MondoVero/I segnali del futuro: cambiamenti e scuola

 
Le nuove vie dell`apprendimento.  Lifelong learning e lifelargelearning le nuove vie dell apprendimento
GiuseppeLoStorto  - CORRIERE DELLA SERA  -  21/11/2019
Conoscere la nostra storia ciconsente di riconoscere i segnali del futuro. Sembra un paradosso, ma è semprestato così, anche se nel XXI secolo la velocità del mutamento finisce colflettere le radici e l'innovazione trasforma le nostre più antiche realtà eidentità. Basta una scorsa alle notizie del momento per confermare la saggezzadella massima dell'imprenditore australiano Graeme Wood «II cambiamento non èmai stato così veloce e non sarà mai più così lento».
Pensiamo, per un momento, alleinnovazioni della nostra quotidianità, dallo smartphone al termostatointelligente, dal robot da cucina connesso all'auto a guida autonoma. I primifilm della saga «Guerre stellari» si noleggiavano in videocassetta, e sembrava robada pionieri, ora un'intera cineteca dista da noi solo un paio di click.Facciamo riunioni a migliaia di chilometri di distanza dal nostro cellulare ele chat uniscono ovunque i vecchi amici.
Lo sviluppo tecnologico muta lavita, i movimenti, i sentimenti e le relazioni, personali e pubbliche. Uncontadino, fino all'inizio del Novecento, passava la vita nella stessafattoria, ora i confini, prima definiti geograficamente e socialmente, sonolabili ed effimeri. Scuola, università, ricerca sono investiti dal mondo nuovocome lavoro, scienza, politica, consumi, perfino le fedi religiose. In passato,però la formazione era considerata, non a torto, sistema «lento», da riformarecon cautela. A scuola si imparano nozioni e valori durevoli, vero, ma chiuderele aule al futuro è errore che lascerà indietro i nostri figli. Chi è nato aridosso del nuovo secolo sconta il retaggio di generazioni passate, cheappesantiscono le aule di paure e fantasmi inutili. Il mondo che conoscevamodai nostri genitori non esiste più, e questo ci spaventa. La vita dai ritmidefiniti - studio, lavoro fisso, ferie, pensione - si dissolve inesorabilmente.Ora non si studia più per un periodo circoscritto, mestieri tradizionali,agricoltore, operaio, impiegato, richiedono ogni anno nuove mansioni econoscenze. Una grande banca va sostituendo gli uffici con gli smartphone, igiornalisti scrivono ovunque, si insegna via web, i chirurghi leggonoradiografie in remoto e presto opereranno di routine in remoto. Scuola euniversità hanno allora bisogno di un cambio di passo analogo, la tecnologiaimpone un nuovo ruolo del docente, come dell'edificio scolastico. Banchi,lavagna, cattedra non sono più il luogo sacro dell'istruzione. Due saranno imodelli prevalenti.
Il primo modello, ormai tradizionale,è il cosiddetto lifelong learning, imparare nuovi saperi lungo tutta la vita.
Il secondo, parallelo, si potrebbedefinire life largeleaming. Posto che si dovrà imparare sempre, è necessarioaltresì «allargare» la formazione, abbracciando ogni occasione di apprendimentoche ci capita. Nessuno è più «studente» in senso tradizionale, non si riceve laconoscenza dall'alto di un docente, siamo tutti «apprenditori permanenti»,giovani e no. Il life largeleaming si realizza laddove i ragazzi imparano che, oltreallo studio, c'è un mondo da conoscere, quando appare chiaro che«specializzarsi» all'antica, incapaci di integrarsi prima, e poi dirigere teammultidisciplmari precluderà troppe strade. Allora anche in un orto condiviso siimpara la virtù della lentezza, come nel volontariato con i ragazzi affetti daautismo, in un carcere facendo lezione ai detenuti, tra i senzatetto o glistudenti di un campo profughi mediorientale. Ð life largeleaming è dunque agliantipodi del conformismo mentale, invitando lo studente-apprenditore a uscireda ogni zona comfort, abbracciando progetti e opportunità formative ancheinusuali. I nostri ragazzi devono imparare a «sporcarsi le mani», ca pendo chestudiare è importante, vedendo intanto l'impatto diretto dei loro talenti edella loro formazione su quanto li circonda. Nessun progresso può avvenire ascapito dell'umanità, altrimenti Intelligenza artificiale, automazione,robotica, machine learn
ing indurranno presto diffidenze e reazioni negative nell'opinione pubblica,senza umanità non sapremo infine come distinguerci dalle macchine. La domandache spesso sentiamo formulare se una macchina sarà mai capace di amare, è forsemeno interessante di una che ci riguarda molto più da vicino: resteremo ingrado di amare noi umani, circondati da macchine onnipotenti? Una formazionepronta a comprendere il cambiamento è ciò che garantirà la nostra sorte in unfuturo straordinario. Da formatori siamo chiamati a mettere nella cassettadegli attrezzi futura chiavi di lettura per non restare alienati in pochi anni.Troppi guru alla moda biasimano il cambiamento, qualche ideologo si illude dirallentarlo, in un grottesco braccio di ferro Homo Sapiens contro i Robot.Formare giovani a proprio agio con gli algoritmi come con i valori umanisticiantichi è l'essenza del life largeleaming. Ed è forse una chance per manteneresalde nelle nostre mani le chiavi dell'amore. Umanità Noi umani, circondati damacchine onnipotenti resteremo in grado di amare?
 


 

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