Il lavoro che verrà: nei prossimi 5 anni

  Dalgreen alla robotica, 3 milioni di posti di lavoro in Italia nei prossimi 5 anni

da Il Sole 24 Ore –29/11/2019 - Claudio Tucci

 

Il lavoro da qui ai prossimi cinqueanni? Sarà appannaggio di specialisti, anche dell’economia circolare e deldigitale; e per oltre il 35% dei casi le professioni richieste sarannotecniche. Tra il 2019 e il 2023, ha stimato Unioncamere, un fabbisogno occupazionaletra i 3 e i 3,2 milioni di posizioni per fronteggiare le esigenze di imprese ePa. Tale quota coprirà, per l’80%, il turn-over (2,6 milioni di lavoratori nelquinquennio) mentre la crescita economica, a seconda della sua intensità e inmaniera molto differenziata nei diversi settori, richiederà una quota di nuoviimpieghi che va dalle 352mila alle 535mila unità.

Spazio agli indirizzimedico-sanitario, economico e giuridico
Nei cinque anni ipotizzati, il 62% dei nuovi ingressi riguarderà laureati ediplomati. In particolare, la domanda di personale laureato potrà attestarsitra le 959mila e le 1.014mila unità, e si concentrerà per lo più nell’indirizzomedico-sanitario, con una richiesta tra 171mila e 176mila unità, seguito daquello economico, da 152mila a 162mila unità, da ingegneria, con una domandacompresa tra 127mila e 136mila lavoratori, e dall’area giuridica, da 98mila a103mila unità.

Avanti con i diplomi tecnici
Per quanto riguarda invece i diplomi, nel quinquennio le imprese richiederannopersonale diplomato principalmente nell’indirizzo amministrazione, finanza emarketing (gli ex ragionieri), con un fabbisogno che potrà variare tra 279milae 302mila unità, e in quello industria e artigianato, con una domandacomplessiva tra 211mila e 235mila unità (tra cui spiccano le richieste degliindirizzi meccanica, meccatronica ed energia con 94-106mila unità edelettronica ed elettrotecnica con 50-56mila unità). Sarà considerevole anche ilfabbisogno di diplomati nell’ambito del turismo, che potrà arrivare a domandaretra i 79mila e gli 82mila occupati.

Economia circolare e digitalenei piani di assunzione delle imprese
Il sistema formativo italiano dovrà anche prepararsi a rispondere alle sfidedei cambiamenti nei trend produttivi dei settori economici, che sarannofortemente influenzati dalla pervasività della rivoluzione tecnologica e dallanecessità di riorientare le scelte produttive verso un green new deal. Inparticolare, della “Digital Transformation” le imprese ricercheranno tra i275mila e i 325mila lavoratori con specifiche competenze matematiche einformatiche, digitali e social o relative agli sviluppi nell’utilizzodell’intelligenza artificiale o dei big data e delle tecnologie 4.0.

Le opportunità nel “green”
Sul fronte della filiera “Ecosostenibilità”, le imprese avranno bisogno tra i519mila e 607mila lavoratori per cogliere al meglio le opportunità offertedalla diffusione di processi produttivi rispettosi dell’ambiente, volti adottimizzare o ridurre l’utilizzo di materie prime. La filiera “Salute eBenessere” contribuirà ad alimentare la domanda di lavoro nei prossimi cinqueanni ricercando tra le 361mila e 407mila unità, prevalentemente figure dilivello medio-alto in campo medico-sanitario e assistenziale. La filiera“Education e cultura”, che dovrà avere un ruolo ancora più centrale nelladiffusione di nuove conoscenze e competenze, esprimerà un fabbisogno compresofra 140mila e 149mila lavoratori nel quinquennio.

Posti anche nella meccatronica erobotica
Il fabbisogno occupazionale delle imprese della filiera “meccatronica erobotica” potrà riguardare tra 68mila e 86mila lavoratori, nell’arco dei cinqueanni. In particolare, la meccatronica è il comparto manifatturiero maggiormenteinteressato da “Impresa 4.0”, e quindi richiederà un significativo numero difigure professionali legate alle trasformazioni della produzione.





 

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