. Ipotesi sanatoria

da Orizzontescuola– 9/7/2019 -  redazione

 

Domani è possibile che sapremo ladecisione del Consiglio di Stato sull’annullamento del concorso a dirigenti daparte del Tar Lazio per incompatibilità di alcuni commissari.

Ipotesi annullamento

Se l’annullamento sarà confermato,sarà tutto da rifare. Ricordiamo che il Tar ha annullato il concorso per lapresenza di tre commissari incompatibili, due perché coinvolte in attività diformazione per il concorso stesso ed uno per essere anche sindaco.

Secondo il Ministero, che hapresentato ricorso al CdS, la richiesta del Tar è “demolitoria” di tutto ilpercorso concorsuale e causerebbe l’esclusione anche da parte dei ricorrenti.Insomma, si dovrebbe ripartire da zero.

Ipotesi sanatoria

Tra le ipotesi di salvataggio alvaglio, come riporta il quotidiano Italia Oggi, c’è l’idea di una sanatoriapolitica che consentirebbe di assumere i vincitori dell’attuale concorso e diattendere quei 2, 3 anni la sentenza definitiva per poi avviare un concorsoriservato per quanti sono rimasti esclusi.

Una soluzione già anticipata dalla  nostra redazione,su voci che vorrebbero i vincitori mantenere il risultato del concorso, mainserendoli in un corso riservato come nel 2011, e ai ricorrenti la possibilitàdi un nuovo concorso.

Tempistica

La tempistica per le assunzioni deinuovi dirigenti viene data dallo stesso Ministero, nel ricorso presentato alConsiglio di Stato. Secondo quanto riportano i documenti, giorno 11 luglio èprevista la fine degli orali, mentre la graduatoria dovrà essere stilata entroil 15 di luglio. Entro il 25 luglio, il MEF darà consenso per le assunzioni, inmodo da avere i nuovi dirigenti in cattedra per il 1 settembre 2019.

Si profilerebbe, quindi, unintervento legislativo d’urgenza, per consentire i nuovi dirigenti in tempo perl’avvio dell’anno scolastico.

 

ConcorsoDS, in attesa della pronuncia del Consiglio di Stato: l’ipotesi della sanatoria

da Tuttoscuola – 10/7/201

 

Cresce l’attesa e l’ansia per la pronunciadel Consiglio di Stato in risposta al Miur che ha interposto appellocontro la sentenza del TAR di annullamento della prova scrittadel concorso DS. La maggior parte degli osservatori dà per scontatala sospensiva della sentenza, ma sono in molti a pensare già anche alla sentenzadi merito che successivamente lo stesso Consiglio dovrà emettere. E sista iniziando a fare largo, secondo quanto riportato da Italia Oggi, l’ipotesidi una sanatoria.

Al Miur ostentano fiducia, e lostesso ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, si dice certoche il concorso DS, per il quale ha scommesso un po’ del propriocredito politico, si concluderà positivamente. Ma c’è anche chi,forse per scaramanzia, pensa al peggio e già pensa a un rimedio estremo persalvare la scuola da un altro anno di reggenze e, in particolare, a salvaresoprattutto i vincitori mancati. Rimedio che si renderebbe necessario se, dopoaver sospeso la sentenza del TAR per evitare un danno grave e irreparabile, ilConsiglio di Stato condividesse il merito della decisione dei giudiciamministrativi, respingendo il ricorso del Miur. 

Tuttoscuola nel webinar del 3luglio scorso, poche ore dopo la pubblicazione della sentenza del TAR, avevatratteggiato tre scenari possibili, conseguenti ai pronunciamenti finali delConsiglio di Stato. Nel terzo scenario si prevedeva proprio questa conclusione:immediata sospensione della sentenza del TAR, poi, a tempo debito,sentenza di approvazione della sentenza.

In questo caso a settembre visarebbero nomine con riserva dei vincitori, ma con la sentenza definitivaquelle nomine potrebbero essere annullate. Per salvare le nomine dei vincitorinon potrebbe che esserci un intervento straordinario, unasanatoria ex post per via legislativa.

A parlare di questa ipotesi è ItaliaOggi: se il Consiglio di Stato dovesse dare la sospensiva dellasentenza del TAR (ipotesi credibile, al momento), il Miur potrebbeprocedere con l’immissione in ruolo dei vincitori del concorso. Dopo lasentenza di merito che potrebbe giungere molto dopo dopo, illegislatore potrebbe sanare la questione istituendo un concorso con provesemplificate riservato ai vincitori immessi in ruolo in violazione delle legge.

 



 

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