Sentenze/Le ore di sostegno

  Sostegno,diminuire ore ad alunno disabile è discriminazione. Sentenza

Orizzontescuola – 9/10/2019 - redazione

 

Sentenza n. 25101 della Cassazionedepositata ieri 8 ottobre: non è possibile diminuire le ore di sostegno unavolta che il piano individualizzato dell’alunno disabile è stato stabilito.

L’amministrazione scolastica nonpuò modificare la quantità di ore assegnate per lo studente affetto dadisabilità. Se ciò accadesse si andrebbe in contrasto con il dirittodell’alunno a una pari opportunità scolastica.

Il fatto

Un genitore ha presentato ricorsoal Tribunale di Caltanissetta, chiedendo che venisse disposta la cessazionedella condotta discriminatoria posta in essere dal Comune nei confronti delfiglio minore. Il bambino frequenta la scuola dell’infanzia ed è affetto dadisturbo di spettro autistico, motivo per cui ha diritto ad assistente della comunicazioneper 22 ore settimanali. Il Comune ha però disposto 10 ore settimanali diassistenza, a fronte delle 22 individuate dal piano dinamico funzionalerelativo all’alunno.

Il Tribunale ha accolto il ricorsosulle “Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime didiscriminazioni” del genitore del bambino, dichiarando che la discriminazionenei confronti del giovane studente c’era stata in maniera indiretta.

La decisione

Il piano educativoindividualizzato, definito ai sensi dell’art. 12 della legge 104/1992, obbligal’amministrazione scolastica a garantire il supporto per il numero di oreprogrammato, senza lasciare a essa il potere discrezionale di ridurne l’entitàin ragione delle risorse disponibili, anche nella scuola dell’infanzia.

Il dirigente scolastico deveperciò, secondo la sentenza, attribuire a ciascun alunno disabile un numero diore di sostegno che corrisponda a quello oggetto del G.L.H.O, dal quale non sipuò discostare.


Sentenza


Minori disabili, l’amministrazione scolastica non può diminuire le ore disostegno già stabilite

da Il Sole24 Ore – 9/10/2019 - Andrea Alberto Moramarco

Una voltache il piano educativo individualizzato del minore disabile abbia fissato ilnumero di ore ritenute necessarie per il sostegno, l’amministrazione scolasticanon può assegnare un monte ore inferiore, non sussistendo in tal caso alcunpotere discrezionale. La mancata assegnazione delle ore di sostengocorrispondenti al piano individuale contrasta cioè con il diritto fondamentaledel minore che versa in una situazione di handicap ad una pari opportunitànella fruizione del servizio scolastico. Una tale evenienza integra unadiscriminazione indiretta posta in essere dalla pubblica amministrazione, lacui repressione spetta al giudice ordinario. Ad affermarlo sono le Sezioniunite della Cassazione con la sentenza 25101, depositata ieri.

Il caso
Protagonista suo malgrado della vicenda è un bambino iscritto alla scuola diinfanzia presso un istituto comprensivo di un comune siciliano, affetto dadisturbo dello spettro autistico, patologia in ragione della quale egli avevadiritto all’assegnazione di un assistente alla comunicazione per 22 oresettimanali. Il Comune però, contravvenendo a quanto previsto dal piano dinamicofunzionale del minore, disponeva l’assistenza nei suoi confronti per un massimodi 10 ore settimanali. Il padre dell’alunno si rivolgeva così al giudiceordinario con il ricorso previsto dalla legge 67/2006, “Misure per la tutelagiudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni”, chiedendoche fosse ordinata la cessazione della discriminazione posta in essere neiconfronti del figlio.

Il Tribunaleaccoglieva la richiesta in via cautelare ritenendo che la mancata dotazione diun insegnate di sostegno per tutte le ore previste dal piano dinamicofunzionale integrasse a tutti gli effetti una discriminazione indiretta. Inparticolare, la condotta discriminatoria consisteva nell’aver messo il bambinoin condizione di svantaggio rispetto agli altri alunni, non essendo lacontrazione delle ore giustificata dalla «corrispondente contrazionedell’offerta formativa riservata agli altri alunni normodotati».

La decisione
La questione arriva subito all’attenzione delle Sezioni unite, chiamate incausa dal Comune per rispondere sul problema della giurisdizione. Per l’entelocale, infatti, la decisione sulla vicenda dovrebbe spettare al giudiceamministrativo, organo deputato a dirimere i contrasti relativi ai procedimentiper l’attribuzione delle ore di sostegno. La Cassazione non condivide peròquesta tesi e, riesaminando i precedenti interventi giurisprudenziali sulpunto, afferma la giurisdizione del giudice ordinario.

Il Collegioricorda, infatti, che l’amministrazione scolastica non ha alcun poterediscrezionale di ridurre l’entità delle ore di sostegno assegnate a ciascunalunno, e «ciò anche nella scuola di infanzia, pur non facente parte dellascuola dell’obbligo». Pertanto, sottolineano i giudici di legittimità, «lacondotta dell’amministrazione che non appresti il sostegno pianificato sirisolve nella contrazione del diritto del disabile alla pari opportunità nellafruizione del servizio scolastico», la quale concretizza una discriminazioneindiretta, «la cui repressione spetta al giudice ordinario». Va ribadito,pertanto, chiosa la Suprema corte, che al giudice amministrativo sono devolutele questioni afferenti la fase che precede la redazione del pianoindividualizzato, mentre le controversie che si inseriscono nelle fasisuccessive, ove cioè si lamenti una condotta discriminatoriadell’amministrazione scolastica, sono di competenza del giudice ordinario.

 



 

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