Privacy: controlli biometrici

  Nientepiù impronte ai presidi

da ItaliaOggi – 9/10/2019 - AlessandraRicciardi

 

Mano tesa ai sindacati con il primodecreto legge sulla scuola. La stagione del Conte II è all’insegna dellaconcertazione. Nel tentativo di disinnescare un fronte di solito sempre criticoper un esecutivo. Visto tra l’altro che di tensioni politiche, e anchefinanziarie dopo la denuncia di un rischio recessione fatta dagli industriali,non ne mancano affatto, a dispetto della giovane vita del nuovo governo. Ildecreto legge sulla scuola è quasi pronto. E recepisce i contenuti dell’intesacon i sindacati raggiunta il 1° ottobre scorso dal ministro dell’istruzioneLorenzo Fioramonti. Il gabinetto del Miur sta definendo l’articolato che èatteso al consiglio dei ministri di questa settimana. ItaliaOggi lo ha letto:c’è l’attesa norma sul concorso straordinario per 24 mila posti, da bandireentro il 2019 contestualmente a quello ordinario, destinato ai precari con treanni di lavoro alle spalle nella scuola statale. Norma fortemente voluta daisindacati, che hanno dovuto rinunciare però all’avvio di un percorsoabilitativo per gli altri docenti triennalisti (di nuovo reclutamento sioccuperà un apposito disegno di legge). Fuori dalla selezione straordinaria idocenti delle paritarie. Un concorso riservato è previsto anche per i direttoridei servizi amministrativi.

E a sorpresa spunta anche lacancellazione dei controlli biometrici, introdotti solo pochi mesi fa, e maipartiti, dalla ministra della p.a., Giulia Bongiorno, nella sua riforma perl’efficienza della pubblica amministrazione. Era stata una delle scelte piùcontestate del precedente governo, ora con decorrenza immediata sia i dirigentiche tutto il personale educativo e anche ausiliario, tecnico e amministrativonon saranno tenuti a nessun controllo per la verifica delle presenze in sede.Nella fattispecie, niente impronte, a differenza di altri dipendenti della p.a.

Fatto il decreto, la concertazioneprosegue: è prevista l’attivazione di tavoli tecnici presso il ministerodell’istruzione, per definire con i sindacati misure in materia disemplificazione amministrativa per le scuole e per il personale docente e Ata.E presso l’ufficio di gabinetto del ministro saranno attivati tavoli anche perindividuare soluzioni dopo le sentenze di licenziamento che riguardano idiplomati magistrali. Un tavolo ad hoc riguarderà il rinnovo del contratto, peril quale ieri il premier Conte ha annunciato ai segretari confederali 5,5miliardi in tre anni. Ma per tutti i 3 milioni di dipendenti pubblici, lascuola ne conta un milione. Uno stanziamento nel quale non vi è traccia dei 2miliardi in più promessi dal ministro Fioramonti. Qualcosa ci sarà, diconofonti parlamentari, probabilmente con risorse diluite negli anni. Ma ad oggitrovare 3 miliardi, il terzo è per università e ricerca, con la recessione alleporte, pare missione impossibile.

La scelta della concertazionevalorizza il confronto democratico e previene l’insorgenza di contenzioso,evidenziano i sindacati che portano a casa un provvedimento sui precari che nonera affatto scontato con il nuovo governo. Ma poi aggiungono: verificheremo divolta in volta i fatti.

 



 

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