Sentenze/Docente risarcita nella misura di ben di 10 mensilità

 

Precariato, docente di religione risarcita con dieci mensilità. Sentenza

Orizzontescuola – 14/1/2020 -  redazione

comunicato–   Il Tribunale di Avezzano, nella persona del Giudice del lavoro,dr. Antonio Stanislao Fiduccia, in questi giorni ha condannato il Ministerodell’Istruzione a risarcire i danni nella misura di ben di 10 mensilità infavore di una docente di religione di scuola secondaria di II grado marsicana,assistita dagli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia della CISL SCUOLA, acausa dell’abusiva reiterazione dei contratti a termine oltre i 36 mesi,censurata dall’accordo quadro sui contratti a termine, allegato alla direttiva1999/70 CE.

La sentenzaacquista un particolare rilievo in quanto pubblicata a ridosso dellarecentissima conversione in legge del decreto concernente le misure distraordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personalescolastico, con cui, fra l’altro, è previsto un concorso sanatoria per i docentidi religione (il secondo a distanza di ben 15 anni dalla legge istitutiva delruolo per tale categoria di docenti), che riserva una quota non superiore al50% dei posti ai docenti che abbiano svolto almeno tre annualità di serviziooltre allo scorrimento delle graduatorie per chi ha superato il concorso del2004, ma non è ancora entrato in ruolo.

I legali,che avevano ottenuto dei precedenti per il personale della scuola, hannosostenuto in giudizio che la particolarità del sistema di reclutamento deidocenti di religione, introdotto dalla legge 186/03 (istitutiva di due distintiruoli regionali per la primaria e la secondaria), non giustifica che dettoreclutamento avvenga in modo da lasciare scoperti un numero rilevante di postiper un tempo potenzialmente indefinito, posti cioè destinati a rimanere vacantie disponibili per l’intero anno scolastico in quanto privi di titolare, e,quindi, posti che costituiscono organico di diritto.

Infatti, lapeculiarità del reclutamento dei docenti di religione non incide sullaregolamentazione del rapporto, lasciato allo Stato italiano, riservandosi laChiesa esclusivamente un intervento di controllo non sul tipo di rapporto,bensì sulla persona dell’insegnante di religione cattolica, attraverso imeccanismi del rilascio dell’idoneità e della partecipazione alla fase dellanomina, onde sia garantita la conformità del docente a determinati standard dinatura sia culturale sia etica.

Taleelemento di specialità, invece, per il Ministero escluderebbe la configurazionedell’abusiva reiterazione dei contratti. Non così per il Giudice del lavoro,che, oltre a condannare il MIUR a corrispondere 10 mensilità alla docente, loha anche condannato al pagamento in favore della ricorrente delle differenzestipendiali maturate per gli scatti di anzianità derivanti dalla ricostruzionedella carriera secondo gli anni di effettivo servizio prestati.

L’avvocatoSalvatore Braghini esprime piena soddisfazione per tale risultato in quanto –afferma – “anche per i docenti di religione il termine illegittimamente appostodetermina una perdita di chance dell’occupazione alternativa migliore, ossia ilruolo, e la sanzione del risarcimento, come applicata da altri Tribunali eCorti d’appello, nel mentre rende giustizia a chi non ha potuto concorrere peril ruolo a causa dell’omessa indizione triennale dei concorsi come previstadalla legge, ha indotto il Ministero, con il recente decreto legge sullascuola, a regolarizzare anche la condizione dei docenti di religione precari, etra questi in particolare, quelli iscritti nella graduatoria del primo e unicoconcorso che finalmente potranno essere immessi in ruolo”.






 

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